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Martedì, 20 Novembre 2018

Conte: Dublino inadeguato, ora va superato

"Il regolamento di Dublino va superato perché non ci sono più dubbi che sia inadeguato a gestire flussi migratori". Lo afferma il premier Giuseppe Conte parlando alla Camera in vista del Consiglio Ue del 28 e 29 giugno illustrando la proposta dell'Italia presentata domenica e sottolineando che solo il "7%" dei migranti in arrivo sono rifugiati

Il Governo, "in Europa parla con una voce sola ferma e risoluta". Il vertice Ue, "il primo di questo governo arriva in un momento in cui è sempre più evidente l'urgenza di rispondere agli aspetti reali della vita del cittadino con proposte concrete, senza tentennamenti e ambiguità, paure. Mi riferisco a questa determinazione quando parlo di quel cambiamento nel metodo e nella sostanza che ho annunciato di fronte a queste camere e che mi sono impegnato a proporre in tutti i contesti internazionali ed europei" Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, riferendo alla Camera in vista del consiglio europeo.

La nave fuorilegge Lifeline arriverà a Malta e lì verrà bloccata per accertamenti. Altro successo del governo italiano: dopo anni di parole, in un mese arrivano i fatti!". Così il vicepremier e ministro dell'interno Matteo Salvini.

Battono bandiera olandese ma l'Olanda non li riconosce e navigano con una nave da diporto che potrebbe portare 50 persone trasportandone più di 200. "Sono irresponsabili, non soccorritori". Lo dice il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, parlando a Agora, su Rai3 rispondendo a una domanda sulla situazione della Lifeline e sul ruolo delle Ong. Il ministro ha sottolineato che la Guardia costiera italiana ha rispettato le convenzioni internazionali e che negli anni ha salvato "un milione di vite umane".

È il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer ad avere impedito alla Germania di partecipare all'accordo e accogliere una quota dei profughi della nave Lifeline. Tutti gli altri politici avrebbero la volontà di risolvere il problema. È quello che ha detto Axel Steier, portavoce di Lifeline, all'ansa, spiegando quali difficoltà impediscano alla Germania di partecipare all'accordo con gli altri Stati disposti ad accettare i profughi della nave.

Il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer "agisce come una versione tedesca del collega italiano Salvini e rende il governo tedesco complice della mancata assistenza a persone in pericolo". Lo dice Axel Steier, di Lifeline. "Se la situazione a bordo della nave subirà un'escalation a causa delle condizioni di sfinimento e debolezza delle persone a bordo, e del peggioramento del tempo, Seehofer ne avrà piena responsabilità", aggiunge nella nota.

Dopo l'incontro a Roma tra Conte e Macron per lo sblocco del caso Lifeline con la ridistribuzione dei migranti, in mattinata c'è stato l'alt della Germania con l'opposizione del ministro tedesco Horst Seehofer. La vicenda sembra avviarsi a conclusione e la nave dell'ong potrà attraccare nei porti maltesi. Il premier maltese Muscat: 'Lifeline caso unico'. Sono otto il numero di Paesi Ue che hanno dato disponibilità ad accogliere i migranti della Lifeline: Belgio, Malta, Italia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Olanda.

"La Lifeline sarà sequestrata per l'avvio di un'indagine, il capitano dell'imbarcazione ha ignorato le leggi internazionali, non si è trattato di uno scontro tra due stati membri", ha aggiunto Muscat.

La Lifeline avrà il permesso di attraccare a Malta nel pomeriggio di oggi, ha annunciato il premier maltese. La colpa della vicenda "ricade sul capitano", ha sottolineato.

"L'apporto dell'Italia può rendere il Consiglio europeo uno spartiacque, dobbiamo fare in modo di disegnare l'Europa che vogliamo".

Il vertice Ue, "il primo di questo governo arriva in un momento in cui è sempre più evidente l'urgenza di rispondere agli aspetti reali della vita del cittadino con proposte concrete, senza tentennamenti e ambiguità, paure. Mi riferisco a questa determinazione quando parlo di quel cambiamento nel metodo e nella sostanza che ho annunciato di fronte a queste camere e che mi sono impegnato a proporre in tutti i contesti internazionali ed europei", ha spiegato Conte.

Durante il dibattito a Bruxelles sugli accordi di Minsk, "riaffermeremo il principio che non debba esserci nulla di automatico nel rinnovo delle sanzioni alla Russia".  Conte ha spiegato che sul tema "ci vuole cautela" perché le "sanzioni sono un mezzo e non un fine". "Continueremo quindi - ha concluso - a prestare grande attenzione e sostegno alla società civile russa e alle nostre imprese piccole e medie".  Alla Nato "l'UE resta strettamente legata, così come il nostro Paese".

"Nel quadro finanziario pluriennale 2021-2027, ribadiamo la necessità di avere un'Unione europea più giusta e più equa. Sono stati appena diffusi i dati Istat sulla povertà in Italia. Non può essere ignorato che nel 2017 oltre 5 milioni di persone in Italia hanno vissuto sotto la soglia di povertà. Dobbiamo dare risposte concrete, perché ci sono 5 milioni di persone che non possono più aspettare".

"Il debito pubblico italiano è pienamente sostenibile, dobbiamo puntare alla sua riduzione ma in una prospettiva di crescita economica", ha detto Conte.

"L'Italia è un contributore netto del bilancio Ue pensiamo di meritare maggiore attenzione". Lo ha detto il premier riferendo e citando i dati Istat sulla povertà in Italia. Nel dibattito sul prossimo bilancio europeo, ha aggiunto, "proporrò che il negoziato riservi un'attenzione finanziaria più sostanziale dei fondi europei destinati all'inclusione sociale e il fondo sociale europeo che potrebbe finanziare la riforma sull'impiego, il bilancio 2021-2027 è uno strumento chiave per raggiungere questo traguardo".

"L'attuale assetto Ue non garantisce una tassazione equa, soprattutto per le industrie del web, vogliamo tassare i profitti generati negli Stati membri ridistribuendoli nelle comunità che hanno contribuito a generarli", ha affermato il premier parlando alla Camera.

Dopo una settimana in mare, la navigazione dei migranti della nave Lifeline potrebbe concludersi presto nel porto maltese di La Valletta. Da qui, le 234 persone salvate giovedì scorso davanti alle coste libiche dovrebbero essere poi ridistribuite subito su base volontaria tra un drappello di Paesi dell'Ue: una soluzione del tutto inedita nella gestione degli sbarchi, che potrebbe segnare un precedente nella politica europea. 

E che il governo italiano già rivendica come un successo nel giorno in cui incassa anche un'apertura dalla Commissione europea: "Non è giusto - sottolineano a Bruxelles - che sia solo un Paese dell'Ue a ricevere tutte queste navi. Abbiamo compreso la posizione italiana". La soluzione europea cui si lavorava da giorni ha avuto un'accelerazione durante il colloquio organizzato ieri sera in gran riservatezza tra il premier Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron - a Roma per una visita ufficiale in Vaticano - ma è maturata soprattutto in una serie di telefonate incrociate tra le cancellerie dell'Ue, con il sostegno di Commissione e Consiglio europeo. Anche se il premier maltese Joseph Muscat - che pure si intesta "lo sforzo diplomatico per arrivare a un accordo ad hoc" - ancora frena: al momento non è stato dato il via libera all'ingresso della nave in porto. Si attende che tutti gli Stati coinvolti nei colloqui accettino di accogliere in patria la loro quota di passeggeri della Lifeline. 

La disponibilità per ora è arrivata da Italia, Francia, Portogallo, oltre alla stessa Malta. Germania, Olanda e Spagna starebbero invece ancora valutando. "Coerentemente con il principio cardine della nostra proposta sull'immigrazione - ha sottolineato Conte dopo avere dato l'annuncio dell'intesa raggiunta con Muscat - l'Italia farà la sua parte e accoglierà una quota dei migranti che sono a bordo". 

Dalla Lifeline si sono detti soddisfatti del sostegno maltese anche se, in serata, dalla nave facevano sapere di non essere ancora stati autorizzati ad attraccare. Per loro, tuttavia, altri guai potrebbero iniziare proprio una volta sbarcati. La Valletta ha annunciato un'indagine e possibili azioni contro l'equipaggio "che ha ignorato le istruzioni date dalle autorità italiane in accordo con le leggi internazionali".

Parole, pure queste, che suonano come un significativo cambio di tono nei confronti di Roma dopo che nei giorni scorsi da Malta avevano parlato di "vera disumanità" per non aver subito accolto la nave in un porto italiano. In attesa degli eventi, il ministro degli Interni Matteo Salvini può intanto esultare su Twitter: "E due! Dopo la ong Aquarius spedita in Spagna, ora tocca alla Lifeline che andrà a Malta. Stop all'invasione". Senza rinunciare all'ormai quotidiana polemica a distanza con Macron. "E' un arrogante, apra subito le porte di casa sua ai 9.000 immigrati che la Francia si era impegnata ad accogliere dall'Italia", ha attaccato il vice premier ....

Intanto è tornata sotto i riflettori anche la nave Aquarius della ong Sos Mediterranee. All'imbarcazione dirottata nei giorni scorsi a Valencia con il suo carico di oltre 600 migranti, è stato ora negato da Malta anche uno sbarco tecnico per fare rifornimento. Ha accettato di accoglierla Marsiglia, nel Sud della Francia. Stavolta, però, senza migranti a bordo.Intanto i leader discuteranno anche di altri temi importanti come difesa comune, sicurezza, gestione della Brexit e bilancio dell'eurozona. Macron e la Merkel tengono in modo particolare alla loro proposta di un budget comune europeo e un'unione monetaria più forte, che dichiarano «non negoziabile» anche se esiste un fronte contrario, guidato dall'Olanda, che raccoglie una dozzina di Paesi minori. Ma è interessante notare che nella bozza di conclusioni del summit di venerdì dedicato all'eurozona la proposta franco-tedesca non figura: e questo può essere interpretato come una presa d'atto, per quanto obtorto collo, della necessità di tener conto delle resistenze degli oppositori.

A dimostrazione di quanto sia sentita l'importanza di questa vigilia, ieri a Berlino Angela Merkel ha ricevuto il premier spagnolo Sanchez, mentre a Roma, dove si era recato per una visita ufficiale in Vaticano, il presidente francese Macron ha avuto un lungo incontro informale con il premier italiano Giuseppe Conte, con il quale ha parlato non solo della nave Lifeline, ma anche più in generale di migranti Macron insiste che sia solo una crisi politica e di eurozona. E ieri anche il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani è tornato sulla riforma del diritto d'asilo europeo, sottolineando l'urgenza di trovare una soluzione per aggiornare il «sistema di Dublino» di comune accordo, perché «ogni ritardo è pernicioso: gli Stati membri sbagliano a perdere tempo, sbagliano a dar vita a battibecchi l'uno contro l'altro, perché la soluzione o è europea o non è». Migranti, al Consiglio Ue Conte può usare il veto e bloccare tutto Potrebbe esserci la svolta, oppure potrebbe saltare tutto. Staremo a vedere. A rischiare, però, non c'è solo l'Italia, ma anche la cancelliera Angela Merkel, che sta vivendo un momento di grave crisi politica, con il suo ministro dell'Interno, Horst Seehofer, che sposa la linea dura contro i migranti e ha dato un vero e proprio ultimatum al governo di Berlino: o trova un accordo in chiave europea, che permetta alla Germania di bloccare ai propri confini i richiedenti asilo già registratisi altrove, oppure la Csu ritirerà l'appoggio all'esecutivo, aprendo la strada ad una crisi dalle conseguenze imprevedibili, con il rischio di un titorno alle elezoni e la possibile vittoria elle forze ultranazionaliste.

C'è un problema politico grosso in Germania. E l'Italia, attraverso un veto, potrebbe mettere nei guai la Merkel, semplicemente dicendo no alla richiesta/pretesa dei tedeschi di riprenderci automaticamente chi verrà fermato sul territorio tedesco dopo aver presentato domanda di asilo nella Penisola. Conte potrebbe dire di sì alla richiesta della Germania di fatto salvando il governo tedesco, ma solo se otterrà qualcosa di grosso. Che cosa? In pratica che gli altri Paesi dell'Unione accettino di superare il sistema attuale, come annunciato da Conte alla camera, il famoso concetto del "primo Paese di arrivo". Se rivediamo, tutti insieme, questo meccanismo, allora le cose cambieranno e l'Italia potrà continuare a fare la propria parte, contando, però, sulla fattiva collaborazione (accoglienza) da parte di tutti i Paesi. Il principio che l'Italia vuole far passare è molto semplice: le coste italiane sono anche coste europee.

 

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