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Scuola: istituzioni in rete per prevenire la devianza

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“Sarà una sfida, ma pensiamo di riuscire ad abbattere la soglia dell’abbandono scolastico superando l'obiettivo del 10 % che si è posto il Governo nazionale. Possiamo avvicinarci alla soglia del 5% nei prossimi tre anni”.

Lo ha detto il sindaco Enzo Bianco presentando le “Linee Guida in materia di Prevenzione alla Dispersione Scolastica e Formativa” sulle quali il Comune di Catania (assessorati al Welfare, alle Politiche scolastiche e Decentramento con le rispettive direzioni), l'Ufficio Scolastico di Catania (Ufficio XII ambito territoriale per la provincia di Catania), le Istituzioni Scolastiche (Osservatori d'area sulla dispersione), l’Asp, il Tribunale e la Procura per i minorenni e Ufficio Provinciale del Lavoro, lavorano dall’ottobre del 2013 per costituire un network che agisca con procedure d’intervento mirate e modalità organizzative ben delineate.

“Vogliamo – ha spiegato Bianco - essere esempio per le altre realtà, lavorando tutti insieme con spirito di squadra, ciascuno con le proprie conoscenze e peculiarità  per impedire che un ragazzo scelga la strada sbagliata, recuperando soprattutto la fascia dei quattordicenni dove è maggiore il rischio dell’evasione scolastica e della conseguente devianza”.

Attorno al Tavolo inter-istituzionale erano presenti, fra gli altri,  gli assessori al Welfare Fiorentino Trojano, alla Scuola Valentina Scialfa, la presidente del Tribunale dei Minori Maria Francesca Pricoco, il direttore dell’Ufficio Scolastico provinciale Antonio Gruttadauria, la commissaria dell’Asp Lia Murè, il dirigente del Centro per l’impiego di Catania Paolo Trovato e i rappresentanti degli otto osservatori d’area di cui fanno parte le Istituzioni scolastiche.

L’accordo sottoscritto punta su una comune strategia “d’attacco” per prevenire e contrastare la dispersione specie nella fascia d’età compresa tra i 16 e i 18 anni, causa non secondaria di devianza nella nostra città.

Per far questo saranno strumenti prioritari un’anagrafe scolastica che fornisca dati sui ragazzi, un’offerta scolastica più modulata come il tempo allungato e le ludoteche, la collaborazione di figure professionali quali psicologi, pedagogisti, educatori. Insomma ciascuna istituzione metterà in campo le proprie forze migliori per modularle con quelle degli altri.

E se l’assessore Scialfa ha parlato di “una giornata importante per il mondo della scuola, per le famiglie e per il mondo del lavoro” e Trojano ha sottolineato come la firma dell’accordo rappresenti il punto d’arrivo “di un proficuo lavoro durato un anno per ottenere un risultato innovativo per la Sicilia” ricordando come adesso si passi “alla fase operativa”, la presidente Pricoco ha rimarcato come Catania resti “nel panorama nazionale una realtà ad alto rischio di devianza minorile”. Per cui queste linee guida rappresentano “un percorso con aspetti specifici che ci dà la possibilità di ben agire con attività codificate”.

Anche la neo commissaria dell’Asp, Murè ha sottolineato che “il progetto avrà lunga vita perché contiene elementi di fattiva operosità e le istituzioni sanitarie possono essere elemento di svolta”.

Gruttadauria ha sottolineato come per la prima volta tutte le istituzioni si siano riunite attorno a un tavolo per affrontare un fenomeno complesso “che riguarda anche gli allontanamenti e le ripetenze”. “L’agire insieme – ha detto -  è importante come l’istruzione professionale che va sostenuta per accompagnare il passaggio dello studente dalla scuola media alle superiori, il momento più a rischio di dispersione”.

Un'innovazione contemplata nel testo è quella relativa al coinvolgimento attivo della Rete delle Associazioni di Volontariato, promossa dal Comune di Catania, con organizzazioni che concerteranno per il prossimo anno scolastico e formativo delle iniziative comuni nelle scuole e negli Enti. Attività indirizzate fra l'altro alla promozione presso i ragazzi della cultura del volontariato.

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