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L'Eurozona raggiunge un accordo ed evita la Grexit

Dopo diciassette ore di negoziato e una notte insonne, i capi di Stato e di governo dell’Eurozona hanno raggiunto un compromesso per poter avviare il negoziato su un terzo programma di aiuti alla Grecia.

"La strategia dell'eurogruppo, quella del terrore: colpirne uno per educarne 19 #ThisIsACoup, questo è un colpo di Stato". Così su twitter Beppe Grillo.

"La democrazia è sospesa: l'umiliazione della Grecia è un monito per tutti i Paesi che vogliono il riconoscimento della loro sovranità". É quanto si legge sul blog di Beppe Grillo. "Una settimana per spezzare le reni alla Grecia. Varoufakis si dimette (viene rimosso?) dalla guida del suo ministero. L'ingerenza degli USA. La proposta di Tsipras uguale per il 95% a quella bocciata dai greci. Il voto del referendum greco calpestato. La Grecia umiliata dalla Germania. Tsipras che si toglie la giacca davanti a Merkel e Hollande: 'Prendete pure questa'. Tsipras spinto alle dimissioni per un nuovo governo di 'unità nazionale' gradito alla Troika", si legge nel post.

Riforme nei prossimi giorni, fondo di garanzia da 50 miliardi, coinvolgimento del Fondo monetario internazionale a partire dal marzo 2016, prestito ponte da 7 miliardi entro il 20 luglio e da altri 5 entro metà agosto

Sono questi i principali punti dell'accordo raggiunto al termine del lungo vertice dell'Eurozona.

Una volta accertata l'adozione di tali misure, le istituzioni potranno negoziare un nuovo programma di aiuti. Uno dei problemi più grossi da affrontare, prima ancora di entrare nel merito delle riforme richieste, è il tempo. Le scadenze sono stringenti.

Entro il 15 luglio il Parlamento dovrà approvare la riforma dell'Iva e quella del sistema pensionistico, oltre all'indipendenza dell'ente statistico nazionale Elstat e la piena attuazione del Fiscal compact.

Entro il 22 luglio, dovrà adottare il nuovo codice di procedura civile per accelerare i processi e ridurne i costi, e trasporre in legge nazionale la direttiva sulla risoluzione bancaria.

Ci sono poi delle misure che dovranno essere adottate a medio termine. Innanzitutto la riforma del mercato energetico e quello del lavoro e il rafforzamento del settore finanziario.

Poi le privatizzazioni. Le autorità greche dovranno trasferire asset per un totale di 50 miliardi a un fondo indipendente che monetizzerà tali asset attraverso le privatizzazioni: tale monetizzazione, si legge nel documento, sarà una fonte del rimborso programmato del nuovo prestito dell'Esm.

Il fondo, come richiesto da Atene, sarà basato in Grecia e gestito dalle autorità greche con la supervisione delle istituzioni. I diciannove leader hannno preso nota del fatto che le esigenze finanziarie ammontano a una cifra compresa fra 82 e 86 miliardi, come valutato dalle istituzioni. Vista la gravità della crisi del settore finanziario, l'Eurosummit ha stabilito di stanziare una somma compresa fra i 10 e i 25 miliardi per la ricapitalizzazione delle banche e per i costi di risoluzione: 10 miliardi potrebbero essere resi immediatamente disponibili in un conto separato all'Esm.

Inoltre è stato previsto un prestito ponte da 7 miliardi entro il 20 luglio e ulteriori 5 entro la metà di agosto. Quanto alla sostenibilità del debito, l'Eurogruppo è "pronto a considerare, se necessario, misure aggiuntive per assicurare" il rimborso del debito. Ma, si sottolinea, un taglio nominale del debito non è possibile.

L'intesa raggiunta all'Eurosummit vale 86 miliardi di euro. Ma, come ha subito avvertito Angela Merkel, "la strada sarà lunga e difficile". "Ora - ha fatto eco il capo dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem - il parlamento greco deve legiferare molto rapidamente".

"Abbiamo raggiunto l’intesa - ha annunciato il presidente Ue Donald Tusk al termine del vertice - ora la Grecia sarà in grado di condurre negoziati nell’ambito dell’Esm". Per diciassette estenuanti ore i capi di Stato e di governo hanno continuato a negoziare su ognuno dei punti controversi della bozza di conclusioni lavorata ieri dall’Eurogruppo sulle condizioni chieste ad Atene per avviare i negoziati per un terzo programma di salvataggio con il fondo salva Stati Esm. E, solo dopo diverse interruzioni e varie riunioni in formato ristretto, i leader sono riusciti a trovare un accordo sui punti su cui i ministri delle Finanze si erano bloccati, in particolare sull’uscita temporanea della Grecia, punto escluso nel corso delle trattative. Altro punto di discussione era la creazione di un fondo separato e indipendente in cui conferire beni pubblici da privatizzare da 50 miliardi di euro, da utilizzare per intervenire sul debito pubblico.

Yianis Varoufakis aveva un piano per la Grecia per il dopo referendum. Ma non è stato appoggiato, anzi Alexis Tsipras ha deciso malgrado il 'No' ulteriori concessioni e "ha accettato il fatto che qualsiasi fosse stata la posizione dei creditori, lui non li avrebbe sfidati" afferma l'ex ministro delle Finanze greco a NewsStatesman. Duro attacco di Yanis Varoufakis all'Eurogruppo: è totalmente soggiogato dalla Germania, spiega in un'intervista, "è un'orchestra diretta dal ministro Schauble". "E l'Eurogruppo - prosegue - non è previsto da alcun trattato, ma ha il grande potere di determinare la vita degli europei, di decidere su questioni quasi di vita o di morte".

"L’accordo è stato laborioso e ha richiesto tempo ma siamo soddisfatti - ha annunciato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker - non ci sarà nessuna Grexit". La Grecia, insomma, non uscirà dall'Eurozona. Ma il cammino per Tsipras è tutto in salita. Come ha spiegato lo stesso Tusk, adesso i ministri delle Finanze Ue dovranno decidere "con urgenza come aiutare la Grecia con un finanziamento ponte". Il piano di aiuti sarà, infatti, avviato, "con rigide condizioni", ma prevederà la creazione di un fondo che "privatizzerà asset di Stato per realizzare profitti" e "servirà ad abbattere il debito e alla ricapitalizzazione delle banche". L'accordo permetterà, infatti, di ricapitalizzare le banche con 25 miliardi di euro subito. "Abbiamo lottato duro» a Bruxelles - ha assicurato Tsipras - ora lo faremo in Grecia contro gli interessi consolidati".

L'Eurozona raggiunge un accordo ed evita la Grexit. Dopo una maratona negoziale di 17 ore, i leader trovano il modo di raggiungere un'intesa sul terzo salvataggio della Grecia, che nella notte sembrava impossibile. Ma, alla fine, la volontà di tenere unita Eurolandia ha prevalso, anche se l'ok ad aprire il negoziato sugli 82-86 miliardi di euro di aiuti Esm è pieno di condizioni, non è ancora definitivo, e l'ultima parola arriverà a fine settimana. Per ricostruire la fiducia, completamente minata dopo il referendum, l'Eurozona ha chiesto ad Atene di dare prova di responsabilità ed approvare alcune riforme entro mercoledì, tra cui pensioni, Iva, adozione del Codice di Procedura Civile, direttiva sul salvataggio delle banche. Mercoledì un nuovo Eurogruppo si riunirà per valutare l'impegno di Atene. Nel frattempo, quei Paesi che devono sottoporre l'accordo ai loro Parlamenti convocheranno i deputati, ed entro la fine della settimana si dovrebbe arrivare al via libera definitivo. Le condizioni dell'accordo sono dure, ma il presidente della Commissione Jean Claude Juncker dice che "non ci sono né vincitori né vinti" e l'accordo non è "né umiliate per i greci, e né gli altri europei perderanno la faccia, è un tipico accordo europeo". Questo anche grazie al grande lavoro negoziale fatto nella notte, che ha cambiato molto il documento approdato sul tavolo dell'Eurosummit, redatto dall'Eurogruppo. Nella notte Tsipras aveva accettato tutte le condizioni, dall'anticipo delle riforme al rafforzamento di tutte le misure, incluso il reintegro dei licenziamenti collettivi e il ritorno della Troika ad Atene. Alla fine, aveva anche ceduto sul coinvolgimento del Fmi nel nuovo piano. Ma resisteva sull'idea, tedesca, di creare un fondo dove trasferire asset dello stato a garanzia del debito, in Lussemburgo. "Sono stato deciso nel dire che se vuoi fare un fondo con i beni che vengono dalla Grecia non puoi pensare di metterlo in Lussemburgo perchè sarebbe stata un'umiliazione", ha detto il premier Renzi. Il fondo resta, ma avrà base in Grecia, avrà una dotazione fino a 50 miliardi, andrà ad abbattere il debito e servirà a ricapitalizzare le banche. Ma sarà gestito dai greci, in collaborazione con le istituzioni. Tsipras è soddisfatto anche del risultato sul debito: gli concedono di rivederne la sostenibilità una volta che saranno attuate tutte le misure.

Il Fmi e' ''pronto a lavorare con le autorità greche e i partner europei'', afferma il portavoce del Fondo, Gerry Rice, sottolineando che Christine Lagarde ha informato il board sui contenuti dell'accordo raggiunto. ''Dopo la partecipazione del direttore generale'' alle riunioni sulla Grecia che si sono ''tenute nel fine settimana a Bruxelles'', Lagarde ''ha informato il board del Fondo sul risultato. Il Fmi e' pronto a lavorare con le autorita' greche e i partner europei per aiutare a far andare avanti questo importante sforzo'' afferma Rice. 

Il voto del parlamento tedesco sul piano per la Grecia è previsto probabilmente per venerdì, secondo indicazioni raccolte dai media internazionali citate dalla Bbc. Il governo tedesco ha bisogno del via libera del Bundestag prima di poter procedere nelle trattative con la Grecia

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