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Manfredonia - Comuni ultimo baluardo della democrazia

Il Governo c’è; no, il Governo non c’è. Si rischia la crisi; no, dobbiamo unirci e andare avanti. Occorre senso di responsabilità e superare le vicende personali; no, non si può prescindere dalla riforma della giustizia. Tutto e il contrario di tutto. Quello che stiamo osservando e vivendo negli ultimi giorni, per ciò che concerne l’attuale Governo Letta. Quello che si vive da troppo tempo nella nostra Italia.

L’esegesi sui perché si è arrivati a tanto, sul come si è finiti in questa situazione da impasse totale, su chi possano essere i protagonisti positivi e negativi la lasciamo di buon grado ad altri. Ciò che invece conta è che mentre le istituzioni centrali vacillano, tutto il peso del momento storico grava sulle spalle dei Comuni. Non possiede il dono della chiaroveggenza il Sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, eppure lo aveva detto anche qualche giorno fa ed aveva raccolto il consenso (anche sonoro degli applausi) dei colleghi primi cittadini: “i Comuni sono rimasti l’ultimo baluardo della democrazia”.

L’ultimo perché nonostante Atene piange, in questo caso il Governo centrale, non si può dire che Sparta, quindi ogni Comune, se la ride. Le Pubbliche Amministrazioni locali continuano, stoicamente e profondendo sforzi inimmaginabili, a fornire i servizi essenziali per le comunità cittadine. Sono rimasti i Comuni a sorreggere la Repubblica Italiana.

L’avvicinarsi della fine dell’anno senza che vi sia un quadro chiaro sulla riscossione dei tributi, l’indeterminatezza delle risorse disponibili (vedi la vicenda IMU sì o no), lo slittamento del termine per l’approvazione del bilancio al 30 novembre dello stesso esercizio di competenza: testimonianze oggettive del grave stato di crisi istituzionale, sociale, economico e finanziario del nostro Paese.

L’importanza che hanno nella storia italiana i Comuni è nota. La loro nascita, i modi in cui si sono organizzati e sviluppati, il ruolo fondamentale che hanno sempre svolto per le comunità. Non la si prenda come una provocazione, ma piuttosto come una considerazione ponderata e basata sulla realtà attuale delle cose: i Comuni devono tornare ad essere il fulcro delle istituzioni. L’Italia ha bisogno di rialzarsi, non di cincischiare. Nessuno meglio degli ottomila e passa Sindaci del Belpaese ha la necessaria cognizione ed il vero termometro della situazione. Nessuno, più di loro, vorrebbe soddisfare le esigenze dei propri concittadini. Nessuno, più di loro, conosce l’impotenza del ritrovarsi con le mani legate “come un papà che può solo guardare e dolersi dei propri figli che annegano senza poter fare nulla per impedirlo”, come ha detto recentemente proprio il Sindaco Riccardi.

E’ ora che ci si svegli dal torpore, che si scacci l’obnubilamento dei sensi e delle menti, che lo si riconosca pacificamente: i Comuni sono rimasti gli unici luoghi istituzionali che tengono ancora sul livello di galleggiamento questo Paese. Si riparta da questo dato di fatto: si riparta dai Comuni ed il percorso di ricrescita e di ricostruzione sarà meno tortuoso e più efficace.

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