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Sabato, 04 Dicembre 2021

Lavrov: "Forze militari russe presenti da molti anni in Siria"

La Nato esprime preoccupazione. Gli Stati Uniti sono stati chiarissimi: "Assad deve andare via". Sulla questione è intervenuto il ministro Gentiloni: "Spero che le notizie sulla presenza russa siano meno gravi di quanto appaiono": se Mosca "avesse l'illusione di risolvere mano armata la situazione sarebbe una complicazione del quadro, uno sviluppo negativo".

"Sono preoccupato dalle notizie di un'aumentata presentata militare russa in Siria, che non contribuirà a risolvere il conflitto. Ora è importante sostenere tutti gli sforzi per trovare una soluzione politica al conflitto, e noi sosteniamo moltissimo gli sforzi delle Nazioni Unite", ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, rispondendo - secondo la trascrizione diffusa oggi dall'Alleanza - ad una domanda durante un incontro stampa ieri dopo un meeting con il primo ministro cecoslovacco a Praga.

"Gli specialisti militari russi si trovano in Siria per addestrare i soldati di Damasco nell'uso delle attrezzature belliche arrivate dalla Russia e non partecipano al conflitto", ha assicurato il Cremlino. E anche un responsabile militare di Hezbollah e reclutatore a Beirut di miliziani sciiti che combattono al fianco delle truppe di Damasco ha detto che "sono solo 'esperti' militari quelli inviati da Russia e Iran in Siria".

Mosca sta inviando armi a Damasco "contro la minaccia terroristica, che ha raggiunto una dimensione senza precedenti in Siria e nel vicino Iraq": lo ha detto Maria Zakharova, portavoce del ministero degli esteri russo, che aveva già confermato l'assistenza militare russa ad Assad. "Se saranno richieste misure aggiuntive da parte nostra per aumentare il sostegno alla lotta anti terrorismo daremo un'adeguata valutazione alla questione ma in ogni caso sulla base del diritto internazionale e della legislazione russa", ha aggiunto. L'Iran ha soddisfatto tutte le richieste di Mosca e aperto il suo spazio aereo forniture umanitarie a Damasco: lo rende noto l'ambasciata russa a Teheran, citata da Ria Novosti. "Sono state inviate diverse richieste e la parte iraniana le ha approvate tutte", ha detto l'addetto stampa: l'autorizzazione "riguarda solo la fornitura di aiuti umanitari".
In Siria "ci sono soldati russi" e "ci sono da molti anni", ha detto il ministro degli Esteri di Mosca, Serghiei Lavrov. La Russia continuera' ad aiutare Damasco "a equipaggiare l'esercito siriano con tutto cio' che e' necessario per non permettere" un altro "scenario libico" o che si ripetano "altri tristi avvenimenti che hanno avuto luogo in questa regione", ha fatto sapere il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov. Il ministro ha ribadito in una telefonata con il segretario di Stato Usa John Kerry la "necessita' di respingere in modo congiunto i gruppi terroristici". Ma la posizione degli Stati Uniti è chiara: "La crisi dei rifugiati è conseguenza delle condizioni orrende in Siria. Quello che serve è una soluzione diplomatica. E Assad deve andare via", ha ribadito la Casa Bianca.

Il ministro della Difesa di Israele ha dichiarato che le truppe russe sono già in Siria per aiutare il regime di Assad a combattere l'Isis.

Non c'e' nessun embargo che vieta di fornire armi alla Siria e quindi non ci sono ostacoli alla cooperazione tecnico-militare tra Mosca e Damasco, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

La Germania ha poi messo in guardia Francia, Gran Bretagna e Russia dagli attacchi in Siria: "Non può essere che adesso partner importanti, di cui abbiamo bisogno, giochino la carta militare", ha detto il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, esprimendo costernazione per la notizia che Mosca consegnerà più materiale militare alla Siria. L'accordo con l'Iran sul nucleare e la nuova iniziativa dell'Onu, ha detto, "sono il punto di partenza per una soluzione politica del conflitto in Siria".Intanto :

Il capo della diplomazia russo ha spiegato che i militari sono presenti in Siria già da molti anni e che il Cremlino continuerà ad aiutare Damasco, per prevenire che in Siria si verifichi uno scenario simile alla Libia. Se necessario, ha aggiunto, Mosca adotterà misure aggiuntive, ma nel rispetto del diritto internazionale. Le parole del ministro, però, non sembrano tranquillizzare gli Usa, preoccupati per l'intensificarsi dei voli, tanto che Washington ha fatto pressione su la Grecia e la Bulgaria, affinché negassero alla Russia l'autorizzazione a utilizzare il loro spazio aereo.

Per Lavrov le dichiarazioni degli Stati Uniti che riguardano il supporto della Russia al presidente siriano Bashar Assad rafforzano lo Stato Islamico  e la logica che sta dietro di esse rappresentano un grande errore: "Il segretario di Stato Usa John Kerry ha anche proposto una strana suggestione" e cioè che "il sostegno di Bashar Assad nella lotta contro il terrorismo" finisce "solo per rafforzare le posizioni dell'Is", perché gli sponsor dello Stato islamico risponderanno alla presa di posizione Usa "fornendo all'organizzazione più armi, soldi e tutto il necessario per portare a termine i propri piani sinistri". Questa logica che sta dietro alla posizione statunitense "è un altro tentativo di aiutare coloro che utilizzano i terroristi nella lotta contro i regimi indesiderati. E credo sia un grosso errore", ha detto Lavrov.

In precedenza il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, aveva chiarito che gli specialisti militari russi si trovano in Siria per addestrare i soldati siriani nell'uso delle attrezzature belliche arrivate dalla Russia e non partecipano al conflitto. Ma la stampa russa ha riferito che Mosca sta fornendo al governo di Assad armi leggere, lanciagranate, ma anche mezzi blindati di ultima generazione BTR-82A e camion militari Kamaz.

Intanto Ucraina ha chiuso il proprio spazio aereo ai velivoli russi diretti in Siria. Lo ha annunciato il premier ucraino Arseny Yatsenyuk in un incontro a Bratislava con il suo omologo slovacco Robert Fico. Il primo ministro ucraino ha incaricato il servizio del traffico aereo ucraino di rafforzare il controllo sugli aerei russi che volano verso la Siria. "Questa mattina ho dato l ordine di rafforzare il controllo insieme con Euro control  per il transito di eventuali aerei russi verso la Siria. Lo spazio aereo ucraino è chiuso mentre quello sopra le acque neutrali deve essere controllato in modo speciale", ha detto il primo ministro in una conferenza stampa a Bratislava.

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