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Il nuovo romanzo di Nicoletta Capasso

Ci siamo visti con la scrittrice Nicoletta Capasso alla stampa estera, dove tra una chiacchierata e un caffè, mi ha rilasciato questa intervista in esclusiva per il Corriere del Sud.

Il libro di Nicoletta ha una particolarità che mi ha colpito : è stato tradotto contemporaneamente in lingua Greca ed è già stato presentato all'isola di Samos..oltre che a Roma.

Vediamo prima di tutto chi è la scrittrice Italiana innamorata del mio Paese al punto di scrivere questo Romanzo di mare, di sogni e di amore ..

Nicoletta Capasso appartenente ad una famiglia di musicisti è storica dell’arte e archeologia cristiana. Tra i suoi interessi di studio: l’arte bizantina, la storia dei popoli del Mediterraneo, le danze tradizionali, in particolare quelle greche e quelle orientali. Ha collaborato con il Museo Civico di Albano Laziale, con la cattedra di Storia dell’Arte e Museologia del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana. E’ impegnata nella valorizzazione degli spazi archeologici e museali e di quelli architettonici di Renzo Piano dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma.
Ha curato recensioni di mostre e musei. Scrive su riviste specializzate. Ha collaborato al volume Auditorium Parco della Musica il Cantiere e la sua Storia, (2003); è autrice dei volumi Nel Cuore di Creta, appunti di viaggio, (2004); Il Cammino di Aristaios, storia, arte e archeologia all’Auditorium di Roma, (2018), presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2022; Lo Spirito e il Viaggio, romanzo di mare, di sogni e d’amore, (Prima edizione 2019); I Cassetti del Tempo, (2021); Il Presepio. Rappresentato, scritto, cantato, (2021); Il Tempo incompiuto. Studi d’arte, archeologia e storia, (2023); Lo Spirito e il Viaggio, romanzo di mare, di sogni e d’amore, (Seconda edizione 2023); Το πνευμα και το ταξιδι. αφήγημα θάλασσασ, ονείρων και έρωτα (2023);  

In poche parole il suo libro parla del mistero del nome del nonno che ispira il protagonista Sabiniano a compiere un viaggio in Grecia verso l’isola di Samos dove accadrà qualcosa di straordinario. Là, nella terra di Pitagora, di Aristarco, di Epicuro, di Policrate e perfino di Hera la regina degli dei, Sabiniano si confronterà con il passato, con la profonda cultura ellenica antica e moderna. Accompagnato da una galleria di personaggi, il protagonista verrà introdotto per mano dentro la cultura greca, ma su tutti, sarà un maestro inaspettato proveniente dal passato a segnare il percorso di Sabiniano che ritroverà se stesso nelle comuni radici mediterranee.

Cara Nicoletta grazie della tua disponibilità..parlami di te dove sei nata i tuoi studi

Caro George, grazie a te per questa chiacchierata. Di dove sono mi chiedi, sono romana, amo profondamente la mia città ed è romana che mi sento. Sono di madre teologa nata a Roma da sangue siciliano e padre musicista di origini campane. Ho sempre vissuto a Roma, tra varie incursioni in quella straordinaria regione che è la Sicilia vissuta tra i vecchi racconti di mia madre e la strabiliante bellezza e l’immensa cultura dell’isola. Ho sempre vissuto a Roma, ma con indimenticabili estati della mia infanzia vissute con i nonni paterni nel loro paese in Campania con tutto l’affetto, il calore e la passione di quel meridione fatto di sole e di sale. Nonostante Roma sia profondamente e imprescindibilmente in me, sento forte il richiamo verso tutto ciò che è Sud ed è questo forse che naturalmente mi ha portato sempre ad approfondire e ad interessarmi a certe tematiche che hanno sempre al centro il Mediterraneo, la sua storia e le sue storie. Tutto questo si riflette in tutti i miei libri, che siano saggi o romanzi come “Lo Spirito e il Viaggio” che è un grande affresco Mediterraneo.

L’amore per la mia città mi ha portato ad interessarmi a studi storico artistici ed archeologici, mentre parallelamente non potevo esimermi dagli studi musicali dal momento che il ramo paterno della mia famiglia veniva da una grande tradizione e carriera musicale. Ti dirò in breve. Sono una storica dell’arte, come tale, dopo aver percorso la materia in lungo e largo, ho scelto di approfondire la storia dell’arte bizantina, poi la meravigliosa arte delle icone e altro. Dopo la laurea ho continuato gli studi sull’età tardo antica e alto medioevale specializzandomi in archeologia cristiana presso il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana. Questi furono anni di studio intenso di un’epoca vasta, complessa e articolata, conclusisi con una ricerca iconografica presso il cubicolo del Buon Pastore delle catacombe di Priscilla.  Ovviamente, come sai, non si finisce mai di studiare, lo studio e la creatività sono come muscoli che una volta allenati non puoi e non vuoi più fermare. Non a caso ho parlato insieme di studio e creatività, perché nel mio lavoro di scrittrice si riflettono l’uno nell’altra.

Come iniziata la tua passione per la scrittura al punto di scrivere questo romanzo  ?

Parlami del tuo Romanzo " spirito e il viaggio

La mia passione per la scrittura non è iniziata, infatti piuttosto che essere nata in me, direi che è innata in me. Ho amato la scrittura fin da bambina, scrivere, descrivere, narrare, giocare con le parole con i loro significati e anche con le loro diverse sottili sfumature mi ha sempre appassionato. La scrittura è un mezzo potente, è suono, colore, immagine, sentimento, racconto, realtà, fantasia e non vado oltre, anche se potrei farlo. Basti pensare che la vera grande invenzione che ha cambiato le sorti dell’uomo è stata proprio la scrittura, essa ha segnato l’ingresso nella storia dell’umanità nel suo cammino verso le conoscenze. Pensa che mezzo potente che è! Tornando alla tua domanda, mi ricordo ancora il primo libro che lessi, “Le avventure di Pinocchio”, e mi ricordo anche che impatto forte ebbe su di me, così piccola, scoprire attraverso la lettura il mondo meraviglioso e terribile di quella fiaba.  E si, se mi chiedi di risalire al momento in cui presi coscienza di amare la scrittura, ecco direi che fu proprio quello nel quale fui in grado da sola di leggere quel libro. Ovviamente, questo fu anche merito di quella grande insegnante che fu la mia maestra, Suor Cecilia, che sapeva riconoscere e tirar fuori dagli alunni le loro inclinazioni. Molto dobbiamo agli insegnati, a quelli bravi per davvero, dico. Questo fu il momento nel quale compresi che la scrittura era la mia passione, ma ci fu un altro momento fondamentale, in questo mio percorso: quando iniziai a scrivere, ma questo te lo racconterò la prossima volta.

Ho scritto, ad ora, cinque libri e tra questi “Lo Spirito e il Viaggio” è il primo romanzo e l’ho voluto far tradurre in greco; quindi, sono state pubblicate due edizioni del libro, una in lingua italiana (Lo spirito e il viaggio, romanzo di mare, di sogni e d’amore) e una in lingua greca la cui traduzione è stata curata direttamente presso l’isola di Samos (Tο πνευμα και το ταξιδι. Αφήγημα Θάλασσας, Ονείρων Και Έρωτα. Traduzione: Manolis Papatheodorou, text editor: Katia Zachariou). Il libro, edito da Antiqua Res Edizioni, è in vendita sia in Italia che in tutta la Grecia dove è possibile acquistare l’edizione in lingua greca. La versione greca è stata presentata lo scorso 20 agosto presso il Museo delle Antiche Concerie della città di Karlovasi (Samos), presentazione voluta dal Sindaco locale. La prima edizione italiana è stata presentata presso l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. Invece questa seconda edizione, lo scorso 20 gennaio con uno spettacolo di danze delle isole dell’Egeo di Nord-est a cura del gruppo danze elleniche Τερψιχώρι, poiché la danza, insieme anche alla musica, è un altro dei molti aspetti presenti nel testo.

La tua domanda sembra semplice, "parlami del tuo romanzo", ma per me non lo è affatto e ti dico che ad ogni persona che me lo chiede, mi ritrovo sempre a dare risposte diverse. Quindi ti descriverò brevemente al contenuto. Ti accennavo prima che si tratta di un grande affresco mediterraneo. Ambientato nell’isola di Samos, l’intreccio narrativo diventa un pretesto per recuperare e portare all’attenzione del lettore il ruolo della Grecia nella cultura occidentale.

Il protagonista è Sabiniano, professore di matematica, romano. L’isola ha dato i natali a Pitagora e ad altri personaggi imprescindibili per la storia della nostra civiltà e con i quali Sabiniano si troverà a confrontarsi.  Un maestro inaspettato segnerà il suo percorso, un mistero legato a un nome lo spingerà a intraprendere un viaggio verso Samos alla ricerca della storia. Seguendo un intenso itinerario storico-archeologico, egli sco­prirà lo spirito dell’isola e della sua gente, il racconto è una voce che, attraverso i secoli, arriva ai nostri giorni. Il romanzo è uno spunto per recuperare le origini della cultura dei po­poli del Mediterraneo, dalla Grecia di Pitagora a Roma, fino alla diffusione in tutto il mondo. Il personaggio principale si muove su quel filo sottile della storia che separa il presente dal passato, il conscio dall’inconscio, tra musica e danza, tra filosofia e arte, laddove tutto prende forma tra Oriente e Occidente. Il racconto si svolge nella terra degli dèi, di chi credeva nell’armonia sopra ogni cosa: di Aristarco, di Epicuro, di Hera. Tutto succede là, nell’antica terra di Pitagora.

Siccome poi, incredibilmente sono gli altri, piuttosto che l’autore stesso, a trovare le varie sfumature di un libro, voglio dirti ciò che una volta il traduttore mi disse di questo romanzo: Il libro è un affresco dell’isola lungo i secoli, immortala luoghi e persone come in un’istantanea di un mondo in rapida evoluzione, un mondo che è stato e che presto non sarà più. L’essenza del libro è il ponte. Un ponte tra Oriente ed Occidente, con la convinzione che popoli, seppur divisi da contrasti e rivalità antiche, si possano arricchire a vicenda attraverso la cultura e le culture. Un ponte tra Passato, Presente e Futuro, poiché nell’epoca moderna, il mondo cambia costantemente ad una velocità tale che non permette agli esseri umani di adattarsi alle novità. Questo libro si pone sulla porta del tempo, per riscoprire e recuperare le nostre comuni radici.

 
Come mai tradurre il tuo lavoro nella lingua greca, cosa ti ha spinto a fare un passo del genere 


Già mentre lo scrivevo, pensavo, sognando ad occhi aperti, sarebbe bello se fosse tradotto in greco, mai pensando che questo sarebbe stato possibile. Poi, finito di scrivere, l’idea continuava a tornarmi in mente e chi leggerà la storia, capirà. Sabiniano si muove in un grande quadro mediterraneo, quello che io ho definito affresco mediterraneo e che nello specifico del libro si declina in un inno egeo ed era giusto riportare questo testo là dove esso è ambientato e il modo per realizzare ciò era farlo parlare greco perché potesse dialogare con i lettori greci.

il tuo libro scrive nella copertina Romanzo di mare di sogni e d' amore ..spiegami perché? E una storia vera romanzata ? O pura fantasia

La storia che io ho intessuto e i suoi protagonisti sono frutto della mia creatività, ma per le tipologie dei personaggi mi sono lasciata ispirare dalla realtà quotidiana e dal mondo che vedevo e vedo, muoversi attorno a me, ma tengo a dire che ogni mio personaggio ha una valenza simbolica, primi fra tutti Sabiniano, la protagonista Anastasia e Pitagora stesso. Il sottotitolo poi, “Romanzo di mare, di sogni e d’amore” è complesso spiegarlo. Il mare è simbolo del viaggio, con tutte le sue sfumature; i sogni rimandano all’aspetto onirico del racconto; l’amore è riferito alla conoscenza, alla ricerca, al sapere e anche alla bella Anastasia che rappresenta la vita e Sabiniano innamorandosi di lei, si innamora della vita.

hai scoperto anche te come il tuo professore del romanzo le radici della cultura europea attraverso la Grecia ? già eri appassionata della cultura Ellenica a punto di scrivere un romanzo ? E perché l'isola di Samos ?

Entrambe le cose: ero già appassionata della civiltà ellenica e anche qui avrei molto da raccontarti, ma anche questo lo lascio ad una prossima volta. Ad ogni modo, studiare e approfondire questa cultura sul luogo, mi ha fatto arrivare alle radici stesse della cultura europea e all’idea di scrivere questo libro. La Grecia tutta è qualcosa che va oltre l’entità geografica. La Grecia è uno stato d’animo, è un modo di sentire le cose, la percepiamo così proprio perché è radicata nelle nostre comuni radici mediterranee. Chi va e torna in Grecia, dopo averla girata abbastanza, trova sempre un posto che sente maggiormente suo, ma Samos non è solo questo per me. Trovo che da quest’isola sia partito un forte impulso e messaggio di civiltà occidentale, un nome su tutti: Pitagora. Il mondo di oggi corre veloce, fini e confini si fondono e si confondono e per colloquiare con il resto del Mondo che è sempre più uno, dobbiamo sapere chi siamo. Se non sappiamo da dove veniamo, non sappiamo neppure dove andiamo.

 

Ringrazio Nicoletta per la nostra chiacchierata, per le sue risposte per i lettori del Corriere del Sud 

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