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Domenica, 05 Luglio 2020

Italiani scatenati contro la Grecia

Gli Italiani si scatenano contro le decisioni del Governo Ellenico di aprire le frontiere il primo luglio, anche con pesanti offese, ma non sanno che chi scrive le regole e un Italiano : il bollettino dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) che la Grecia ha utilizzato per introdurre misure di prevenzione nei confronti degli italiani è un documento di quattro pagine e un elenco delle aree «con un alto rischio di trasmissione del Covid-19».

Nell’ultimo aggiornamento, il 14esimo, le zone italiane «attenzionate» — e i relativi aeroporti — sono quattro: Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Un tempo, e parliamo di fine marzo, c’erano anche la Toscana e le Marche. «Ma questa non è una black list, non prevede l’interdizione dei collegamenti da e per il Nord Italia», chiarisce al Corriere Alessio Quaranta, direttore generale del nostro Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) e membro del board direttivo dell’Easa. «Quella lista nasce per raccogliere le informazioni provenienti dagli Stati e per indicare quelle che in un dato momento sono le zone più a rischio: tutto questo viene poi comunicato alle compagnie e agli aeroporti perché possano fare le loro valutazioni».

Dal 15 al 30 giugno parte una nuova fase. I voli internazionali sono ammessi solo verso Atene e Salonicco. All’arrivo in aeroporto i viaggiatori provenienti dalle zone a rischio, che per l’Italia significa Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, verranno sottoposti tutti al test. «È richiesto il soggiorno di una notte in un albergo designato. Se il test è negativo, il passeggero si mette in auto- quarantena per 7 giorni. Se il test è positivo, il passeggero viene messo in quarantena sotto controllo per 14 giorni» si legge nella nota dell’ambasciata. Per tutti gli altri turisti — per esempio quelli provenienti da Roma — il tampone sarà fatto soltanto su un campione. Va notato come la Grecia non abbia determinato autonomamente le Regioni «a rischio», ma si sia basata, per farlo, sul documento «Lista degli aeroporti siti in aree con alto rischio di trasmissione di Covid» dell’Easa, l’agenzia europea per la sicurezza aerea: un documento giunto alla 14esima versione e costantemente aggiornato. Va anche notato come questa fase sia destinata a terminare dopo due settimane, dal 15 al 30 giugno.

Dal 1 luglio in poi, infatti, i voli internazionali saranno ammessi in tutti gli aeroporti di Grecia, e i visitatori non dovranno effettuare quarantene. Saranno però soggetti a test casuali all’arrivo. Non è ancora chiaro se ci saranno restrizioni su viaggiatori partiti da determinati Paesi o Regioni: «Ulteriori restrizioni relative ad alcuni paesi saranno annunciate in un secondo momento», si legge.

Dal 15 giugno saranno consentiti gli arrivi alle frontiere terrestri (dall’Albania, dalla Macedonia del Nord e dalla Bulgaria), con test a campione all’arrivo, e gli arrivi via mare saranno consentiti dal 1 ° luglio, sempre con test casuali all’arrivo. «La Grecia», spiega l’ambasciata, «in qualsiasi momento si riserva il diritto di modificare qualunque previsione sopra citata alla luce delle mutate circostanze».

Intervistato ai microfoni del Corriere della Sera, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è tornato sui temi legati alla Fase 2 e alle polemiche sull'apertura delle frontiere tra i Paesi europei in seguito all'allentamento delle misure di contenimento per il Covid-19.  
L’ex leader del M5S, oggi alla Farnesina, si appella poi a Bruxelles: «Adesso sul tema della riapertura dei confini serve una risposta europea, perché se si agisce in maniera diversa e scomposta viene meno lo spirito Ue. E crolla l’Europa. Come ministero degli Affari esteri stiamo lavorando senza sosta». Di Maio annuncia poi una lunga serie di incontri: mercoledì 3 giugno arriverà a Roma il ministro degli Esteri francese Le Drian per il suo primo viaggio dopo il lockdown. Venerdì 5 giugno Di Maio volerà invece in Germania, per poi andare in Slovenia il giorno successivo. Mentre martedì 9 giugno il titolare della Farnesina sarà protagonista della tappa appunto più delicata: la Grecia.

Davanti a queste rilevanti limitazioni è scattata la reazione di Luigi Di Maio: «In questi giorni ne ho sentite davvero tante sull’Italia — dice il ministro degli Esteri —. Non mi sembra il momento di fare polemiche, ma una cosa voglio dirla chiaramente: esigiamo rispetto. Bisogna misurare sempre le parole e le azioni. Se qualcuno pensa di trattarci come un lazzaretto allora sappia che non resteremo immobili. La pazienza ha un limite».

Conclude Di Maio «spiegherò ai miei colleghi che l’Italia dal 15 giugno è pronta a ricevere turisti stranieri e che agiremo con la massima trasparenza. La situazione interna, tutti i dati sui contagi, saranno sempre pubblici». E poi: «Spiegherò loro che non accettiamo black list e che noi non abbiamo nulla da nascondere, anzi.Davanti ai personalismi la porta la chiuderemo anche noi. Ma c’è un dialogo costruttivo da parte di molti Stati".  

in particolare, ha fatto molto discutere la volontà espressa dalla Grecia di imporre limitazioni d'ingresso agli italiani in arrivo nel Paese ellenico, con Atene che nei giorni scorsi ha diramato un'ordinanza che di fatto crea una black list di quattro regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna).

Chi giungerà da queste regioni, infatti, dovrà sottoporsi al tampone per il Covid-19 e pernottare una notte in un hotel designato. Se negativo resterà sette giorni in quarantena, altrimenti il periodo di isolamento previsto sarà esteso a due settimane.

Una scelta che ha mandato su tutte le furie il governatore del Veneto, Luca Zaia, il quale ha affermato che con una simile decisione la Grecia è destinata a privarsi dei flussi turistici in provenienza dalla sua Regione.

Intanto per la Commissione Europea è fondamentale il principio di non discriminazione: se uno Stato membro decide di permettere di viaggiare all’interno del proprio territorio o in specifiche regioni del proprio territorio, deve farlo in modo non discriminatorio consentendo l’accesso a chi proviene da tutte le aree, regioni o Paesi che nella Ue hanno una situazione epidemiologica simile e in cui «vi sono capacità sufficienti in termini di ospedali, test, sorveglianza e monitoraggio di contatti». Questo per evitare accordi bilaterali che possono svantaggiare alcuni Stati membri.

Intanto secondo l Agenzia Ansa nessuna vittima in 9 regioni nelle ultime 24 ore per il coronavirus in Italia, secondo i dati della Protezione civile. Sono Marche, Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Molise, Basilicata, Calabria e Sardegna. La Lombardia ne fa registrare 33 su 75, il 44% del totale, unica regione a far registrare oggi un numero di deceduti in doppia cifra. Le altre sono tutte al di sotto delle 10 vittime. I malati coronavirus - gli attualmente positivi nei dati... della Protezione civile - calano in tutte le regioni, tranne in Umbria dove il numero resta invariato rispetto a ieri.

Nel dettaglio: i contagiati totali da coronavirus sono ora 233.019, 355 più di ieri, quando se ne erano registrati 416 in più, quindi in calo nelle 24 ore. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. In Lombardia sono 210 in più (ieri 221), pari al 59,1% dell'aumento odierno in Italia. I dati sono stati resi noti dalla Protezione civile. Ci sono 5 regioni che comunicano zero nuovi contagiati: Umbria, Sardegna, Molise, Calabria e Basilicata. Sono 75 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, in calo rispetto alle 111 di ieri. In Lombardia nell'ultima giornata se ne sono registrate 33, mentre ieri erano state 67. I morti a livello nazionale salgono così a 33.415. Sono saliti a 157.507 i guariti e i dimessi per il coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 1.874. Sabato l'aumento era stato di 2.789. Sono 42.075 i malati di coronavirus in Italia, 1.616 meno di ieri, quando il calo era stato di 2.980. Sono 435 i pazienti ricoverati in terapia intensiva in Italia, 15 meno di ieri. Di questi, 170 sono in Lombardia, 2 meno di ieri. I malati ricoverati con sintomi sono invece 6.387, con un calo di 293 rispetto a ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 35.253, con un calo di 1.308 rispetto a ieri.

 

 

 

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