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Martedì, 06 Dicembre 2022

Scontro Italia e Germania sulle emissioni auto

Fiat 500, Doblò e Jeep-Renegade: sono questi i modelli Fca, per i quali il ministero dei Trasporti tedesco chiede all'Ue che sia garantito il richiamo, per le presunte violazioni sulle emissioni. Lo ha chiarito oggi il portavoce del ministero, in conferenza stampa a Berlino. "I modelli testati sono Fiat 500, Fiat Doblò e Jeep Renegade", ha detto il portavoce, rispondendo a una domanda su quali siano i modelli Fca per i quali il ministro Alexander Dobrindt chiede garanzie dall'Ue circa il richiamo.

"Non ci sono dispositivi illeciti dimostrati". Lo ha detto il ministro dei trasporti Graziano Delrio rispondendo, al termine di un incontro al Mise su Alitalia, a chi gli chiedeva della vicenda Fca. "I tedeschi hanno detto che, tra i dispositivi legali, ci sono alcuni componenti anomali, ma noi abbiamo detto che non è così", ha detto ancora Delrio, sottolineando che "sono le Autorità di omologazione di ogni stato che decidono se un dispositivo è lecito o no. Come noi non abbiamo detto niente su Volkswagen, dobbiamo esigere" che si rispetti la regola che siano le Autorità a decidere. "Siccome noi abbiamo rispettato loro - ha aggiunto - loro devono rispettare noi".

"Su emissioni auto Italia non accetta lezioni: rigore e trasparenza a partire da caso Volkswagen, impegno Ue è test su strada in 2017". Così il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, su Twitter.

Cosi non abbassa la polemica la Germania nella 'battaglia' sulle emissioni auto che ha pesantemente coinvolto Volkswaghen e che ora, anche se in modo completamente diverso, negli Usa ha coinvolto Fca. Al di là del dolo che lo stesso gruppo di Wolfsburg ha riconosciuto davanti alle autorità americane (4,3 miliardi di multa),

Un meccanismo illegale di spegnimento a bordo della auto Fiat-Chrysler è stato rilevato nell'ambito delle analisi degli esperti della commissione d'inchiesta tedesca, istituita all'indomani del Dieselgate. Lo ha spiegato il portavoce del ministero dei Trasporti a Berlino. "Dopo la rivelazione delle manipolazioni Vw, nel 2015, il ministro Dobrindt ha istituito una commissione d'inchiesta, che ha lavorato fino a maggio, alla quale sono stati sottoposti moltissimi veicoli. Fra questi anche diversi della Fiat-Chrysler. E la risposta senza dubbi dei periti è stata che su questi veicoli fosse utilizzato un meccanismo illegale di spegnimento".

Cosi Berlino soffia sul fuoco dell'indagine aperta negli States su Fca, per alimentare lo scontro che da mesi, in Europa oppone Italia e Germania e che vede "mediatrice e non arbitro" la Commissione Ue. Ad attaccare, oggi, è stato il ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt in una intervista alla 'Bild am Sonntag'. Ma pronta e secca è stata la risposta italiana, attraverso le parole del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e di quello dei Trasporti Grazieno Delrio.

Secondo Delrio inoltre "questa interpretazione della Germania va contro le regole che ci siamo dati di responsabilità di ogni Nazione verso le proprie case produttrici. Noi non abbiamo chiesto nessuna ulteriore indagine su Volkswagen, ci siamo fidati di loro. E' giusto che il confronto avvenga sulla fiducia e il rispetto reciproci". Quanto al futuro, il ministro ha sottolineato che le strategie dell'Italia "mirano a ridurre drasticamente le emissioni di Co2 nel trasporto stradale. Per questo, abbiamo deciso, insieme agli altri Paesi europei, che dalla fine del 2017 entreranno in vigore i test di controllo delle emissioni eseguiti direttamente su strada, dove il comportamento dei veicoli è più rispondente a quello usuale".

"Le autorità italiane sapevano da mesi che Fca, nell'opinione dei nostri esperti, usava dispositivi di spegnimento illegali", ha detto Dobrindt, sottolineando che Fca si è "rifiutata di chiarire". Poi l'affondo: per il ministro tedesco la Commissione Europea "deve conseguentemente garantire il richiamo" di alcuni modelli. Senza fronzoli le risposte di Calenda e di Delrio: "Berlino, se si occupa di Volkswagen non fa un soldo di danno", ha commentato il primo; "la richiesta di Berlino è totalmente irricevibile", gli ha fatto eco il secondo. Che ha precisato: "abbiamo accettato di costituire a Bruxelles una commissione di mediazione perché non abbiamo niente da nascondere. I nostri test dimostrano che non esistono dispositivi illegali e comportamenti anomali".

"Abbiamo ripetutamente chiesto all'Italia di presentarci risposte convincenti al più presto. Il tempo si sta esaurendo, perché vogliamo concludere le discussioni sulla conformità della Fiat a breve". Lo ribadisce il portavoce della Commissione europea per l'Industria Lucia Caudet in merito al processo di mediazione tra Italia e Germania, sulla compatibilità della Fiat 500x con la legislazione europea sulle emissioni auto.

"Al giorno d'oggi non ci sono prese di posizione e risposte dell'Italia" alle richieste delle istituzioni europee sui risultati dell'inchiesta degli enti tedeschi sulle violazioni in materia di emissioni delle auto Fca. Lo ha ribadito il portavoce del ministero di Trasporti tedesco, oggi in conferenza stampa a Berlino, rispondendo ad alcune domande sulla polemica Italia-Germania, sollevata dalla richiesta all'Ue del ministro Alexander Dobrindt di garantire il richiamo di alcuni modelli Fca. "Quando dopo più mesi non ci sono reazioni, né alle nostre domande né a quelle dell'Ue, questo non rende certo felici", ha concluso.

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