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Venerdì, 07 Ottobre 2022

Juncker e Tsipras «discussione costruttiva»

La Commissione Ue e la Grecia hanno deciso di "lavorare insieme per fare il miglior uso dei fondi Ue" per "aiutare crescita e occupazione e risolvere la crisi umanitaria" nel Paese. Così il portavoce di Juncker dopo l'incontro con Tsipras, annunciando che Atene "creerà una sua Task Force" che sarà la "controparte" di quella della Commissione già esistente sui fondi europei e a cui farà ora capo il vicepresidente Valdis Dombrovskis, per "migliorare il coordinamento". Jean Claude Juncker e Alexis Tsipras nel corso della loro "discussione costruttiva" durata "quasi due ore", hanno "concordato che la situazione è seria" e che "sono necessari progressi su tutti i fronti" e che occorre "avanzare rapidamente". Così il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas dopo l'incontro tra il presidente Juncker e il premier greco.

 

Il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker ha accolto il premier greco Alexis Tsipras allontanando lo spettro del default. "Siamo ormai giunti ai momenti decisivi. La Commissione non è l'attore protagonista di questa fase, ma faremo di tutto per collaborare. Quello che escludiamo è il default.  Ritengo possibile - ha aggiunto Juncker - una soluzione nelle prossime settimane".

Incontrandolo, Tsipras ha detto di essere "felice di essere qui: lavoriamo per trovare il miglior modo di implementare le decisioni già prese. Credo che se c'è la volontà politica tutto è possibile.  La Grecia - ha detto Tsipras - sta già mantenendo gli impegni assunti all'Eurogruppo, stiamo facendo la nostra parte e mi aspetto lo stesso dai nostri partner: sono molto ottimista che troveremo una soluzione comune".

«Siamo ormai giunti ai momenti decisivi. La Commissione non è l'attore protagonista di questa fase, ma faremo di tutto per collaborare. Quello che escludiamo è il default». Così il presidente Commissione Ue, Jean Claude Juncker ha accolto il premier greco Alexis Tsipras. «Ritengo possibile - ha aggiunto Juncker - una soluzione nelle prossime settimane».


«Come sapete - ha aggiunto Juncker - non sono soddisfatto di come si stia sviluppando la situazione. Non sono stati fatti abbastanza progressi, ma ora dobbiamo cercare di una soluzione condivisa».

Juncker e Tsipras nel corso della loro «discussione costruttiva» durata «quasi due ore», hanno «concordato che la situazione è seria» e che «sono necessari progressi su tutti i fronti» e che occorre «avanzare rapidamente», ha detto il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas. La Commissione Ue e la Grecia hanno deciso di «lavorare insieme per fare il miglior uso dei fondi Ue» per «aiutare crescita e occupazione e risolvere la crisi umanitaria» nel Paese. Così il portavoce di Juncker dopo l'incontro con Tsipras, annunciando che Atene «creerà una sua Task Force» che sarà la «controparte» di quella della Commissione già esistente sui fondi europei e a cui farà ora capo il vicepresidente Valdis Dombrovskis, per «migliorare il coordinamento».

«Sono molto felice di essere qui: lavoriamo per trovare il miglior modo di implementare le decisioni già prese. Credo che se c'è la volontà politica tutto è possibile», sono state le parole di Tsipras.

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, al contrario, non esclude più l'ipotesi di un'uscita della Grecia dall'euro. «Dal momento che la responsabilità di decidere è solo della Grecia, e non sappiamo cosa pensa di fare chi è al governo, non possiamo escluderlo», ha detto il ministro ieri sera all'emittente austriaca Orf. La Grecia ha dato ordine di ripagare una tranche da 348 milioni del prestito ricevuto dal Fondo monetario internazionale. Lo riferisce all'Ansa un portavoce del ministero delle Finanze. La somma sarà depositata oggi alla Banca di Grecia. Le prossime tranche del prestito del Fmi sono 558 milioni il 16 marzo e 335 milioni il 20.

«Con le minacce non si arriva a risultati nell'eurozona», ha detto il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, rispondendo a una domanda sulle recenti minacce di Panos Kammenos, di riempire l'Europa e la Germania di profughi e magari terroristi.

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