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Domenica, 03 Luglio 2022

Il museo del tempo contadino resti a palazzo Zacco

“Nessuna logica, nessuna visione organica e strategica sulla crescita della città, nessuna programmazione politico-amministrativa quella della Giunta Piccitto ma solo un obiettivo: smantellare tutto quello che di buono è stato realizzato dalle passate amministrazioni”. Lo rileva il consigliere comunale dell’Udc, Sonia Migliore, facendo riferimento agli intenti programmatici manifestati su Facebook dall’assessore Stefania Campo. “Sono gravissime le intenzioni – continua Migliore – di voler “liberare palazzo Zacco” dal museo del tempo contadino, realizzato con impegno, fatica e inaugurato appena qualche giorno prima che l’ex sindaco Dipasquale si dimettesse, e che poneva la prima pietra miliare di una rete museale all’interno del centro storico direttamente collegata con le case della memoria del castello di Donnafugata, avente l’obiettivo lungimirante di ampliare l’offerta turistico-culturale proprio all’interno del nostro centro storico per stimolarne l’attrazione. Ricordo che il museo del tempo contadino non è stato un semplice deposito di oggetti vari, che con cura e passione erano stati ricercati dal compianto Mimì Arezzo (a cui peraltro avevamo la volontà di dedicare il museo stesso ma non ce n’era stato il tempo), e da altri storici-intellettuali ragusani, ma un progetto studiato da professionisti seguendo la formula del “Flash-museum”, ossia un museo di introduzione e quindi un luogo anteprima situato in un percorso urbano che avrebbe condotto al museo “Arti e mestieri” per cui era stata prevista una collocazione presso i locali dell’ex biblioteca civica di via Matteotti. Quindi l’opera di palazzo Zacco rappresentava un inizio importantissimo per lanciare la rete museale di Ragusa, già progettata e messa in atto nel mio breve periodo di assessorato”. “E palazzo Zacco – spiega ancora Sonia Migliore – non è stato scelto a caso ma studiato nelle sue caratteristiche. Inoltre, il “Flash-museum” è stato frutto di attento lavoro di sintesi e moderazione, con il confronto delle varie realtà culturali della città, dal comitato per i musei, ai personaggi di interesse storico sul museo della ragusanità, alla sapienza, competenza ed esperienza del Centro servizi culturali e del centro studi “Feliciano Rossitto” a cui ci siamo affidati per la realizzazione del progetto. E’ stato un grande e meticoloso lavoro nato dalla voglia di rilanciare l’offerta turistico-culturale del centro storico e soprattutto dall’umiltà della passata Amministrazione di affidarsi alle voci del popolo ragusano nella loro migliore rappresentatività culturale. La Giunta Piccitto, l’assessore Campo e l’attuale maggioranza hanno il compito di proseguire in quella che si chiama sana continuità amministrativa, potenziare la rete museale, promuovere al massimo tutte le offerte che vanno divulgate e pubblicizzate, senza contare che, in caso contrario, si determinerebbe un danno economico non da poco. Non si può, e lo stigmatizziamo fortemente, dire “liberiamo palazzo Zacco e portiamo tutto al castello” perché ciò denota una non perfetta conoscenza della materia di cui stiamo parlando e nessuna inclinazione al confronto. Ecco perché chiederò un incontro con l’assessore Campo al fine di prospettarle il progetto della rete museale in sede di commissione Cultura. E lancio, altresì, un appello forte al comitato per i musei, al centro studi “Feliciano Rossitto”, al Centro servizi culturali e a tutte le associazioni e intelligenze culturali della nostra città affinché si possa realizzare un momento d’incontro comune per organizzare un vero comitato pro-musei e pro-teatro che va al di là dei partiti politici. Infatti non è una battaglia politica ma di civiltà con l’obiettivo di non mandare al massacro la cultura della città di Ragusa che deve necessariamente seguire un percorso di rilancio collegato al turismo e ai beni culturali. Su queste tematiche siamo disposti a fare battaglie inenarrabili ma mi auguro che l’Amministrazione Piccitto voglia seguire la strada del confronto e non dello scontro sterile e di preconcetto”.

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