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Germania, le politiche dell'accoglienza sono un fallimento

Un'esplosione è avvenuta poco dopo le 22 di fronte a un ristorante ad Ansbach, in Germania, e il bilancio è di almeno un morto e nove feriti.

 

La Germania è stata ferita da chi ha accolto. Ad Ansbach, ieri sera, un ordigno rudimentale azionato da un immigrato siriano avrebbe potuto provocare una vera e propria strage alla rassegna musicale che in questi giorni ospita fino a 2.500 persone.

Così non è stato. L'esplosione segna, tuttavia, l'ennesimo attacco a un Paese che ha aperto le proprie porte agli immigrati in fuga dallo Stato islamico. Nell'ultima settimana se ne contano almeno tre. Abbastanza per capire che le politiche dell'accoglienza sono un fallimento.

L'ipotesi al momento più accreditata è che si sia trattato di un kamikaze con uno zaino pieno di esplosivo che ha tentato di raggiungere l'area dove si stava tenendo il concerto, ma che è morto prima di compiere una strage.Inizialmente i media tedeschi avevano parlato di una fuga di gas, ma il sindaco della cittadina, Carda Seidel,ha subito detto ai giornalisti che "è stato un ordigno". Si tratta dell'ennesima strage in Germania in meno di una settimana dopo l' assalto in un treno di Wurzuburg di lunedì scorso, l' attentanto a Monaco di venerdì e l' aggressione a colpi di machete a Reutlingen  avvenuto solo ieri pomeriggio.

Ancora da chiarire il movente dell'attacco, anche se non è escluso l'atto di terrorismo. "È terribile che qualcuno abbia abusato dell'opportunità di aver trovato rifugio qui", ha detto il ministro dell'Interno della Baviera, Joachim Herrmann, "Dobbiamo fare il possibile affinché una simile violenza nel nostro Paese, perpetrata da chi chiede asilo politico, non si diffonda ulteriormente".

Evitata la strage: il profugo, voleva infatti colpire un festival musicale a cui stavano assistendo oltre 2500 persone, subito evacuate. Si era avvicinato al luogo del concerto con uno zaino e per questo era stato bloccato dalle forze dell'ordine. Una circostanza che non lo ha fatto desistere dai suoi propositi: il profugo si è fatto esplodere davanti a un wine bar.

Al 27enne quale un anno fa era stato negato il diritto di asilo ed era noto alle forze dell'ordine per reati collegati alla droga. Almeno due volte in passato aveva tentato il suicidio ed era stato ricoverato in un ospedale psichiatrico. Non era stato rimpatriato solo per la difficile situazione in Siria, ma doveva essere espulso e sarebbe stato ricollocato in Bulgaria. Pare vivesse in un ostello per profughi perquisito dalla polizia - che non conferma il legame tra i controlli e la tentata strage -: "Indagini sono in corso sul sospetto, non possiamo essere più specifici al momento", si è limitato a dire un portavoce della polizia. Probabilmente l'uomo aveva saputo che sarebbe stato espulso.

Il numero di profughi sospettati di possibili legami con il terrorismo sono 410. La Bild, che cita i dati dalla Bka (la polizia federale criminale), sottolinea che si tratta di un significativo aumento rispetto ai 369 casi registrati a maggio. Di questi solo su 60 la polizia ha aperto un'indagine.

Il ministro dell'Interno bavarese, Joachim Herrmann, non esclude la possibilità che l' attaco ieri sera a Ansbach, che ha provocato dodici feriti, possa essere di ispirazione islamista. "È un ulteriore terribile attacco che aumenterà le preoccupazioni crescenti per la sicurezza dei nostri cittadini - ha detto - dobbiamo fare tutto il possibile per prevenire la diffusione della violenza nel nostro Paese provocata da persone che sono venute qui per chiedere l'asilo politico".

Per la Baviera si tratta del terzo attentato in una settimana. L'attentatore che ha azionato la bomba è un siriano 27enne che aveva fatto richiesta di asilo e aveva problemi psichiatrici. È morto nell'esplosione: voleva colpire un festival musicale, dove erano riunite oltre duemila persone, e ha tentato di entravi, ma è stato respinto perché non aveva il biglietto. Quindi, si è fatto saltare fuori da un bar. All'ordigno esplosivo, come spiega il vice commissario di polizia di Ansbach, Roman Fertinger, erano stati aggiunti frammenti di metallo, una tecnica usata solitamente dai jihadisti per aggravare le conseguenze dell'esplosione.

Il terrorista era arrivato in Germania due anni fa. L'anno scorso gli era stato respinto il diritto d'asilo. Aveva per due volte tentato di uccidersi ed era stato già ricoverato in un ospedale psichiatrico. Eppure si trovava ancora in Germania. "È terribile - ammette lo stesso Herrmann - che qualcuno che è venuto nel nostro Paese a cercare rifugio commetta un atto tanto atroce ferendo un numero così elevato di persone, alcune gravemente". Le autorità tedesche non lo avevano ancora espulso per "la difficile situazione in Siria". E così l'immigrato è stato libero di colpire. Pare che, quando ha deciso di farsi saltare in aria, avesse appena saputo che sarebbe stato espulso in Bulgaria. Un portavoce del ministero dell'Interno ha dovuto ammettere di "non essere in grado" di dire come mai l'espulsione non fosse stata già portata a termine.

 

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