Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Sabato, 26 Settembre 2020

Grande successo per la mo…

Set 11, 2020 Hits:547 Crotone

Ad Amadeus il "Premi…

Ago 27, 2020 Hits:1269 Crotone

Le colonne d'oro di Miche…

Ago 04, 2020 Hits:2004 Crotone

Centro storico ripulito d…

Ago 03, 2020 Hits:1536 Crotone

Nuovo look per Isola Capo…

Lug 21, 2020 Hits:1514 Crotone

Michele Affidato firma i …

Lug 16, 2020 Hits:1482 Crotone

Cerrelli: Crotone campo p…

Lug 07, 2020 Hits:1758 Crotone

Prete ucciso in strada a Como: è stato accoltellato da un tunisino

Don Roberto, originario di Cosio, in provincia di Sondrio, è stato colpito da varie coltellate, quella letale al collo: il corpo era a una ventina di metri dall’auto, dove c’è un piccolo spiazzo in cui si trovano solitamente gli immigrati. Alcuni passanti che hanno notato il corpo a terra hanno chiamato i soccorsi, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Gli agenti della polizia, intervenuti in piazza San Rocco, hanno trovato un coltello, in tutta probabilità l'arma del delitto. Sul posto il sostituto procuratore Massimo Astori.

Rahdi Mahmoudi ieri mattina ha ucciso con una coltellata don Roberto Malgesini, prete della chiesa di San Rocco, a Como, perché da tempo era convinto che ci fosse un complotto ai suoi danni. E che questo lo avrebbe riportato nel Paese da cui era scappato, dal momento che dal 2014 risultava immigrato irregolare, cioè senza permesso di soggiorno. Il 53enne aveva lasciato la Tunisia per arrivare in Italia nel 1993 e l’angoscia di tornarci era talmente tanta che negli ultimi tempi lo faceva sragionare

Due decreti di espulsione in tasca, una denuncia per non essere rientrato in Tunisia, da cui era scappato 27 anni fa, e l’ossessione che qualcuno lo volesse rimandare a tutti i costi nel suo Paese d’origine

Nel 1996 il tunisino aveva sposato un'italiana, relazione che poi era finita - senza figli al seguito - diversi anni dopo. Una perdita che si era sommata a quella del posto di lavoro, e dal 2014 l'uomo risultava irregolare.

Aveva problemi psichici», ha detto poco dopo l'assassinio il direttore della Caritas di Como, Roberto Bernasconi. Ma dalla Questura è arrivata una smentita: «Non risulta né dalla documentazione medica che lo riguarda né dalle verifiche coi servizi sociali».

il procuratore di Como, Nicola Piacente,ha escluso la possibilità che l’assassinio abbia radici nella radicalizzazione religiosa islamica o politica.

Sulle sue spalle, oltre a condanne definitive per reati minori come furti, rapine ed estorsioni, pendono anche denunce - passate in giudicato - per maltrattamenti in famiglia. Procedimenti giudiziari che aveva affrontato grazie a un legale che proprio don Roberto gli aveva trovato. In più, Mahmoudi era stato destinatario di due decreti di espulsione: uno del 2018, che non ha ottemperato e che gli ha fruttato una denuncia di permanenza illegale in Italia, e uno dell’aprile 2020 che invece non è stato eseguito per via dell'emergenza sanitaria Covid che aveva sospeso i voli tra i Paesi. Da ieri l'uomo si trova in carcere e nelle prossime ore la Procura ne convalida l'arresto per omicidio volontario.

Durissima la reazione di Eugenio Zoffili, come sottolinea il Giornale,deputato comasco della Lega e presidente del Comitato Bicamerale di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol e di controllo e vigilanza in materia di immigrazione: "Il brutale omicidio avvenuto questa mattina in Piazza San Rocco ha sconvolto la nostra Como, ha ferito profondamente una città che necessita di risposte immediate e concrete da parte dello Stato. Questo è il momento della preghiera e del ricordo, per un martire che ha dedicato la sua vita e le sue energie all'aiuto degli ultimi, ma anche dell'azione.

Mi unisco a tutti i comaschi nel ringraziamento a Don Roberto per quanto ha fatto, e mi impegnerò ad onorare al meglio la sua memoria con iniziative concrete". Zoffili continua il Giornale, ha già convocato il 24 settembre, in audizione presso la bicamerale Schengen, Europol e immigrazione, il Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese."Le chiederò anche conto dei rimpatri, un'urgenza per tutto il nostro Paese ma in particolare per quelle zone che, come la provincia di Como, sono territori di confine. 

Gli sbarchi sottolinea il Giornale, possono essere fermati, come ha dimostrato Matteo Salvini durante la sua permanenza al Viminale: si tratta solo di avere la volontà politica per farlo. I clandestini presenti anche a Como, come nel resto d'Italia, vanno rimpatriati immediatamente per evitare di favorire il proliferare di situazioni di criminalità e degrado e gravissimi crimini come questo. Inoltre chiederò al Ministro che vengano potenziati gli organici delle forze dell'ordine in tutto il Paese e in modo particolare nelle zone, come la provincia di Como, che per la loro collocazione geografica hanno maggiore necessità di un presidio costante e di un'attenzione particolare. Sono profondamente colpito da questa tragedia, ma anche determinato a fare tutto quanto nelle mie possibilità per impedire che orrori simili possano ripetersi. Vigileremo affinché questo assassino clandestino paghi senza sconti per quanto ha fatto".

 

 

 

 

 

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI