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Sabato, 16 Dicembre 2017

L'Italia importa criminali dalla Tunisia

Nel corso degli ultimi giorni i migranti sbarcati provenienti da Sfax o Zarzis sull'isola di Lampedusa sono stati almeno 300. E nelle ultime ore, prima che il mare raggiungesse un livello di "forza 5", qualche altro arrivo si è registrato. Si tratta di giovani, tutti tra i 17 e i trent'anni, che nel loro Paese avevano commesso reati di grande o piccola entità. Si va dallo spaccio di stupefacenti ai furti e alle rapine. 

Come scrive il quotidiano il Giornale manovalanza della criminalità locale, insomma, che si sposta verso l'Europa per fini ancora da stabilire, ma senz'altro dubbi. Tutt'altro che gente che muore di fame o scappa dalla guerra. Insomma, niente migranti economici, ma veri e propri pregiudicati. Roberto Ammatuna, sindaco di Pozzallo, nel ragusano, scrive una lettera allarmata al ministro Minniti. «Il fenomeno migratorio che parte dalla Tunisia desta preoccupazioni per possibili infiltrazioni di potenziali soggetti appartenenti a cellule jihadiste». 

Dell'argomento si è interessato di recente anche l'eurodeputato della Lega Nord Angelo Ciocca, il quale, ha detto alla stampa di essere stato informato della cosa dall'ambasciatore italiano in Tunisia. «Hanno una propensione a delinquere - ha raccontato -, tanto è vero che molti sono scappati dal centro di prima accoglienza e sono andati in un paese per commettere dei furti».

Secondo l'Osservatorio del Medio oriente, «dei 1.583 tunisini che hanno visto una riduzione della pena, 412 sono stati rilasciati». Ma a questi vanno aggiunte le centinaia di residenti in quelle terre, dove la microcriminalità fa registrare percentuali da capogiro.

i migranti giunti a Lampedusa nei giorni scorsi sono stati trasportati verso la Sicilia da dove, dopo essere stati identificati, si sono mossi, liberi di andare dove volevano, pur con foglio di via in mano. Si domanda il quotidiano Italiano ma dove vanno a finire queste persone? 

Non è dato di saperlo finché non commettono qualche reato e vengono fermati. Molti tunisini, infatti, sono simpatizzanti dell'Isis e vicini a posizione dell'estremismo islamico. Basti pensare all'attentatore di Berlino, Anis Amri o di Ahmed Hanachi, che domenica scorsa ha ucciso, sgozzandole, due ragazze alla stazione di Marsiglia. Entrambi venivano dalla Tunisia, entrambi erano passati da Aprilia, città in cui è possibile si fosse creata una cellula jihadista pronta a colpire in Europa e su cui, adesso, è puntata l'attenzione dell'antiterrorismo.

Come sottolinea il quotidiano il giornale ex galeotti, sia liberati dagli istituti di detenzione con i provvedimenti di grazia in occasione del Ramadan, che durante la festa della Repubblica, ma anche ex carcerati che hanno scontato la pena: ecco chi sono i tunisini in arrivo sulle nostre coste.

Intanto a Torino, in un condominio in via Leinì dove operavano i quattro spacciatori, due irregolari e due con un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Dopo giorni di pedinamenti due agenti entrano in un appartamento al quarto piano dove trovano 3 africani mentre un loro collega resta fuori con il senegalese che hanno seguito e che li ha portati nel loro covo. I tre hanno cercato di buttare già un agente mentre il quarto ha cercato di fuggire spintonando il poliziotto che lo sorvegliava ma, alla fine, sono finiti tutti in manette.

Gianni Tonelli, segretario nazionale del Sap, attacca: "Non è accettabile in alcun modo concedere accoglienza e tutele a chi cerca di uccidere un poliziotto e che si continui a permettere la permanenza in Italia di chi non ha titolo". "Noi – prosegue ancora Tonelli – ci poniamo un altro problema: questo è un bollettino di guerra, non si tratta di un caso isolato, a partire dal poliziotto accoltellato a Milano e il cui aggressore è stato immediatamente rilasciato; in tutta Italia avviene in continuazione, in ultimo a Bari due giorni fa". Secondo il segretario del Sap si è di fronte a "un vero e proprio bollettino di guerra, in quanto chi arriva, ha purtroppo la consapevolezza che il soggetto debole all’interno delle dinamiche della nostra società, sono le Forze dell’Ordine, per il lavoro di avversità compiuto quotidianamente nei loro riguardi dal partito dell’Antipolizia che è presente sui circuiti mediatici, in Parlamento e nella cultura autoreferenziale italiana".

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