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Agricoltura: le reti di impresa innovativo strumento per la filiera agroalimentare e agroindustriale

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Uno strumento moderno che è in grado di porre le imprese agricole al centro di nuove sfide legate all’innovazione e all’internazionalizzazione. Sono le “Reti di impresa” che permettono di creare nuove opportunità partendo dall’aggregazione delle aziende nell’ambito della filiera agricola. Ieri a Ragusa si è svolto il convegno di approfondimento promosso da Confagricoltura provinciale alla presenza di esperti nazionali dell’organizzazione professionale che hanno evidenziato la valenza di questo nuovo strumento. Maria Cristina D’Arienzo, responsabile proprio dell’area imprese di Confagricoltura, ha evidenziato l’importanza del nuovo strumento: “Innovazione e competitività grazie alle reti di impresa sono più a portata di mano e rappresentano la vera novità in un mercato in continua evoluzione. Chi fa rete ha più vantaggi perché può migliorare la propria attività ma anche può essere più concorrenziale rispetto alla posizione individuale di partenza. I partner possono essere naturalmente le imprese agricole, che tra loro si alleano con questa nuova finalità, ma anche imprese di settori diversi. Lo strumento tende a guardare con occhio positivo alla filiera innestando percorsi virtuosi tra imprese primarie di produzione, quelle di trasformazione fino ad arrivare a quelle che si occupano di commercializzazione. Ma c’è di più. Anche sotto l’aspetto del credito chi arriva in banca sulla base di un contratto di rete o di una progettualità da sviluppare nella direzione dell’aggregazione, ha più possibilità di ottenere finanziamenti”. Alla vigilia dei Piani di Sviluppo Rurale, Confagricoltura prende atto del risultato raggiunto, tramite una proficua concertazione, che prevede priorità ai contratti di rete rispetto ad altre forme di aggregazione. Inoltre le reti di impresa in agricoltura possono rappresentare un vero e proprio lasciapassare per la grande distribuzione organizzata in quanto garantiscono da una parte un prodotto aggregato e di qualità e dall’altra delle commesse assicurate. Rispetto a questa innovazione resta però un aspetto non certo marginale, ovvero la rivoluzione culturale, il sapersi unire, aggregare, trovare la giusta sinergia. Soprattutto al Sud, e in Sicilia, è probabilmente la vera sfida, come ha ricordato Sandro Gambuzza, presidente provinciale di Confagricoltura, che assieme al direttore provinciale Giovanni Scucces ha annunciato l’avvio di una vera e propria sperimentazione tra reti di imprese. “Tutto questo potrà consentire alle imprese – ha rimarcato Gambuzza – pur se in un periodo a medio-lungo raggio, un accrescimento della propria redditività perché si allarga il ventaglio dei clienti e si accresce la qualità delle produzioni”. Sugli aspetti fiscali e su quelli sindacali si sono soffermati rispettivamente Nicola Caputo e Roberto Caponi, sempre di Confagricoltura. Tra gli aspetti innovativi delle reti di impresa vanno colti senza dubbio quelli riferiti alla possibilità di organizzare insieme la produzione agricola, arrivando poi alla divisione del prodotto tra le parti in funzione degli apporti che ciascuno ha offerto durante l’attività, ma non va dimenticato anche l’obiettivo della conduzione sociale che si raggiunge, creando maggiore responsabilità tra le imprese che fanno parte della rete. Per quanto riguarda le assunzioni dei lavoratori, sarà effettuata dalle reti di impresa secondo procedure che saranno comunque concordate dal punto di vista sindacale e su cui vigileranno le associazioni di categoria. Il partecipato seminario, che si è svolto al Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla, ha visto la sponsorizzazione di Impresa Familiare Coltivatrice, presieduta da Roberto Poggioni e la collaborazione degli Ordini professionali di Agronomi e Commercialisti.

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