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Lunedì, 25 Ottobre 2021

Napolitano a Strasburgo, contestazioni dalla Lega

L'Europa dei burocrati e dei poteri forti celebra Giorgio Napolitano. Il presidente dell'Europarlamento Martin Schulz alterna lodi sperticate all'impegno di Re Giorgio a tenere l'Italia e l'Ue unite a feroci attacchi a partiti e movimenti, bollati come "populisti", che osano criticarlo.

Nel suo discorso, Napolitano ha detto che "le prossime elezioni europee vanno considerate come un momento di verità da affrontare fino in fondo, anche perché sono evidenti le ragioni del disincanto dei cittadini per il peggioramento delle condizioni di vita. Non regge più - ha ricordato - la politica di austerità a ogni costo che è stata la risposta prevalente alla crisi in zona euro. Bisogna ormai - ha detto ancora Napolitano - riflettere sulla consapevolezza di un circolo vizioso ormai insorto tra politiche restrittive nel campo della finanza pubblica e arretramento delle economie europee. All'Ue - per il Presidente - occorre una più forte coesione politica europea, e una più determinata leadership europea. Restano da vincere ancora dure battaglie politiche, se non contro possibili ritorni di nazionalismi aggressivi, certamente contro persistenti egoismi e meschinità nazionali, ristrettezze di vedute e calcoli di convenienza nelle classi dirigenti nazionali. Manca oggi la 'vista lunga' a troppi leader europei, per insufficiente consapevolezza del declino che minaccia l'Europa". Ne è convinto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che oggi ha tenuto un lungo discorso al Parlamento europeo nell'aula di Strasburgo. Il capo dello Stato ha notato che "finora in un continente così interconnesso come il nostro, la politica è rimasta nazionale, con i suoi fatali limiti e con le sue vistose degenerazioni".

"E' nelle vostre mani - ha concluso Napolitano - per gran parte nelle vostre mani, il compito di far nascere e crescere la dimensione politica dell'integrazione europea nella nuova fase di sviluppo che per essa si apre

È un elogio a senso unico che il capo dello Stato raccoglie a piene mani difendendo l'unione monetaria e rigettando sia "l’irresponsabilità demagogica" sia "il ripiegamento su situazioni di deficit e di debiti eccessivi". Una presa di posizione che ha scatenato la dura contestazione deli eurodeputati leghisti guidati dal segretario Matteo Salvini che hanno sventolato gli striscioni "No euro" ed "Euro kills".

Alla contestazione hanno partecipato, oltre al segretario Salvini, il capogruppo Lorenzo Fontana, Mario Borghezio e Mara Bizzotto. Quest'ultima indossa una maglietta con la scritta "Napolitano non è il mio presidente" che gli è stata affidata da un militante prima della partenza per Strasburgo. I commessi dell'Europarlamento sono intervenuti per sequestrare manifesti e striscioni.

"Napolitano - dichiara Matteo Salvini - è senza vergogna, chi ancora difende questo Euro che ha massacrato lavoro, stipendi e pensioni è in malafede. Il voto di maggio spazzerà via queste Euro Follie".

"Non ho alcuna simpatia per coloro che violentemente e volgarmente la critica con l’unico obiettivo di aumentare la loro visibilità e di gettare il paese nel caos". Per ben due volte Schulz sottolinea con forza le proprie simpatie per Napolitano. Simpatie che non ammettono posizioni divergenti. Eppure il sentimento anti-Europa e, in particolar modo, anti-euro è vivo. La contestazione, breve e pacifica, del Carroccio è solo una parentesi nel lungo discorso del presidente della Repubblica a Strasburgo. Eppure la dice lunga sul malessere strisciante nei confronti dei tecnocrati di Bruxelles. Tanto da mettere le elezioni, che si terranno a fine maggio, al centro del dibattito politico. Il consenso delle formazioni euroscettiche cresce di settimana in settimana. I sondaggisti concordano nel pronosticare una quota consistente dei 751 seggi in palio. C'è addirittura chi parla di un 25-30%. Uno spicchio più che consistente da cambiare il volto al prossimo Europarlamento, proprio quando sarà chiamato a eleggere il presidente della Commissione.

Lo scorso aprile Marine Le Pen e l'olandese Geert Wilders hanno unito la destra sotto il vessillo dell'Alleanza europea per la libertà. "L’embrione di un gruppo parlamentare è già costituito", aveva annunciato Le Pen che a gennaio ha incontrato Salvini e, insieme, hanno buttato giù un accordo di massima. L'obiettivo è "fare fronte comune contro l’euro, che è uno strumento criminale, contro l’invasione islamica e contro un’immigrazione incontrollata".

Ed è proprio contro i "populisti" che prima Schulz, poi Napolitano si scagliano. "La costruzione europea - spiega il capo dello Stato - ha ormai fondamenta talmente profonde che si è creata una compenetrazione tra le nostre società, le nostre istituzioni, i nostri cittadini e i giovani dei nostri Paesi, e nulla, nulla, può farci tornare indietro". Secondo Napolitano, i cittadini non devono scegliere tra "un’agitazione puramente distruttiva contro l’euro e contro l’Ue" o tra un’Europa che pure "ha mostrato gravi carenze e storture nel suo cammino". Il discorso al parlmento di Strasburgo è una tirata di mezz'ora contro chi ha "assunto atteggiamenti liquidatori" nei confronti dell'Unione europea

 

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