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A Catania una grande azione per il futuro degli architetti e delle città

L'atro ieri l’inaugurazione delle attività alle Ciminiere di Catania, oggi i sopralluoghi nelle località che saranno oggetto di studio per tutta la settimana, fino a domenica 21 settembre. Il workshop di progettazione “Aretè” è entrato nel vivo dei lavori: incontri, seminari, progetti creativi – elaborati da studenti, laureati e dottorandi in architettura, con il supporto di archistar e tutor – caratterizzeranno i giorni di questo grande laboratorio internazionale puntando l’attenzione sull’area metropolitana di Catania, sul sistema interno del Calatino e su quello costiero dello Jonio.
«Un seminario che si pone una grande sfida: riprogettare le rovine. Molti giovani tra ingegneri e architetti, che insieme danno vita ai muri silenti di una memoria di bellezza, donano la loro competenza e creatività all’Amministrazione e alla Sovrintendenza: è l’unione che cambia faccia alle cose! Ricordate, ragazzi, che un Paese come l’Italia ha bisogno di voi più dell’aria che respira! Avanti tutta!». È l’incoraggiamento della parlamentare e architetto Serena Pellegrino – capogruppo di Sel alla Camera e componente della VIII Commissione “Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici” – seguito dal plauso per l’iniziativa organizzata da Ordine e Fondazione Architetti di Catania in collaborazione con Associazione Officina 21, e con la partecipazione della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali. «Catania ha compiuto una grandissima azione – ha continuato la Pellegrino durante l’inaugurazione – il nostro patrimonio urbano sta andando in rovina, e ha bisogno di professionisti competenti che dalla storia delle città possano far nascere il futuro. L’Italia possiede queste risorse umane, ha investito capitali per la loro formazione, eppure oggi vede un esercito di architetti qualificati in stand by o costretti a migrare in Europa e negli altri continenti, dove poi si confermano professionisti di punta».
«La scelta di “abitare le rovine” non è casuale – ha specificato il presidente dell’Ordine Giuseppe Scannella – bensì deriva dal congresso mondiale degli Architetti svoltosi a Torino nel 2008, quando l’intera categoria si chiese se continuare a consumare suolo o se fosse giunto il momento di migliorare la vita dell’uomo senza più danneggiare l’ambiente. Fu l’atto di nascita del “riuso”, la rigenerazione urbana sostenibile, per il quale il nostro Ordine si spende da anni». «L’obiettivo che ci poniamo è rileggere con un nuovo linguaggio quegli elementi che, seppur dismessi, fanno parte della forza del territorio – ha affermato il presidente della Fondazione Paola Pennisi – c’è bisogno della contemporaneità, innestata al tessuto urbano non in contrasto con il passato ma con l’intento di rivalorizzarlo».
All’inaugurazione è intervenuta inoltre: la Soprintendente Fulvia Caffo che - ricordando la mostra ospitata ad aprile nella Chiesa di San Francesco Borgia, in via Crociferi, proprio come anteprima del workshop – ha dichiarato che «riconoscere valore ai ruderi contemporanei e riappropriarsi di essi al fine di conferirgli nuova vita è il migliore strumento di governo per la rigenerazione di Catania e della sua provincia».
Erano presenti anche: l’assessore comunale all’Urbanistica Salvo Di Salvo, il consigliere nazionale del Cnappc Ferruccio Favaron, il vicepresidente dell’Ordine Architetti e direttore della Fondazione Alessandro Amaro, il delegato del presidente dell’Ordine al workshop Francesco Finocchiaro, il presidente di Officina 21 Stefania Marletta.

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