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Lunedì, 17 Giugno 2019

Regionali: Basilicata al centrodestra, vince Bardi

Vito Bardi (Centrodestra) è il nuovo Presidente della Regione Basilicata: è stato eletto con 124.716 voti, pari al 42,2%. Al secondo posto Carlo Trerotola (Centrosinistra; con 97.866 voti, pari al 33,11%), poi Antonio Mattia (M5S; con 60.070 voti pari al 20,32) e Valerio Tramutoli (Basilicata possibile; con 12.912 pari al 4,37%).
Primo partito il M5S con il 20,27%, seguito da Lega (19,15%) e Forza Italia (9,15%).

La Lega in un anno triplica i voti, vittoria anche in Basilicata! 7 a 0, saluti alla sinistra e ora si cambia l'Europa", scrive su Facebook il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini. Poi aggiunge: "La sommatoria dei voti di Lega e 5 Stelle è ancora la maggioranza assoluta in questo Paese".

"Il MoVimento 5 Stelle - commenta Luigi Di Maio su Facebook - è la prima forza politica in Basilicata. Gran parte della stampa parla di "voti dimezzati in un anno" e di "crollo", ma la verità è che abbiamo battuto tutte le liste". "Considerando il vero tracollo di Pd (che perde ben 16 punti rispetto al 2013) e Forza Italia, se andassimo al voto alle elezioni politiche domani - prosegue Di Maio - potremmo anche rivincere in quella regione".

"La Basilicata conferma che l'alternativa a Salvini e al centrodestra siamo noi. Neanche questo era scontato", ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

"Abbiamo scritto la storia: la Basilicata è pronta per il cambiamento. Chiamerò Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni per fare una grande festa", esulta Bardi. "Al primo posto nell'agenda c'è il lavoro - afferma poi l'ex generale della Guardia di finanza, indicato come candidato da Forza Italia -. I giovani saranno presenti e dovranno avere opportunità in questa terra. Trasparenza, meritocrazia e legalità saranno al centro".

"Abbiamo perso dignitosamente": così il candidato governatore del centrosinistra, Carlo Trerotola, che nella prossima legislatura sarà consigliere regionale. "Mi aspettavo un dato migliore, sono abituato a correre per vincere. Penso che la coalizione mi abbia sostenuto: abbiamo fatto quanto di meglio potevamo fare. Avendo più tempo", ha continuato riferendosi alla sua candidatura ufficializzata solo un mese fa, "ci sarebbe stato il modo di farci conoscere meglio".

Vito Bardi, candidato del centrodestra,scrivono le agenzie Generale in pensione della Guardia di finanza, classe 1951, nato a Potenza, è stato battezzato da Silvio Berlusconi «campione della legalità» che riporterà la Regione sulla retta via dopo 25 anni di centrosinistra. Ha fatto carriera con le Fiamme gialle in giro per l'Italia, sempre con qualche stelletta in più, da Torino a Livorno, da Firenze a Roma, da Bari a Napoli. Prima di buttarsi nell'avventura politica risiedeva proprio sotto il Vesuvio e ieri non ha potuto votare, perché le pratiche per il cambio di residenza non sono state ultimate. In mattinata passeggiava per Matera con la famiglia e poi, a Potenza, ha affrontato la notte elettorale. Per lavoro ha girato tutto il Paese, ma Bardi sente forti le sue radici lucane. Filiano è il paese tra Matera e Melfi dove la sua famiglia è nata e ancora rappresenta un'istituzione. Quattro lauree e due master in tasca, il petto carico di medaglie e croci, una lunga lista di onoreficenze, è stato scelto da Forza Italia come candidato della coalizione e lo slogan che meglio lo rappresenta è: «Presente!». Di sé il Generale dice: «Ho servito lo Stato con passione e determinazione, mettendomi al servizio della collettività, senza mai risparmiarmi». Il curriculum ? Maturità classica alla scuola militare «Nunziatella», lauree in Economia e commercio, Giurisprudenza, Scienze internazionali e diplomatiche, Scienze della sicurezza economica e finanziaria, matrimonio 35 anni fa, 2 figli e una grande passione per il calcio. «Le uniche pause me le concedo quando gioca il mio Napoli», dice.

Il Farmacista è Carlo Trerotola, 61 anni, designato dal centrosinistra e vero antagonista di Bardi, secondo i sondaggi. L'ha scelto il Pd per raccogliere l'eredità infangata del governatore Marcello Pittella, fratello dell'europarlamentare Gianni, travolto con la sua giunta dallo scandalo giudiziario che lo ha fatto finire agli arresti. È legato alla famiglia Pittella, ma la sua di famiglia ha una netta impronta di destra. Il padre è stato uno dei fondatori dell'Msi della Basilicata, primo sindaco del partito in provincia di Potenza e si portava Marcello ai comizi di Giorgio Almirante. «Ogni tanto lo ascolto anche adesso», confessa ammirato. Dicono che nella sua farmacia ci fosse un busto del Duce ed è spuntata una tessera del Msi intestata a lui. «Sono orgoglioso di mio padre - dice Trerotola-, dell'educazione che mi hanno dato lui e mia madre che era presidente dell'Azione cattolica, ma non sono di destra e non lo sono mai stato».

Il terzo concorrente è l'Imprenditore del M5s, Antonio Mattia. Doveva essere in pole position, visto che alle politiche di marzo il movimento è arrivato al 44,4 per cento in Basilicata. Invece, paga il crollo del partito al governo e i tanti NO smentiti, dall'Ilva alla Tap, alle trivelle, oltre allo scarso radicamento locale. Mattia ha 47 anni, passate frequentazioni nel centrodestra, una laurea in Giurisprudenza e dal 2012 è pentastellato.

Cosi con oltre il 42% delle preferenze Vito Bardi stravince in Basilicata strappandola alla sinistra che la governava da ventiquattro anni.

Il M5s di Di Maio ha collezionato un altro flop. Dopo il Molise, l'Abruzzo e la Sardegna, è arrivata la volta della Basilicata. Il candidato alla presidenza della Regione, Antonio Mattia, invece la sua previsione non l'ha azzeccata. Puntava a superare il 44% , andando quindi oltre il risultato ottenuto in regione dai pentastellati alle politiche dello scorso 4 marzo. Si dovrà accontentare del 20% e della magra consolazione di essere il primo partito ma il terzo classificato.

"Il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica in Basilicata", replica Luigi Di Maio su Facebook. Il vicepremier grillino non ci sta e preferisce il confronto con le Regionali del 2013, quando il M5S prese l'8%: "La verità è che abbiamo battuto tutte le liste, anche quelle con gli impresentabili dentro, anche quelle con i portavoti di Pittella. A Matera siamo oltre il 30%. Ed è un risultato che conserviamo con grande senso di responsabilità verso il Paese, senza esultanze da stadio. Noi abbiamo un simbolo, una lista. E andiamo avanti così".

Ma resta il fatto che il M5s ha dimezzato i voti rispetto all'ultima tornata elettorale. I pentastellati hanno smarrito la bussola. E certificano ancora una volta il trend dell'ultimo anno: una discesa repentina, continua, e per certi versi inaspettata.

Neanche un anno fa, alle ultime elezioni politiche, in Basilicata il Movimento 5 Stelle divenne il primo partito con il 44,35% alla Camera e il 43% al Senato eleggendo ben 8 parlamentari (tra cui anche l'espulso Salvatore Caiata) su 13. Un grande salto in avanti rispetto ai due parlamentari eletti delle politiche del 2013. Un grande salto indietro adesso, l’ennesima scossa all’interno del Movimento.

Il candidato scelto dal Pd, Carlo Trerotola, si ferma sotto il 33%. E, mentre si allarga così il fronte delle Regioni a guida centrodestra, il Movimento 5 Stelle incassa una nuova, pensatissima. Antonio Mattia non va, infatti, oltre la soglia "psicologica" 20% confermando così il trend negativo di tutte le ultime consultazioni amministrative

Il centrodestra dilaga: è un fiume in piena e non manca un solo appuntamento elettorale. Nei mesi scorsi la coalizione aveva già "strappato" al centrosinistra l'Abruzzo, facendo eleggere il neo governatore Marco Marsilio, e la Sardegna piazzando il neo presidente Christian Solinas. Ieri è toccato alla Basilicata che va così ad aggiungersi alle altre otto Regioni già "targate" centrodestra (Abruzzo, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Molise, Veneto e Sicilia). 

Una lista che si fa più lunga se consideriamo anche il Trentino-Alto Adige con le giunte del presidente della provincia di Bolzano Arno Kompatscher (Südtiroler Volkspartei - Lega Salvini Alto Adige-Südtirol) e del presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti (Lega). Con Bardi, scelto da Silvio Berlusconi per guidare l'asse Lega-Forza Italia-Fratelli d'Italia, il centrodestra guida più Regioni del centrodestra a cui adesso restano "solo" nove Regioni Lazio, Marche, Campania, Calabria, Emilia Romagna, Piemonte, Puglia, Toscana e Umbria. E, nei prossimi mesi, il panorama potrebbe mutare ulteriormente. Nel 2019 infatti saranno chiamate al voto anche altre tre Regioni che sono attualmente guidate dal centrosinistra: il Piemonte andrà alle urne a maggio mentre in autunno sarà la volta della Calabria e dell'Emilia Romagna.

"La Basilicata è pronta per il cambiamento", ha esultato Bardi al termine dello spoglio. "Oggi abbiamo scritto la storia di questa regione - ha continuato il neo governatore - dopo tanti anni di centrosinistra, il centrodestra ha scelto la via del riscatto di questa terra. Sono emozionato come lucano, onorato come uomo delle istituzioni". Incassata la vittoria ha subito telefonato a Berlusconi per ringraziarlo del "forte sostegno" e della "grande generosità nel momento della scelta del candidato e successivamente nel corso della campagna elettorale". Molto soddisfatto anche Matteo Salvini il cui partito, la Lega, ha triplicato i voti. "Sette a zero - ha commentato il vicepremier su Twitter - saluti alla sinistra e ora si cambia l'Europa". Stessi toni usati anche da Giorgia Meloni che con Fratelli d'Italia al 6% ha sottolineato il "trend di crescita" nella speranza di replicarlo anche alle europee. "Ancora una volta - ha aggiunto - siamo uno dei due partiti che crescono e le nostre percentuali in questo caso raddoppiano, quindi sono molto molto contenta".

Intanto Cesare Battisti, l'ex terrorista dei Pac arrestato a gennaio dopo quasi 40 anni di latitanza, che grazie a questo Governo e tornato in Italia ha ammesso per la prima volta, davanti al pm di Milano, Alberto Nobili, di essere responsabile dei 4 omicidi per cui è stato condannato.

"Mi rendo conto del male che ho fatto e chiedo scusa ai familiari" delle vittime. È quanto ha detto Cesare Battisti al pm Alberto Nobili, responsabile dell'anti-terrorismo a Milano, che coordina le indagini sulle presunte coperture che l'ex terrorista dei Pac ha avuto durante la latitanza.

Tutto quello che è stato ricostruito nelle sentenze definitive sui Pac, "i 4 omicidi, i 3 ferimenti e una marea di rapine e furti per autofinanziamento, corrisponde al vero". Così il pm di Milano Alberto Nobili, ha riassunto le ammissioni fatte da Cesare Battisti davanti al magistrato, al quale l'ex terrorista ha anche spiegato: "Io parlo delle mie responsabilità, non farò i nomi di nessuno".

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