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Dal divario Nord-Sud del Paese, solo un diverbio secolare

In primis, noi diciamo che dalla storica data dell’Unità d’Italia, anno 1861, padroneggia un diverbio secolare, ovvero, una discussione animata o un litigio, a seguito, di un’inadeguatezza delle politiche governative per una soluzione definitiva del divario Nord-Sud del Paese. Non a caso, Ernesto Galli della Loggia, editorialista del “Corriere della Sera” ha aperto un’animata e, apprezzabile, discussione con questo titolo:”Il Governo e il Sud che non c’è”. E qui va detto, senza mezzi termini, che la Legge di Stabilità, appena, approvata dal Parlamento, non coglie appieno e, quindi, non tenta di risolvere le contraddizioni di un Paese spaccato tra un Nord che riesce a camminare ed un Sud, stanco che, se non arretra, sta fermo. Ma c’è di più. Negli ultimi decenni, non è stato possibile intravedere, un appunto impegnativo, da parte della politica nazionale sul Mezzogiorno. Pertanto, a nostro modesto avviso, oggi, c’è bisogno che la politica nazionale, tenga conto, di questo diverbio secolare, lanciando una sfida coraggiosa per il Sud, nel contesto dell’intero Paese. Ecco, ad esempio, la strada che la politica nazionale deve imboccare, subito, per il Mezzogiorno:1)valorizzare la vocazione turistica del Sud, in quanto, terra di patrimonio storico, culturale e bellezze del patrimonio naturale; 2) redigere un Piano economico-sociale avente come obiettivo la necessità e l’urgenza di completaregli interventi, di infrastrutture già, in opera, nelle aree più carenti di risorse economiche. E, dulcis in fundo, su questo fronte, di intervento pubblico, il 2016, deve essere l’anno della ripresa economica del Mezzogiorno, in particolare, grazie, soprattutto, agli investimenti pubblici.

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