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Lunedì, 25 Ottobre 2021

L'iterporto Sud Europa, incrocio strategico tra il Mediterraneo e l'Europa

«Ho creduto all’iniziativa e ho fatto quest’opera per la mia terra che amo. Oggi da noi lavorano 2500 persone e, con l’ampliamento prossimo, daremo lavoro ad altri 3000». Questo il messaggio lanciato dall’Avv Giuseppe Barletta, azionista di riferimento dell’Interporto Sud Europa di Marcianise-Maddaloni nella conferenza di fine anno. E’ tempo di bilanci e per I.S.E. non si pensa tanto al passato ma quanto ai progetti che sono in corso di realizzazione, stanno infatti per partire i lavori, che termineranno alla fine del 2017, per la strada di collegamento tra l’Interporto e il nodo autostradale A30 Caserta-Salerno, al quale la società partecipa come cofinanziatore dell’intervento che costerà 13 milioni. Un 2016 in crescita e una rinnovata carica di fiducia per il futuro. L’incontro di fine anno ha trasmesso una rinnovata carica di fiducia per il futuro, si è svolto nel segno della concretezza dei risultati raggiunti in termini di traffici e di lavori di ampliamento in partenza nei prossimi giorni. I numeri relativi ai traffici registrati nello scorso anno confermano la validità della struttura: 1.788 i treni movimentati; 30.146 i carri ferroviari; 8.311 le casse mobili 45 ft; 3.620 le operazioni classificate alla voce altri UTI; mentre gli autotreni sono stati 284.000 in entrata e in uscita. Numeri di tutto rilievo che testimoniano l’elevato livello dei servizi logistici offerti alle circa 40 aziende che operano su 50 lotti, tra aree scoperte e capannoni. Ad illustrare i dati ed i programmi per il prossimo futuro si sono succeduti i vertici ISE. Per l’azionista di riferimento,  Giuseppe Barletta, i risultati odierni premiano la visione avuta sin dall’inizio di un interporto che per dimensione e servizi multimodali possa essere la vera via di accesso alla rete europea Ten-T per le merci provenienti dagli scali di Napoli, Salerno e del Sud Italia con l’ambizione di offrire servizi competitivi agli armatori che attualmente transitano nel mediterraneo diretti ai porti del Nord Europa. Con una vena di orgoglio Barletta ha anche sottolineato lo sforzo imprenditoriale che ha portato negli anni investimenti ed occupazione in contro tendenza in un territorio costantemente deindustrializzato. L’Amministratore Delegato, Antonio Campolattano, ha fatto il punto sullo sviluppo dell’infrastruttura ricordando, oltre la realizzazione del casello autostradale sull’A30 i cui lavori partiranno il 13 gennaio, il prossimo inizio dei lavori su un’area di circa due milioni di metri quadrati ricadenti nel Comune di  Marcianise e, in futuro,  sei milioni di metri quadri nel comune di Acerra nonché l’incremento ed allungamento del fascio di binari lavorabili. Tutto ciò mentre prende forma il progetto a lungo termine che vedrà il raddoppio dell’intera area con l’espansione anche verso il comune di Acerra. Da questo punto di vista il presidente di ISE, Salvatore De Biasio, ha riferito dell’avvio di una “nuova stagione”. «L’attenzione istituzionale, una rinnovata collaborazione con gli enti locali e, non ultimo, la possibilità di aprire un dialogo con la nuova governance del porto di Napoli sono tutti segnali positivi. L’Interporto Sud Europa, rispondendo alla necessità sempre più urgente di aree retro portuali attrezzate - continua il Presidente - può contribuire al rilancio dell’economia. I container non vanno solo movimentati, bisogna creare le condizioni ottimali per aprili in loco e lavorarli, questo darà lavoro ad altre 5/6000 persone. E’ proprio questa la principale direttiva per evitare che le navi che transitano il Mediterraneo vadano poi ad approdare nei porti del Nord Europa, su tali navi transitano annualmente quaranta milioni di container.  Attualmente non è pensabile far giungere nei porti le merci containerizzate con ampio anticipo a discapito della logistica occorre invece rendere fluido il flusso verso i porti campani e del Mezzogiorno. E ancora De Biasio «Una struttura retro portuale come la nostra è la naturale soluzione intermodale per far ripartire il  porto di Napoli, che è poi il principale del Mezzogiorno. Abbiamo proposto di attivare spazi specifici per la gestione delle stive di navi,un’operazione inedita rivolta sia al mondo della produzione industriale che in questo modo può liberarsi dei prodotti in uscita a prescindere dalla data di arrivo della nave sulla quale andranno imbarcati, sia alle compagnie di navigazione che possono accettare il carico in anticipo, uno strumento commerciale in più per un booking competitivo.” conclude De Biasio.

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