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Lunedì, 25 Ottobre 2021

Violenza sulle donne, un fenomeno da fermare

La conferenza dell'Associazione nazionale carabinieri

 

Per fermare la violenza sulle donne non bastano gli strumenti repressivi. L’emergenza è ogni anno più estesa, 124 le donne ferocemente uccise nel 2012 per un fenomeno che si connota sempre più come violenza fisica (i casi infatti sono aumentati dal 18% al 22%). Ma non è tutto. La violenza psicologica, le minacce e la violenza economica sono altri comportamenti connessi. Occorre fare sistema e rinsaldare quella rete costituita da enti e organi competenti in grado di stare a fianco delle donne per non lasciarle sole in questa strage. Obiettivo primario è operare in modo efficace per un cambiamento culturale radicale sui temi della differenza di genere, a cominciare dalle scuole dove è necessario insegnare il rispetto dell’altro, soprattutto se più debole.

Questi soltanto alcuni degli spunti emersi dalla conferenza “Basta violenza sulle donne”, tenutasi ieri sera alla Scuola dello sport, promossa dal Nucleo di volontariato dell’associazione nazionale carabinieri di Ragusa in collaborazione con l’associazione “Nuova Vita”, con “La Nereide” e con l’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute ed il Centro servizi volontariato etneo.

Numerosi e autorevoli gli intervenuti: il comandante provinciale dei carabinieri di Ragusa tenente colonnello Salvatore Gagliano, il questore di Ragusa Giuseppe Gammino, il procuratore della Repubblica Carmelo Petralia, il sostituto procuratore Monica Monego ed ancora Antonio Virzì, direttore dell’Uoc di Psichiatria a Ragusa e Vittoria; il penalista Gianluca Gulino; Adriana Prazio, presidente del Centro antiviolenza antistalking; don Giorgio Occhipinti, direttore della Pastorale della salute.

“Obiettivo del confronto approfondire la problematica da molteplici punti di vista – spiega il presidente dell’associazione nazionale carabinieri di Ragusa, Enzo Santo Buccheri – in modo tale da incentivare la sinergia fra i diversi attori coinvolti, dalle forze dell’ordine ai rappresentanti dell’Autorità giudiziaria ma anche dai responsabili dei centri antiviolenza agli psichiatri. Importante anche il ruolo di numerosi presidi sociali come la Pastorale per la salute che da tempo affronta tematiche di questo tipo”.

“Il nostro ruolo è significativo se si riesce ad incidere – sottolinea don Giorgio Occhipinti, a cui è stata fatta una gradita sorpresa, con l’attribuzione della tessera di socio dell’Anc – nell’ambito della prevenzione della violenza. Noi possiamo fornire un utile punto di riferimento a persone che inequivocabilmente portano dentro un esteso disagio interiore, sia se vittime che se aggressori. La Chiesa deve aprirsi alla società in modo sempre più diretto – conclude citando Papa Francesco – andando incontro alla gente e affrontando i sempre più rilevanti problemi sociali”.

E proprio ad una politica integrata di prevenzione fanno riferimento gli interventi del questore Gammino e del colonnello Gagliano. “Noi delle forze dell’ordine affrontiamo il problema quando il reato si è già compiuto – spiega il questore –. Quasi sempre veniamo avvisati da una telefonata anonima e ci precipitiamo in un contesto in cui nessuno intende collaborare, neanche la vittima. In questi frangenti c’è poco da fare per risolvere il problema. Si può segnalare il fatto ma l’atto violento non è mai isolato. Dietro si cela un quadro di costante e continua vessazione che spesso non finisce neanche con la chiusura del rapporto ma si protrae anche dopo, spesso con un atteggiamento persecutorio (stalking). Si tratta di casi che si manifestano solo in casa, restando sconosciuti al mondo esterno (amici, parenti e colleghi)”. “Difficile debellare un fenomeno quando ormai giunge alla nostra attenzione – aggiunge il colonnello Gagliano –. Per questo mi preme porre l’attenzione sulla prevenzione e sulla vigilanza continua del sistema famiglia da parte della scuola, della Chiesa e di tutte le altre forme di aggregazione sociale che possono intercettare ogni piccolo segnale di malessere. La famiglia deve tornare a rappresentare un punto di riferimento sicuro per la società”.

 

 

 

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