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Sabato, 20 Gennaio 2018

Crotone: dalle stanze del potere si affaccia una tenebrosa cultura della morte

La cartina al tornasole per verificare lo stato di salute o di malessere di una comunità è quella di analizzare gli obiettivi e le priorità che intende perseguire.

A tal proposito, desta non poca preoccupazione il fatto, che di recente a Crotone, coloro che abitano le stanze del potere abbiano deciso di propiziare, con due distinti provvedimenti, una vera e propria cultura di morte.

È palese a molti che Crotone risenta da anni di una crisi di tipo culturale, economica e sociale, purtuttavia ci meraviglia e non poco, che talune autorità che dovrebbero essere preposte al perseguimento del bene della nostra città, invece di predisporre provvedimenti utili per farla uscire dalla crisi, abbiano scelto di realizzare per i propri consociati dei veri e propri presìdi di morte.

In ordine di tempo, suscita in noi sgomento la notizia che l’ASP di Crotone abbia intenzione di consentire l’esercizio, presso l’ospedale cittadino, della vergognosa pratica dell’aborto, che pur considerata dalla vulgata comune un diritto della donna, è, invece, una vera e propria soppressione di un essere umano innocente e indifeso, anche se dovesse essere attuato con mezzi chimici.

Auspichiamo, pertanto, sul punto che le risorse a disposizione dell’ASP siano usate per evitare lunghi e faticosi viaggi della speranza a chi sta veramente male, piuttosto che preparare strutture che non serviranno ad altro che a “macellare” esseri umani innocenti.

È opportuno constatare che c’è una grande differenza tra una donna che vuol far fuori il proprio figlio e un malato che necessita di cure vitali e che per tale motivo deve spostarsi in altra sede e, perciò, riteniamo che non ci sia nulla di male qualora una donna che volesse optare per l’aborto dovesse sostenere un viaggio di qualche chilometro per un fine che non è di cura.

Non si dica, per favore che la legge 194/1978 obbliga a istituire in ogni ASP il servizio di IVG, perché nessuna cogenza è prevista da tale legge e la controprova è data dal fatto che la L. 194/1978 non prevede alcuna sanzione nel caso in cui il servizio non sia istituito in un certo territorio. La scelta da parte dell’ASP di istituire il “servizio” di IVG presso l’ospedale di Crotone ha, pertanto, natura meramente ideologica, perché non dà un vero beneficio alla nostra comunità.

L’altro provvedimento che “puzza” di morte sembra volerlo regalare la Giunta comunale di Crotone con una delibera a favore dell’istituzione del registro del biotestamento.

Se ciò rispondesse a verità, ci sembrerebbe alquanto scorretto un tale provvedimento attuato nel più assoluto riserbo e senza aver sentito il parere di quelle associazioni che si battono per la vita e non per la morte.

Se per trasferire un immobile o un autoveicolo è sempre necessario un atto pubblico, con tale registro, invece, sarà sufficiente, per decidere della vita o della morte di una persona, una scrittura privata autenticata o addirittura una semplice scrittura da consegnare al Comune?

Questi due provvedimenti ci provocano sgomento, perché ci fanno intendere che i nostriamministratori hanno ormai gettato la spugna, invece di lottare per un’elevazione culturale, economica e sociale della nostra città avallano provvedimenti che “puzzano di morte”.

Quello che si sta profilando nella nostra città è una pericolosa e subdola dittatura culturale che nel sonno delle coscienze, ormai narcotizzate dal pensiero politicamente corretto, impone scelte non democratiche, che trascurando i reali bisogni e la volontà diffusa delle donne e degli uomini del nostro territorio, li lascia soli e abbandonati alle loro gravi difficoltà.

Il Comitato Difendiamo i nostri figli non vuole che Crotone "puzzi"di morte, ma che continui a essere faro di civiltà e di vita.

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