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Comune, incontro tra Rete delle Associazioni e Commissione Straordinaria

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Si è svolta giovedì 4 luglio, in un’aula affollata del Consiglio comunale, l’incontro fra la Rete delle Associazioni e la Commissione Straordinaria.

All’incontro hanno partecipato il Prefetto Vincenzo Panico, il Prefetto la Paglia, l’Arch. Minasi e l’Avv.Nucera in rappresentanza dell’Ente di governo municipale, e i referenti di oltre 30 associazioni cittadine.

La delegazione ha consegnato agli interlocutori istituzionali un documento in cui si chiede:

  1. di voler procedere alla sostanziale applicazione del “Regolamento per l’attuazione degli istituti di partecipazione popolare previsti dal Titolo II dello Statuto del Comune di Reggio Calabria” ed in particolare all’attuazione dell’art.3 (individuazione degli immobili di proprietà del Comune da destinare a sede dei servizi comuni per il supporto delle attività delle associazioni) e dell’art.8 (istituzione delle Consulte di settore);
  2. di voler determinare un iter efficace finalizzato al completamento dei lavori per rendere fruibile e condiviso dalle Associazioni il Centro Polifunzionale di Piazza del Popolo noto come “Casa delle Associazioni”, attualmente in stato di abbandono e triste degrado, già oggetto di un’assemblea pubblica il 1° giugno scorso;
  3. di voler rendere disponibili, in attesa di veder realizzato quanto indicato al punto B), spazi adeguati, non escluso strutture edilizie confiscate alla mafia, praticabili e accessibili, per poter permettere alle Associazioni lo svolgimento di libere iniziative di incontro pubblico. Una possibile sede provvisoria che le associazioni potrebbero condividere è stata individuata nel plesso denominato GIRASOLE;
  4. di voler dare supporto tecnico, mediante gli uffici preposti, all’opera di mappatura e schedatura, avviata dalla Rete delle Associazioni, dei numerosi beni comuni incompiuti e lasciati al degrado, distribuiti su il territorio.

Il Prefetto ha aperto l’incontro, salutando i rappresentanti del mondo associazionistico e dicendosi felice di interloquire proprio in quel luogo simbolico quale quello dell’aula consiliare,   Casa dei cittadini.

Panico seguendo i punti delle richieste presenti nel documento consegnatogli e le sollecitazioni avanzate dai referenti delle associazioni, ha espresso la volontà di procedere all’istituzione della Consulta delle Associazioni in tempi brevi, ha assunto l’impegno di procedere ad un approfondimento per individuare luoghi idonei ad accogliere il variegato mondo associazionistico, ed in particolare riguardo l’iter finalizzato alla ripresa dei lavori e alla successiva consegna della Casa delle Associazioni per le finalità di progetto. Per rendere attuabile fin da subito una delle richieste della R.d.A, ovvero la pratica di un’Assise Pubblica Permanente, dichiara di concedere a titolo gratuito la stessa Aula Consiliare per riunioni periodiche opportunamente calendarizzate.

Per quanto concerne alcune opere incompiute e oggetto del censimento da parte della RdA, tranne quelle inserite nel Decreto Reggio, il Prefetto ed i componenti del suo staff hanno dichiarato di essere costretti a dover vendere i “ gioielli di famiglia”, ovvero beni di proprietà pubblica, per far fronte a stringenti esigenze di cassa, al fine di ripianare il debito pubblico ereditato dalla precedente amministrazione.

La Rete delle Associazioni, pur accogliendo con soddisfazione la concessione dell’aula del Consiglio e le dichiarazioni d’intenti in merito all’attivazione degli spazi di democrazia partecipata, ha espresso una serie di obiezioni sulla questione della dismissione dei beni comunali incompiuti. Il pensiero della vendita a privati, ha provocato un mugugno generale in aula in quanto la dismissione è vista come una impropria spoliazione di patrimonio bene comune, un implicito impoverimento alla crescita culturale attesa, una perdita di opportunità economica atteso che la cultura è anche potenziale di sviluppo, una strategia discutibile considerato che i beni potrebbero risultare svenduti e magari finire in mani di predatori a fini di lucro. In breve l’operazione è apparsa negativa per i probabili pesanti riflessi su una comunità già sofferente.

Tra i diversi interventi da parte dei rappresentanti delle associazioni presenti, alcuni sono stati anche fortemente propostivi; ai Commissari di governo è stato suggerito di attingere ad alcuni bandi come quelli attivi sul PON Sicurezza, offrendo la propria disponibilità a collaborare per elaborare i progetti, al fine di acquisire finanziamenti specifici ed affrontare alcune delle criticità relative ai beni in questione (ristrutturazione, messa in sicurezza e agibilità di beni confiscati alla mafia).

Nelle more, la Rete delle Associazioni continuerà ad animare l’Assise Pubblica Permanente in forma composta e pacifica, anche attraverso una serie di incontri periodici sia presso la sede del Consiglio Comunale, sia in adiacenza a siti, edifici, strutture di bene comune emblematici, in stato di abbandono e degrado (di cui una prima lista di oltre 30 unità è stata stilata e per i quali si procederà gradualmente alla schedatura tecnica), al fine di affermare il valore pubblico e inalienabile degli stessi beni.

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