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Casa Lumiere, il non-luogo di Sergio Cammariere

Sul Sentiero è un album di 14 brani di Sergio Cammariere pubblicato nel 2004. Il disco, prodotto da Biagio Pagano, vede la partecipazione di storici partners del cantautore calabrese come Il violinista Olen Cesari, il batterista Amedeo Ariano, il contrabbassista Luca Bulgarelli, il trombettista Fabrizio Bosso, il percussionista Simone Haggiag. 
Gli arrangiamenti e la direzione della piccola orchestra sono di Paolo Silvestri.
Un lavoro "di mezzo", che si va a situare fra Dalla pace del mare lontano del 2003 e Il pane il vino la visione del 2006, all'interno del quale si trovano note composizioni del suo repertorio quali La canzone dell'impossibile e Spiagge lontane, quest'ultima fra le prime dieci in classifica.
Ma è anche un lavoro centrale nel "Sentiero" artistico dell'artista crotonese che va a focalizzare i lineamenti di una personalità complessa di interprete postromantico, la cui musica è avviluppata di poesia, con una vocalità di stampo europeo, un pianismo dalle visibili propaggini jazz, un comporre aperto anche a ricorrenti brecce latine ed etniche ed a schiusure classicheggianti, vedansi in rete al riguardo i pregevoli barocchismi dei duetti fra il pianoforte di Cammariere ed il violino di Cesari nel concerto al Teatro Smeraldo di Milano del 2005. 
C'è pure, nel compact, Casa Lumiere, un brano strumentale virtualmente vestito di celluloide un cui video su Youtube 2007 monta foto di Charlot.
È musica chapliniana? In effetti il duo Cesari-Cammariere pare dar voce ad un film muto, in una saletta di inizio novecento, in un posto magico, posizionato in qualche angolo della memoria visiva che registra le immagini dei primi quadri viventi del cinematografo. 
Ma c'è un altro filmato, postato nove anni fa, che ritrae interni di una casa d'epoca, con i mobili in ferro battuto, una lunga scala che si inerpica su tre ambienti, una panca in legno come la sedia scheggiata, il camino decorato artigianalmente, un telefono d'epoca, dei cuscini ricamati, uno scheletro di carrozzina tipo Potemkin in cima ai gradini, dei vasi di creta, un contrabbasso posato a terra quasi dormiente, lo scrittoio stranamente sistemato in cantinetta, molte icone sacre, un pianoforte liberty Eduard Seiler con poggiata su una custodia di mandolino, alcune bambole di stoffa, una radio d'annata, e infine le sagome dei due musicisti. Le madeleines sono fuori dagli scatti del fotografo Nino Cagnetta and partner (ma.pi.nino) ma, ė garantito, ci sono!
Dove siamo? La curiosità e legittima. Difficile capirlo dagli squarci di profili di case che trapelano da uno specchio. Vecchia Vienna? Budapest Storica? La Ville (dei fratelli) Lumière? Niente di tutto ciò! Siamo a San Fili, un "presepe" vicino Cosenza, ai piedi della chiesa Madre, non distante dalla dimora di Nicola Misasi anziano, sita poco più giù, in via Rinacchio. Ma potremmo essere anche altrove, in un non-luogo, nelle Stanze dei Ricordi, angoli che sanno d'antico e odorano di quel sapore vetusto che inebria l'anima mentre ti avvolgono, come "fili" di nebbia, le melodie di due strumenti che suonano un walzer.

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