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Giovedì, 15 Novembre 2018

Maria Ho Singer, As Time Goes By (Musical Breeze): un album dal profumo di jazz

Che eleganza promana da As Time Goes By, terzo album della cantante Maria Ho, inciso in Canada per la Musical Breeze Productions! 
E, soprattutto, che profumo di jazz si avverte nella calda vocalitá che i lineamenti orientali della cantante rendono ancor più sensuale negli standard che compongono la scaletta del disco!
Va anche detto che i musicisti che la accompagnano sembrano scelti col lanternino a cominciare da quel Samuel Blake, il cui sax tenore, in brani come Tenderly, funge da contrappeso melodico-improvvisativo di grande effetto.
Analogamente dicasi della chitarra, presente in tre casi (Once Upon A Summertime, That Sunday That Summer, You Got To My Head) di Torben Oxbol, direttore, autore degli arrangiamenti nonchè pianista in You Are There. 
Per la cronaca la realizzazione del compact ha coinciso con l'invito al Five Points Jazz Festivals 2018 di Denver in Colorado dove Maria si è esibita col superbo sassofonista Richie Cole che era giá apparso nel debutto discografico in Where Or When. Vale a dire un'ulteriore collaborazione che la inanella nella costellazione jazzistica, fra i satelliti di stampo più classico, quelli delineati da Jobim, Mandel, Legrand, Bacharach ed altri creatori di evergreen; ripresi in atmosfere sofisticate, impreziosite da interventi solistici come l'alto sax di Phil Dwyer in Poinciana o quello di Campbell Ryga nel pezzo dal quale trae titolo il cd. 
Da raccomandare, in proposito, lo stacco dell'altro special guest Lionel Young al violino in What The World Needs Now. 
La musica è contenuta e lieve - esemplare al riguardo Bewitched - mai fuori dalle righe, orchestrata con la sapienza di chi sa regolare i climax in modo da "servire" la voce femminile in modo non "servile", nella consapevolezza che i "livelli" non sono solo un fatto tecnico relativo a missaggio e suono; i "livelli" sono anzitutto piani sonori in cui si vanno a collocare le varie fonti, vocale e strumentali, da cui scaturisce, appunto, quell'effetto di eleganza jazzistica di cui si parlava. Di cui Maria, The Singer, è avvolta fino al collo! 
È lei stessa a citare, in quarta pagina della cover, Ray Brown: "il jazz è uno stile di vita, qualcosa che si sente dentro, qualcosa che si vive". 

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