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Giovedì, 17 Agosto 2017

“Nel campo dei Fiori recisi”, il libro di Francesco Belluomini

In coincidenza  con il 27 gennaio,  Giornata della Memoria per ricordare tutte le vittime dell’Olocausto, che come ogni anno viene celebrata  nel mondo, lo scrittore e poeta Francesco Belluomini presenta la sua ultima fatica letteraria dal titolo Nel campo dei Fiori recisi Scampoli di Olocausto (Aracne Editrice). Un libro tratto dal memoriale che Sonia Contini, venuta a mancare a 83 anni nel 2014, ha fatto poi  pervenire  all’autore attraverso i suoi eredi.

Egli  ha dedicato oltre due anni per realizzare questa interessante ed originale opera di taglio narrativo  di ben  272 pagine,  che vuole essere testimonianza storica attraverso i racconti e le tragiche vicende di due sorelle adolescenti, Sonia e Daniela, rispettivamente di 14 e 12 anni, le quali hanno vissuto la  Shoah, il più grave dramma che ha segnato il secolo scorso, lasciando traccia indelebile nella storia dell’umanità.

Un episodio, quello di Sonia Contini, rimasto ai margini della storia della deportazione ebraica per pudico risentimento verso l’inumanità della vita e raccontato oggi per mano di chi non vuole dimenticare. È il ripercorrere gli eventi di quel marzo 1944 in cui la famiglia Contini, al pari di molte altre, fu strappata dalla propria casa livornese per intraprendere il lungo viaggio verso i campi di sterminio, ultima meta per gran parte del nucleo familiare. A salvarsi da quella follia collettiva furono solo le due sorelle che, nonostante la giovane età, sopravvissero con matura tenacia al genocidio dell’Olocausto. Sonia, a distanza di anni, racconta d’un fiato il lungo percorso che l’ha portata dal campo di concentramento fino ai lontani Paesi polacchi, rievocando ricordi abbandonati e facendo rivivere persone lontane attraverso la storia della sua adolescenza, spesa dietro il filo spinato del lager di Birkenau.

Quanto accaduto negli anni ’40 costituisce certamente  la pagina di storia più buia di tutto il Novecento; tuttavia, è triste dover constatare che  l’essere umano non ha saputo trarre profitto dalle lezioni che la storia insegna, visti gli scenari di guerra presenti a tutt’oggi in ogni parte del mondo e i bambini continuano ad essere facile bersaglio sui quali perpetrare violenze inaudite.

Ma  questa constatazione non deve indurci ad abbandonare la speranza in un futuro migliore.

L’opera letteraria dello scrittore viareggino, che definirei  grandiosa per la puntuale descrizione di situazioni assolutamente inedite, offre  al  lettore immagini di forte impatto emotivo, limpide e sceniche, persino tangibili, attraverso una modalità di scrittura lucida e tesa a dar spazio alla testimonianza degli esperimenti operati sui bambini, sino alla loro morte, in una successione di memorie volte a rafforzare il ricordo di un’immane tragedia, che scuote da sempre le coscienze.

L’esigenza di Francesco Belluomini, artista dotato di profonda sensibilità, è quella di rendere giustizia alle vittime dell’Olocausto, private in primis della loro libertà ed autodeterminazione e nel contempo della loro dignità e per una gran parte di essi, della vita, il bene più grande, fra sevizie, violenze e terribili atrocità, verso le quali non è assolutamente ipotizzabile alcuna forma di indifferenza.

In quarta di copertina leggiamo:

La ragione per piangere la trovi, se la cerchi. Ma pare non valga per l’uomo,  che non teme che se stesso e passa senza volgersi all’indietro, certo che la questione si risolva non vedendo di là della sua siepe, senza farsi fregare da coloro che vissero l’orrore quotidiano. Magari non sa piangere il presente, il prossimo passato, ma il remoto ancora oggi  lo angoscia e lo sconvolge, pensando alle migliaia di bambini trattati come fossero nemici da abbattere con massima potenza militare e comandi d’estinzione. Si può fare di tutto, ma comunque la radice del male non si estingue col perdono dei popoli soppressi che rivive nei geni del passato se non tanto sepolta nel terreno.  

In copertina la pregevole opere del pittore Paolo Nuti.  

Breve biografia:

Francesco Belluomini è nato a Viareggio nel 1941 e vive a Lido di Camaiore. Poeta ed operatore culturale, ha ideato e fondato nel 1981 il noto Premio Letterario Camaiore, di cui è Presidente. Ha all’attivo 25 libri, tra poesia e narrativa e i suoi lavori sono presenti  in numerose e significative antologie, alcune delle quali curate dai maggiori esponenti del mondo letterario contemporaneo.

Tra le opere più recenti: Poesia del Novecento in Toscana, Biblioteca Maruccelliana Firenze 2009; La parola che ricostruisce, Tracce, Pescara 2010, Animali Diversi, Nomos, Varese 2011, I miei sogni son come conchiglie, Rizzoli, Milano 2011; Le strade della Poesia, Delta 3 Edizioni, Avellino 2012.

Nel suo lungo percorso letterario ha ricevuto prestigiosi  riconoscimenti, anche in ambito internazionale e alcuni suoi libri sono stati tradotti in varie lingue.

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