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Un “Parco delle Torrette” per Belpasso

Torrette 3

 

Lo si potrebbe chiamare “Il Parco delle Torrette” e potrebbe estendersi su un’area molto vasta tra le campagne di Belpasso, in contrada Gattaino, lungo la circonvallazione est. Questa è l’idea emersa al termine della manifestazione “A spasso tra le torrette” che si è svolta sabato 26 in presenza di centinaia di visitatori, sia belpassesi che provenienti dai paesi vicini. L’iniziativa, organizzata da una cordata di associazioni locali, è nata per accendere i riflettori su una zona - già sottoposta a vincolo paesaggistico dalla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Catania - ricchissima di elementi storici e naturalistici che rischiano di scomparire per sempre: antichi vigneti, con terrazzamenti e sistemi di irrigazione ancora intatti, sciare secolari e “torrette”, ovvero quelle imponenti costruzioni rurali che venivano realizzate durante la bonifica dei terreni.

I PROMOTORI - L’evento è stato promosso dalla costituenda associazione “Sciara” (che gestisce il blog www.sciara.info) insieme alla Pro Loco, al Cai (Club alpino italiano), ai gruppi scout Agesci Belpasso 1° e 2°, alla Fondazione Carri di S. Lucia, all’associazione Gattaino, alla Misericordia, all’Archeoclub e agli sbandieratori “La Corte d’Aragona” ed è rientrata nelle iniziative nazionali di “Invasioni digitali”.

LE VISITE GUIDATE - Nel corso della mattinata, da piazza Cutuli si sono snodati gli itinerari guidati, con gruppi di 20-25 partecipanti, scanditi da punti di interesse dove alcuni esperti hanno proposto approfondimenti naturalistici, storici e geologici. Il primo a intervenire lungo un tratto ancora esistente della “regia trazzera” che attraversava il paese è stato Gianni De Luca, cultore di storia locale e presidente della Fondazione Carri di S. Lucia, che ha proposto una riflessione sul valore storico e antropologico dell’area, dove fino ad alcune decine di anni fa insistevano ampie coltivazioni, fonte di ricchezza e benessere per la comunità locale, oggi in stato di totale abbandono e soggette alle minacce della speculazione edilizia.

La seconda tappa del percorso è stata animata dal geologo Vito Caruso, che ha illustrato la morfologia dei terreni, il concetto di “unità di paesaggio”, le stratificazioni dovute alle colate laviche, la qualità della pietra vulcanica, che lascia filtrare l’acqua verso le ricche falde di questa zona e la vulnerabilità idrogeologica correlata al cemento che “impermeabilizza” il terreno impedendo il deflusso delle acque, aggiungendo anche particolari sulla lavorazione dei vitigni e sulla manodopera dell’uomo, da sempre intrecciata con l’attività del vulcano.

L’ultima tappa si è svolta poco più a Nord, davanti alle numerose Torrette: qui l’agronomo Nunzio Sambataro ha spiegato il processo di bonifica dei terreni che portava alla costruzione di muretti, terrazzamenti e rasule (vie di accesso ai vari settori del vigneto) e appunto delle Torrette, questi caratteristici edifici che servivano a stoccare le pietre di scarto, realizzati dalle maestranze strato dopo strato, con forme quadrangolari o rotonde, e talvolta con piccole abitazioni rurali sulla sommità. L’agronomo ha inoltre passato in rassegna le principali piante colonizzatrici di queste terre, tra cui la ginestra e il pistacchio selvatico.

IL SENTIERO DEL CAI - Mentre svettavano in cielo i coloratissimi aquiloni della “Festa” organizzata contestualmente dalla Pro Loco, lo spettacolo conclusivo degli sbandieratori ha segnato la prima parte della manifestazione, cui ha fatto seguito l’inaugurazione del vicino sentiero naturalistico “Regia Trazzera, lave del 1669 e Grotta dei Taddariti”. Il tracciato è stato curato dalla locale sezione del Club Alpino Italiano, presieduta da Pietro Sambataro, il quale ha voluto sottolineare che “la quasi totalità dei partecipanti si sono detti meravigliati al cospetto di un paesaggio così bello e ricco di fascino, soltanto pochi metri oltre la circonvallazione est, a ridosso del centro abitato”.

L’IDEA DEL “PARCO” - Durante l’intero corso dell’iniziativa, da più parti è infatti emersa da un canto la “sorpresa” per la presenza di così tanti elementi di pregio racchiusi in questa “dimenticata” periferia di Belpasso, e dall’altra l’auspicio che si possa procedere senza indugio a una degna opera di salvaguardia e di valorizzazione, anche con l’istituzione di un vero e proprio “Parco delle Torrette” con l’intervento delle istituzioni pubbliche che dovrebbero compiere scelte strategiche anche dal punto di vista urbanistico.

“Alla luce del successo conseguito dalla manifestazione – ha commentato il presidente di Sciara, Antonino Girgenti - auspichiamo al più presto da parte dei nostri amministratori un intervento di indirizzo politico - magari attraverso un Consiglio comunale straordinario aperto - al fine di poter dare delle risposte certe ad associazioni e cittadini che hanno partecipato con entusiasmo all’evento”.

“La zona delle torrette - ha aggiunto Tony Falbo, coordinatore dell’evento per Sciara - da tutti spontaneamente definita “parco”, ha ripreso vita. Ciò che ci ha colpito è stato un sentire comune, espresso nelle parole e nell’attenzione alle componenti della manifestazione. C’è una forte esigenza di aree verdi e di tutela del patrimonio storico, sembrava che lo si stesse aspettando, un evento del genere”.

Un concetto ribadito anche dal presidente della Pro Loco, Tony Carciotto: “Il futuro di Belpasso – ha detto - è nelle sue radici antiche, nel suo passato, nella sua storia. Il Parco delle Torrette del Gattaino è il nostro futuro tramandato dal nostro passato”.

Torrette 4

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