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Giovedì, 21 Ottobre 2021

Confedilizia: abolire la tassazione patrimoniale sulle case affittate

In relazione alle nuove indiscrezioni giornalistiche secondo le quali il Presidente del Consiglio sarebbe intenzionato ad eliminare la tassazione sulla “prima casa”, la Confedilizia – nell’accogliere favorevolmente questa conferma della consapevolezza del Governo circa l’eccesso di imposizione immobiliare – segnala la gravissima situazione nella quale si trovano gli immobili locati da quando sono in vigore l’IMU e la TASI.

Come illustrato nelle tabelle allegate, rispetto al 2011 – ultimo anno di applicazione dell’ICI – un’abitazione affittata con contratto “libero” (4 anni + 4) paga oggi il 157 per cento in più di imposte patrimoniali (IMU e TASI). In caso di abitazione locata con contratto “concordato”, e cioè a canone agevolato, l’aumento è pari addirittura al 291 per cento. Imposte patrimoniali che si aggiungono, come non avviene negli altri settori, ai tributi sul reddito da locazione. Se poi il proprietario non riesce neppure ad affittare la casa in questione, la situazione diviene addirittura surreale: quella casa, priva di qualsiasi redditività e fonte unicamente di spese, è soggetta a ben 5 tributi (IRPEF, Addizionale regionale IRPEF, Addizionale comunale IRPEF, IMU e TASI).

Per quanto concerne gli immobili non abitativi, la situazione è altrettanto grave. Le imposte, statali e locali (ben 7), raggiungono un livello tale da erodere fino all’80% del canone di locazione. Percentuale che arriva a sfiorare il 100% se alle tasse si aggiungono le spese (di manutenzione, assicurative ecc.) alle quali il proprietario-locatore deve comunque far fronte (senza considerare il rischio morosità).

“Se si vuole tentare di scongiurare conseguenze sociali ed economiche drammatiche – ha dichiarato il Presidente della Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa – e se si vuole iniziare a restituire a coloro i quali in questi anni hanno dato più di chiunque altro, è necessario abolire la tassazione patrimoniale almeno sulle case date in affitto come abitazioni principali – le “prime case” degli inquilini, insomma – e contestualmente ridurre fortemente l’imposizione su tutti gli altri immobili locati. Si tratterebbe, del resto, di uniformare l’imposizione fiscale sui proprietari-locatori a quella di tutti gli altri contribuenti e operatori economici, che vengono tassati solo sul reddito che producono. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria urgenza del Paese. Confidiamo che il Presidente Renzi la colga in tutta la sua gravità”.

ABITAZIONE DATA IN AFFITTO

Raffronto tassazione locale 2011-2014

 

 

Contratto “libero” (4 anni + 4)

Città: Roma

Immobile A2 con rendita catastale di 1.000 euro

2011

Aliquota ICI: 7 per mille

2014

Aliquota IMU: 10,6 per mille

Aliquota TASI: 0,8 per mille

 

2011

ICI

2014

IMU + TASI

Variazione

assoluta

Variazione

percentuale

735 euro

1.889 euro

+ 1.154 euro

+ 157%

Contratto “concordato”, a canone calmierato (3 anni + 2)

Città: Roma

Immobile A2 con rendita catastale di 1.000 euro

2011

Aliquota ICI: 4,6 per mille

2014

Aliquota IMU: 10,6 per mille

Aliquota TASI: 0,8 per mille

 

2011

ICI

2014

IMU + TASI

Variazione

assoluta

Variazione

percentuale

483 euro

1.889 euro

+ 1.406 euro

+ 291%

 

***

 

Le tabelle illustrano l’aumento di tassazione locale che hanno subìto, a partire dal 2012, gli immobili locati. Tassazione – su base puramente patrimoniale – che si aggiunge a quella che colpisce il reddito da locazione.

È sconcertante notare come dall’aggravio fiscale sugli immobili non siano stati risparmiati, in ossequio alla funzione sociale che essi tradizionalmente svolgono, neppure gli immobili dati in affitto, neanche nel caso in cui la locazione sia a canone calmierato, attraverso i cosiddetti contratti “concordati”.

Fonte: CONFEDILIZIA


IMMOBILE NON ABITATIVO DATO IN AFFITTO

 

Città: Roma – Aliquota IMU: 10,6 per mille – Aliquota TASI: 0,8 per mille

Caso tipo

Immobile C2 con rendita catastale di 1.000 euro

Canone annuo: 12.000 euro

Scaglione

di reddito

IRPEF*

Addizionale regionale

IRPEF*

Addizionale comunale

IRPEF*

IMU

TASI

Imposte registro e di bollo

Totale

Fino a

15.000 euro

2.622 euro

(aliquota

23%)

197 euro

(aliquota

1,73%)

103 euro

(aliquota 0,9%)

1.781 euro

107 euro

136 euro

4.946

euro

Oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro

3.078 euro

(aliquota

27%)

197 euro

(aliquota

1,73%)

103 euro

(aliquota 0,9%)

1.781 euro

107 euro

136 euro

5.402

euro

Oltre 28.000 euro e fino a 55.000 euro

4.332 euro

(aliquota

38%)

266 euro

(aliquota

2,33%)

103 euro

(aliquota 0,9%)

1.781 euro

107 euro

136 euro

6.725

euro

Oltre 55.000 euro e fino a 75.000 euro

4.674 euro

(aliquota

41%)

266 euro

(aliquota

2,33%)

103 euro

(aliquota 0,9%)

1.781 euro

107 euro

136 euro

7.067

euro

Oltre

75.000 euro

4.902 euro

(aliquota

43%)

266 euro

(aliquota

2,33%)

103 euro

(aliquota 0,9%)

1.781 euro

107 euro

136 euro

7.295

euro

*Imposta relativa solo all’immobile in questione

 

Caso concreto

 

Roma, Via degli Zingari 39 – Foglio 493, Particella 261, Sub 5 e 23

Immobili C1 e C2 (negozio e sottonegozio), con rendite catastali pari a 2.685,58 e 1.142,04 euro

Canone annuo complessivo: 11.709,24 euro

Scaglione

di reddito

IRPEF*

Addizionale regionale

IRPEF*

Addizionale comunale

IRPEF*

IMU

TASI

Imposte registro e di bollo

Totale

Oltre

75.000 euro

4.783 euro

(aliquota 43%)

259 euro

(aliquota

2,33%)

100 euro

(aliquota 0,9%)

3.678 euro

222 euro

133 euro

9.175 euro

(78,35%)

*Imposta relativa solo all’immobile in questione

 

***

 

Le tabelle illustrano il peso dell’imposizione fiscale a carico dei proprietari che danno in locazione un immobile non abitativo (negozio, ufficio ecc.). I numeri mostrano con chiarezza come le imposte, statali e locali (ben sette), raggiungano un livello tale da erodere – come accade nel caso di un immobile di Roma di cui si forniscono tutti gli estremi, verificabili – fino all’80% del canone di locazione. Percentuale che arriva a sfiorare il 100% se alle tasse si aggiungono le spese (di manutenzione, assicurative ecc.) alle quali il proprietario-locatore deve comunque far fronte (senza considerare il rischio morosità). Tale spropositato livello di tassazione è dovuto, a livello locale, all’introduzione dell’IMU e della TASI, e, a livello statale – non essendo applicabile la cedolare secca – a una imposizione IRPEF che di fatto colpisce persino le spese, essendo queste considerate – come deduzione fiscale – nella irrisoria misura forfettaria del 5% a partire dal 2013 (rispetto alla quota del 15%, frutto di una precedente diminuzione dell’originaria misura del 25%).

Fonte: CONFEDILIZIA


 

ABITAZIONE CHE NON SI RIESCE AD AFFITTARE

Città: Roma

Immobile A2 situato nello stesso Comune in cui si trova l’abitazione principale

Rendita catastale: 1.000 euro

Aliquota IMU: 10,6 per mille

Aliquota TASI: 0,8 per mille

Scaglione

di reddito

IRPEF*

Addizionale

regionale

IRPEF*

Addizionale comunale

IRPEF*

IMU

TASI

Totale

Fino a

15.000 euro

161 euro

(aliquota 23%)

12 euro

(aliquota 1,73%)

6 euro

(aliquota 0,9%)

1.781

euro

134

euro

2.094

euro

da 15.001 a 28.000 euro

189 euro

(aliquota 27%)

12 euro

(aliquota 1,73%)

6 euro

(aliquota 0,9%)

1.781

euro

134

euro

2.122

euro

da 28.001 a 55.000 euro

266 euro

(aliquota 38%)

16 euro

(aliquota 2,33%)

6 euro

(aliquota 0,9%)

1.781

euro

134

euro

2.203

euro

da 55.001 a 75.000 euro

287 euro

(aliquota 41%)

16 euro

(aliquota 2,33%)

6 euro

(aliquota 0,9%)

1.781

euro

134

euro

2.224

euro

Oltre

75.000 euro

301 euro

(aliquota 43%)

16 euro

(aliquota 2,33%)

6 euro

(aliquota 0,9%)

1.781

euro

134

euro

2.238

euro

*Imposta relativa solo all’immobile in questione

 

***

 

La tabella mostra il carico fiscale, inspiegabilmente punitivo, cui è soggetto un appartamento destinato alla locazione, ma per il quale il proprietario non riesce a trovare un inquilino. Le imposte dovute per un immobile di questo tipo – che non produce alcun reddito e che è, anzi, fonte di spese (condominiali, di manutenzione, assicurative ecc.) – sono ben cinque:

-          IRPEF

-          Addizionale regionale IRPEF

-          Addizionale comunale IRPEF

-          IMU

-          TASI

Per un appartamento medio di Roma, con rendita catastale di 1.000 euro, la somma delle 5 imposte dovute varia tra 2.094 e 2.238 euro, in funzione dello scaglione di reddito IRPEF in cui si colloca il contribuente-proprietario. Somme che il contribuente in questione deve necessariamente trarre dai propri risparmi ovvero da eventuali redditi derivanti da altra fonte (lavoro, pensione ecc.).

 

Fonte: CONFEDILIZIA

 

 

 

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