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Sabato, 28 Novembre 2020

A Lampedusa l'assedio degli sbarchi

Dal Nord Africa a Lampedusa, viaggio diretto, senza il soccorso delle navi umanitarie. Così oltre 600 migranti sono arrivati nelle ultime 24 sull'isola a bordo di una ventina di imbarcazioni. Un'impennata di sbarchi che preoccupa il Viminale, alle prese con il problema di trovare strutture per la quarantena.

Il boom di arrivi di immigrati illegali, tra i quali diversi positivi al Covid-19, sta mostrando in questi giorni in tutta la sua evidenza il pesante tracollo della residua credibilità del governo italiano alimentando la maliziosa ipotesi che l'esecutivo abbia bisogno di “importare” malati di Covid-19 per poter giustificare il prolungamento dello stato d'emergenza in scadenza il 31 luglio.

Roma respinge alle frontiere, nel nome del rischio Covid-19, ricchi turisti statunitensi privi di sintomi e atterrati in Sardegna con un aereo privato (è accaduto davvero, per quanto pazzesco possa apparire abbiamo chiuso i confini ai cittadini USA ma non ai cinesi o ai clandestini afro-asiatici) ma lasciamo entrare illegalmente e poi accogliamo chiunque violi le nostre frontiere marittime o terrestri.

L'estrema debolezza dell'Italia nei confronti dell'immigrazione clandestina, anche in condizioni di pericolo sanitario, costituisce un vantaggio per i trafficanti facendo incrementare le partenze da Tunisia, Libia e Algeria ma anche dalla ben più lontana Turchia da dove provengono i crescenti flussi in arrivo sulla costa ionica.

E che il governo non faccia poi molto per bloccare l'arrivo di stranieri malati in Italia lo dimostra anche il blocco dei voli dal Bangladesh, del tutto inutile considerato che dall'inizio dell'anno coi barconi dalla Libia sono sbarcati clandestinamente 1.715 bengalesi, nazionalità seconda solo a quella tunisina (2.296) tra quelle dei clandestini sbarcati quest'anno (seguono Costa d'Avorio, Algeria, Sudan, Marocco, Guinea …..)

E l'opposizione attacca: «Governo di complici o di cretini?», chiede il leader leghista Matteo Salvini. Sbarchi triplicati rispetto all'anno scorso, con i clandestini che vengono recuperati perfino in prossimità delle acque maltesi, mentre Lampedusa è al collasso e centinaia di immigrati scappano dai centri di accoglienza col rischio di diffondere il Covid-19. Eppure, ormai da un anno nessun parlamentare della maggioranza organizza gite per incontrare i finti profughi: ora Pd e Iv preferiscono divertirsi in motoscafo al largo di Ischia. Altro che cancellare i Decreti sicurezza: questo governo mette in pericolo l'Italia". Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini

L'ex ministro dell'Interno, poi, ha usato il sarcasmo per spiegare l’inazione da parte del governo: "Ormai da un anno nessun parlamentare della maggioranza organizza gite per incontrare i finti profughi: ora Pd e Iv preferiscono divertirsi in motoscafo al largo di Ischia". Un chiaro riferimento, questo di Salvini, a Maria Elena Boschi, capogruppo alla camera di Iv, immortalata in una foto mentre è in bikini in barca al largo dell'isola del golfo di Napoli con un folto gruppo di persone, tutte senza mascherine e senza rispettare le distanze. "Altro che cancellare i Decreti sicurezza- ha dichiarato ancora il leader della Lega- questo governo mette in pericolo l’Italia".

 Forza Italia che, per bocca di Anna Maria Bernini, rincara la dose, giudicando le politiche del governo ’totalmente fallimentari': «Sta per prorogare lo stato d'emergenza nazionale - dice Bernini -, ma non può continuare a tacere sull’emergenza in corso nelle regioni del sud, dove l'arrivo di centinaia di migranti sta mettendo a dura prova sia le autorità regionali che le forze di polizia, esposte in prima linea e prive di un'adeguata protezione sanitaria». Intanto dal mare continuano le disperate richieste di aiuto e la maggiore delle due imbarcazioni alla deriva si avvicina alle acque italiane, mentre Alarm Phone denuncia: «Malta e l'Italia dovrebbero smettere di giocare a giochi così pericolosi con la vita delle persone e avviare subito un’operazione di salvataggio».

Continuano intanto a crescere i numeri della regolarizzazione: sono 93 mila le domande giunte al Viminale dall'avvio della procedura, lo scorso 1 giugno. Il termine per l'invio scade il 15 agosto. Il fermo per la quarantena di Mare Jonio e Ocean Viking e quello amministrativo per la Sea Watch 3 non ha dunque scoraggiato le partenze. In 523 sono arrivati ieri a Lampedusa con una quindicina di barche ed altri 153 oggi su altre sette imbarcazioni. Ad eccezione di un barcone con 267 e di un altro con 95, gli altri arrivi si sono registrati a bordo di barchini.

Un Paese esposto al pericolo rinnovato dell'immigrazione clandestina con l'aggiunta dell'emergenza coronavirus, che si potrebbe diffondere attraverso questi sbarchi». Continuano ad arrivare, intanto, le domande per la regolarizzazione dei lavoratori: ad oggi 11.697 per lavoro subordinato e 81.674 per lavoro domestico. Sono 11.021 le istanze in corso di ultimazione. Altre 4.386 arrivano dal canale gestito dalle Poste. L'invio è possibile fino al 15 agosto.

Il governo regionale, nel frattempo, ha già inviato il materiale necessario per effettuare i tamponi sugli ospiti dell'hotspot, tutti in quarantena. Entro lunedì, invece, saranno inviate anche le attrezzature per effettuare test sierologici veloci. La Regione ha provveduto così a reperire in tempi rapidi il materiale sanitario, come avvenuto anche per la nave quarantena Moby Zazà, sostituendosi all'Usmaf, l'Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera che avrebbe dovuto garantire la fornitura dei test.

"Finora è stata la Regione sostanzialmente a intervenire per colmare le lacune dello Stato - ha sottolineato Musumeci -. Ma riteniamo che il fenomeno degli sbarchi debba essere al centro dell'attenzione del governo nazionale”.

"L'Europa, la cinica Europa farebbe bene a svegliarsi e uscire dal ruolo dell'ipocrisia, che recita ormai da tanto, troppo tempo", ha poi aggiunto. "Questo fenomeno degli sbarchi che assume dimensioni assolutamente disarmanti non può essere scaricato nella fase gestionale sui sindaci, sui prefetti o sulla Regione siciliana. Lo Stato e l'Europa facciano sentire la loro presenza", ha concluso Musumeci.

Singolare metamorfosi quella di Salvatore Martello, meglio conosciuto come Totò, sindaco di Lampedusa. Un anno fa era un riverito e compassato progressista. Da ieri, complice l'arrivo d'un migliaio di migranti nel centro accoglienza della sua Lampedusa, ulula contro il governo incapace di fermarli e pretende navi militari per traslocare altrove i «disgraziati» diventati indesiderati. C'è da capirlo. Fare l'anti-Salvini al riparo dei decreti del cattivo Matteo era comodo ed elegante. In pubblico poteva spendere parole di fuoco contro il ministro simbolo della destra ingenerosa e disumana. In cuor suo, invece, se la poteva ridere sicuro e compiaciuto. Tanto a proteggere la sua isola e la sua reputazione bastavano i famigerati decreti sicurezza e tutte le misure che - dall'arrivo al Viminale di Salvini fino al 30 agosto del 2019 - hanno contribuito a ridurre drasticamente gli sbarchi.

Andateglielo a dire mentre il centro d'accoglienza straripa, mentre i pochi turisti fuggono e i migranti campeggiano sulla banchina. Andateglielo a dire e al posto del profeta dell'accoglienza scoprirete una specie di cacciatore di migranti pronto a bloccarli sul molo e a pretendere l'evacuazione su navi militari. E a far infuriare ancora di più il povero Totò s'aggiunge lo sgarbo d'un Salvini liquidato come un «giullare» per aver osato metter piede nella sua Lampedusa rinfacciandogli la passata arrendevolezza. A ben vedere non ha torto. Di altri Salvini a Lampedusa non c'è proprio bisogno. Basta e avanza il buon Totò. Anche perché da quando gli odiati e inutili decreti sicurezza non vengono più applicati, è lui il più sincero e convinto nemico di ogni umana accoglienza.

I abitanti dell'isola, nella notte, hanno bloccato tendendo una corda l'unica strada d'accesso al molo commerciale. Fra i manifestanti anche l'ex senatrice della Lega Nord, Angela Maraventano. Al molo sono andati la Digos, i poliziotti dell'Immigrazione e i carabinieri. "Abbiamo bloccato tutto, non entra nessuno e non esce nessuno - è stato detto durante la protesta - . Siamo stanchi, adesso basta". La protesta è avvenuta mentre era in corso lo sbarco dei 44 migranti soccorsi in mare aperto dalla Guardia costiera. "Chiediamo due aerei per trasferire, immediatamente, questi migranti che sono sull'isola perché siamo in pericolo" ha detto Maraventano.

Ma i guai non si fermano qui, Il 21 luglio 2020 i leader dell’Ue hanno concordato il piano per la ripresa e il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027, l’accordo sul Recovery Fund, accolto da una buona parte dell'opinione pubblica come un grande successo dell’Unione europea e del premier Giuseppe Conte. C'è chi ha parlato senza remore di “accordo storico”. Non la vede in questo modo uno dei massimi esperti di eurozona, Wolfgang Münchau, editorialista del Financial Times e fondatore del think-tank Eurointelligence. “Il modo in cui funzionerà lo strumento del Recovery europeo è che i contributori netti giudicheranno la conformità da parte dei destinatari. Questo è peggio della Troika”, osserva l’esperto sul suo blog, riferendosi al controllo sulle politiche economiche dei singoli Paesi e al cosiddetto “freno d’emergenza” voluto dal premier olandese Mark Rutte.




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