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Lunedì, 18 Gennaio 2021

Maradona, la leggenda del calcio sale in cielo

La leggenda del calcio è morta ieri all'età di 60 anni per arresto cardiaco respiratorio, era in una villa della città di Tigre. Proclamati tre giorni di lutto nazionale in Argentina.  

Diego Armando Maradona se n'è andato in maniera repentina, inaspettata, lasciando sotto choc il mondo del calcio ma non solo. L'ex Pibe de Oro dal compimento del suo 60esimo compleanno lo scorso 30 ottobre fino ad arrivare al 25 novembre, giorno della sua morte, ha passato i 26 giorni più intensi e difficili di tutta la sua vita. Il 3 novembre l'operazione d'urgenza al cervello non lasciava presagire a niente di buono e a distanza di tre settimane da quel delicato intervento l'ex fuoriclasse del calcio mondiale ha alzato definitivamente bandiera bianca.

La notizia della morte del campione, alla quale molti all'inizio hanno stentato a credere, è rimbalzata dapprima sui telefonini. In pieno centro, in piazza Municipio si è levata una sola voce: "Era il più grande di tutti".

I medici legali che hanno realizzato ieri sera l'autopsia sul cadavere di Diego Maradona nell'Ospedale di San Fernando, in provincia di Buenos Aires, hanno diffuso un referto con i risultati del loro lavoro. Il decesso, si legge nel documento, è stato attribuito a "insufficienza cardiaca acuta, in un paziente con una miocardiopatia dilatativa, insufficienza cardiaca congestizia cronica che ha generato un edema acuto del polmone". Si è infine appreso che lo studio realizzato per determinare le cause della morte sarà completato con analisi tossicologiche che nel giro di una settimana preciseranno se Maradona, prima di morire, ha ingerito farmaci, droghe o alcol.  

I tifosi del Napoli hanno acceso decine di lumini votivi nella piazzetta ai Quartieri Spagnoli davanti al murale di Maradona. Nella piazzetta c'è un piccolo bar con decine di foto e magliette di Maradona, davanti al quale I tifosi si raccolgono. Il bar ha acceso in proiettore su cui scorrono le immagini dei gol. Nella piazzetta, un donna al primo piano ha appeso allo stendipanni al balconcino una maglia del Boca Juniors con il numero 10, la prima maglia di Maradona.

Una foto di Maradona che esulta in maglia azzurra e la scritta "Per sempre" con un simbolo del cuore in azzurro. Così il Napoli reagisce su Twitter alla notizia. "Ciao Diego", conclude il club.

"È morto Diego Armando Maradona, il più immenso calciatore di tutti i tempi. Diego ha fatto sognare il nostro popolo, ha riscattato Napoli con la sua genialità. Nel 2017 era divenuto nostro cittadino onorario. Diego, napoletano e argentino, ci hai donato gioia e felicità! Napoli ti ama!". Così in un tweet il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

Non sa cosa dire Ottavio Bianchi: «Credetemi, vorrei ma non mi escono le parole. È una notizia devastante, gli ho voluto tantissimo bene». Fernando Signorini, l'amico e preparatore atletico: «Quando si allenava era una macchina perfetta, nato per giocare al calcio e per essere un talento inarrivabile». Corrado Ferlaino, il presidente che si autodefinì il carceriere di Diego. «Ha dato tantissimo alla città e tanto a me». Un mito da queste parti e per chi l'ha conosciuto, eroe degli stadi, Masaniello delle folle, inarrivabile e per questo eterno. Parli con i suoi compagni di squadra e incroci la gente per strada, sembra che nessuno riesca a parlare. Ma cosa si può dire? Napoli piange e basta.

Nelle ore precedenti all'apertura della camera ardente al pubblico, nella sala dove si trovano i resti di Diego Maradona sono entrati i famigliari (la ex moglie Claudia Villafañe e le figlie Dalma e Giannina) e numerosi calciatori ed amici storici del 'pibe de oro' (Carlos Tevez, Martin Palermo, i membri della nazionale argentina vittoriosa a Messico 1986, e Guillermo Coppola. Nella notte è stata nella sala dove dieci anni fa fu reso l'estremo omaggio all'ex presidente Nestor Kirchner anche l'ultima fidanzata di Maradona, Verónica Ojeda, con il figlio Dieguito Fernando. Secondo il quotidiano Clarin il corpo di Maradona non sarà visibile, per cui la bara sarà chiusa. La famiglia di Maradona non ha fatto richieste particolari per le modalità della cerimonia, si è infine appreso, indicando solo l'utilizzazione di una bandiera argentina vicino o sopra il feretro.

Secondo quanto riporta il corriere.it, l'amaro epilogo non ha sorpreso la famiglia di Maradona con lo psicologo del Pibe che nei giorni scorsi aveva avvertito: "Ha bisogno di aiuto da parte della sua famiglia". La famiglia del fuoriclasse argentino però era ormai lontana da tempo con i pessimi rapporti con le figlie Dalma e Giannina e con il figlio Diego jr con cui dopo anni difficili aveva riallacciato i rapporti in Italia ad apprendere la notizia della morte del padre dai media nostrani. L'ex moglie Claudia e le due figlie sono state però le prime ad arrivare nella villa di Tigre, appena l'avvocato di Diego, Matias Morla, ha confermato la notizia. Un arresto cardiorespiratorio intorno alle oer 12 argentine, le 16 italiane si è però portato via il più grande di tutti, a detta di molti, e ora la sua Argentina e la sua Napoli non possono far altro che piangere ricordando un campione senza tempo.

Maradona si trovava da giorni nella sua casa nel quartiere San Andres nella periferia di Buenos Aires dove stava seguendo la convalescenza dopo il delicato intervento al cervello ma purtroppo non ce l'ha fatta. Secondo le prime ricostruzioni dei media argentini l'ex fuoriclasse del Napoli si era svegliato bene, aveva anche fatto due passi in giardino ed aveva ricevuto la visita da parte dello psichiatra e dell'infermiera e tutto sembrava andare per il verso giusto.

Maradona, però, dopo queste attività mattutine è tornato nel letto e non si è più svegliato. El Clarin ha riportato il "testamento spirituale" di Diego che aveva parlato così al quotidiano argentino: "Sono stato molto felice, il calcio mi ha dato tutto, più di quello che ho immaginato. Senza la droga, avrei potuto giocare e vincere molto di più".

 

 

 

 

 

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