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L'emergenza idrica a Ragusa lontana dall'essere risolta

La questione idrica è troppo importante perché possa essere liquidata con superficialità. E’ ancora vivo il ricordo di quanto accaduto nella nostra città nei mesi scorsi, a causa dell’inquinamento delle sorgenti d’acqua, e purtroppo abbiamo preso atto che il disagio non è stato ancora risolto”. E’ quanto sottolinea il consigliere comunale del Movimento civico ibleo, Gianluca Morando, dopo avere partecipato, ieri, ai lavori della terza commissione consiliare in cui l’argomento avrebbe dovuto essere affrontato con dovizia di particolari. “Purtroppo – continua Morando – abbiamo appurato l’incompetenza e l’incapacità politica del presidente della terza commissione che non solo da quando si è insediato non ha portato in seno all’organismo alcun argomento da approfondire, ma non riesce neppure a cogliere i suggerimenti provenienti da noi consiglieri di opposizione con la dovuta celerità. La stessa incapacità la riscontriamo nell’Amministrazione comunale che, ad un anno quasi dal suo insediamento, non ha saputo programmare soluzioni definitive per la risoluzione della complessa questione dell’inquinamento delle acque. In più, in questa occasione, la stessa Amministrazione ha disertato l'incontro. Il senso della convocazione della commissione, per la quale era stata inoltrata apposita istanza, era quella di mettere assieme tutte le parti interessate per poter iniziare un percorso di programmazione. E tutto ciò non è stato colto dal presidente che ha provveduto ad invitare solo l'Arpa. Abbiamo ascoltato, in audizione, la dirigente dell’Agenzia per l’ambiente di Ragusa, Lucia Antoci. Anche quest’ultima si è detta d'accordo sulla necessità di sedersi attorno ad un tavolo, con tutte le parti interessate, per programmare un percorso di pianificazione territoriale. Le sorgenti Oro e Misericordia risultano ancora inquinate. Così come inquinate, di conseguenza, sono il pozzo B e B1 e se l'inquinamento si propaga a rischio potrebbero esserci altri pozzi Questo ci spinge a ritenere che non si può considerare una soluzione il potabilizzatore: può sì servire a tamponare un'emergenza ma non può ritenersi la soluzione definitiva. Piuttosto, dobbiamo andare a monte del problema adottando una strategia che salvaguardi tutto l'ecosistema, non trascurando gli interessi degli allevatori e di tutta la popolazione ragusana che altrimenti rischierà di ritrovarsi alle prese, fra non molto, con un'altra crisi idrica. Non vorremmo che tra qualche mese si tornasse a parlare sempre della stessa cosa, senza aver risolto alcunché”.

 

 

 

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