Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Giovedì, 25 Febbraio 2021

Matteo Salvini ha incontrato il premier Mario Draghi

Matteo Salvini ha incontrato il premier Mario Draghi: "Abbiamo parlato di riaperture. Sarebbe banale parlare di sottosegretari", ha detto uscendo da Palazzo Chigi il leader della Lega. Sulla squadra dei sottosegretari "non ho da commentare nulla. Noi siamo a posto. Noi saremmo pronti a partire anche adesso fra un minuto, altri hanno difficoltà"  

Un incontro a Palazzo Chigi per parlare delle misure da intraprendere nell'ambito dell'emergenza Coronavirus. Chiudere dove la situazione è preoccupante, riaprire dove il Covid-19 sta allentando la morsa: in sostanza è questa la linea tracciata da Matteo Salvini al termine del colloquio con il premier Mario Draghi.

"Attraverso il Cts, comitato tecnico scientifico del ministero della Salute, stiamo lavorando a protocollo per consentire alla ristorazione la ripartenza". Lo ha annunciato il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, intervenuto in streaming al Consiglio nazionale della Coldiretti.

L'impatto della pandemia sulla ristorazione, ha aggiunto, "è un tema che conosco bene. Il Fondo pensato a inizio anno è stato utile, ma ora dobbiamo avere la forza di garantire alle persone di poter tornare al ristorante. Anche perché ci sono comparti fornitori, come quello del vino in grande sofferenza".

La proposta di Matteo Salvini sui ristoranti aperti anche a cena "è ragionevole", ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini a 'L'aria che tira' su La7, specificando che questo potrebbe valere "laddove nel territorio non si hanno troppi rischi di contagio". Cioé "dove le cose vanno in maniera migliore si può ragionare, con controlli più serrati, dove ci sono meno rischi", con l'obiettivo "di dare ossigeno a qualche attività".

Salvini ha inoltre ribadito la necessità di accelerare per la campagna di vaccinazione. In settimana al Ministero dello Sviluppo economico ci sarà un incontro con le industrie farmaceutiche per ragionare di una produzione italiana "per non essere dipendenti da quello che arriva dall'estero e dai contratti dell'Unione europea". Non è mancata una frecciatina nei confronti del commissario Domenico Arcuri: "Le Regioni viaggiano a rilento perchè qualcuno, non so se in casa Arcuri o a Bruxelles, ha fatto male i conti". A chi gli chiedeva se l'incarico dato a Giorgetti delegittimi il ruolo di Domenico Arcuri, il segretario della Lega ha risposto: "Noi vogliamo dare il nostro contributo. Il giudizio su Arcuri lo darà la storia". Oggi tuttavia non se n'è parlato con il presidente del Consiglio: "Ritengo che il commissario non è stato all'altezza dei compiti che gli sono stati assegnati. Deciderà poi Draghi".

Sotto questo punto di vista il leader del Carroccio nota una "voglia di cambiamento". Senza ovviamente perdere di vista la tutela della salute dei cittadini e il rispetto delle normative in vigore: "Attenzione, cautela, se ci sono le terapie occupate non si scherza con la salute della gente". Comunque a suo giudizio alcune norme di buonsenso sembrano "palesi". Come ad esempio la riapertura serale dei ristoranti: "Se non c’è rischio a pranzo, non c’è rischio a cena".

Proprio questo rappresenterà un importante banco di prova all'interno del governo Draghi. Se da una parte l'ala rigorista rimane ferma sul "no", dall'altra il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli (M5S) spinge per valutare questa possibilità: "Ora dobbiamo avere la forza di garantire alle persone di poter tornare al ristorante. Anche perché ci sono comparti fornitori, come quello del vino, in grande sofferenza". Sulla stessa scia Stefano Bonaccini, governatore dell'Emilia-Romagna: "È ragionevole il discorso di Salvini quando dice di introdurre una maggiore flessibilità per alcune categorie, laddove i rischi sono minori. Ad esempio i ristoranti la sera, nelle città dove le cose vanno meglio".

Intanto se per la squadra di governo a decidere è stato Mario Draghi, accontentando e insieme scontentando un po’ tutti i partiti, per i ruoli di sottogoverno e per le nuove cariche parlamentari lasciate vacanti da deputati e senatori approdati nell’esecutivo è guerra tra e nelle forze politiche.

Il ruolo più ambito a livello parlamentare è la poltrona di vice presidente della Camera, che era occupata da Mara Carfagna. Forza Italia — non troppo soddisfatta degli incarichi attribuiti ai suoi ministri (la stessa Carfagna, Gelmini e Brunetta guidano tutti ministeri senza portafoglio) —, vorrebbe mantenerla e si è aperta la lotta per la successione. 

Mercoledì si vota per il nuovo presidente e gli aspiranti sono Stefania Prestigiacomo (che ambiva a un ruolo di ministro o di vice ministro) e Annagrazia Calabria, che a differenza della collega non ha mai rivestito cariche ministeriali, ma anche il vicecapogruppo Simone Baldelli e il responsabile Sanità del partito, Andrea Mandelli, che però potrebbe sostituire Mariastella Gelmini diventata ministra degli Affari regionali.

Per il Carroccio si fanno due nomi, quello di Lorenzo Fontana e quello di Barbara Saltamartini, che rientra tra le «quote rosa» indicate da Matteo Salvini (intenzionato anche a promuovere come sottosegretari altre donne, Vania Gava, Lucia Borgonzoni e Pina Castiello).

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI