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Scontro verbale tra Giuliano Ferrara e Marco Travaglio sull'assoluzione del Cav

Una tirata d'orecchi a Enrico Mentana che ha fatto subito il giro della rete dove lo scontro verbale tra Giuliano Ferrara e Marco Travaglio tiene banco da giorni. Sul Foglio di oggi l'Elefantino è tornato a scrivere della rissa con il vicedirettore del Fatto Quotidiano nello studio di "Bersaglio Mobile"

Un editoriale durissimo, quello firmato dall'Elefantino, che spara sulla "barcaccia" che affonda e sui "topi" anti Cav che scappano dalle proprie responsabilità. E conclude: "In compenso (si vedevano, ndr) culi, tette e testimonianze di pentite al processo finito in porno processo e farsa grottesca. Eravamo tutti giornalisti, mica male il giornalismo italiano

Come riferiscono le agenzie e visto il film con la rissa di loro due su you tube, e perche I molti "rosiconi" come scrive il Giornale stanno, affollando i talk show per sferrare un nuovo attacco al Cavaliere. Ma davanti a questo tipo di giornalismo Ferrara non ci sta. Nell'editoriale di oggi il direttore del Foglio si erge a "spazzino dell'informazione guardona".snocciola le domande che si fanno "i vili e i cretini" dopo la piena assoluzione del Cavaliere passando in rassegna le considerazioni di chi, come la direttrice dell'Huffington Lucia Annunziata, rosica per la sentenza o di chi, come Travaglio, finge che "a me del caso Ruby non frega poi così tanto, era chiaro che sarebbe andata a finire così, passiamo alla mafia". A questi soloni del giustizialimo, però, Ferrara vorrebbe che il Mentana della situazione facesse alcune domande. "Nella mia modestia di spazzino del giornalismo italiano ho anch'io un paio di domande cretine - scrive nell'editoriale - c'è stato un qualche rapporto tra la crisi di leadership e questa inchiesta che non si sarebbe mai dovuta fare, tutta gogna mediatica, intromissione guardona e niente prove, niente reati?". Una domanda che potrebbe benissimo essere rigirata in merito alle prime inchieste su Berlusconi e sul ribaltone politico del 1994.

"Ho partecipato a un talk show, su gentile richiesta di Chicco, scrive su Foglio Ferrara la sera dell'assoluzione di Berlusconi e queste domande non sono venute alle luce - spiega Ferrara - ho potuto solo accennarle tra grida da trivio, vanità da camerino per sociologhe di serie C (il riferimento è a Lorella Zanardo, ndr) e giornalisti garantisti che intitolano Piazza Pulita le loro trasmissioni di finti giuristi liberali (Corrado Formigli, ndr), e ho visto, mentre mi abbassavano l'audio e si prendevano un sonoro vaffanculo, la grande fuga dei topi mentre la loro barcaccia affondava: nessuno che attaccasse il verdetto e rivendicasse fino in fondo il proprio comportamento, nessuno che si scusasse per il malfatto, nessuno che si facesse domande politiche che in qualunque paese sarebbero state poste ai magistrati, alle loro associazioni, a gente di cultura giuridica e politica e non a un circolo di scemi del giornalismo chiacchierone (me compreso)"

"Essendo Mentana uno dei più abili e consumati giornalisti/conduttori, è da escludere che la sua idea di mettere a confronto Travaglio e Ferrara fosse 'ingenua' - ha scritto Michele Serra su Repubblica - e cioè ignorasse che i due si odiano e hanno scritto, l’uno sull’ altro, le più vivaci sconcezze; oppure si augurasse che una decennale e appassionata ostilità politica e umana potesse finalmente sciogliersi, in un’argomentata discussione"

Alessandro Sallusti direttore del Il Giornale scrive sul suo editoriale:

Un giorno, ne sono certo, ne sapremo di più su mandanti ed esecutori. Resta il danno, enorme, provocato all'uomo Berlusconi, alla sua famiglia e al Paese intero. Una maggioranza - è innegabile - si è sfaldata e un governo è caduto proprio sotto i colpi di questa inchiesta, colpi che oggi scopriamo essere stati a salve. Di quell'agguato siamo ancora qui oggi a leccarci malconci le ferite. Da allora si sono succeduti tre governi non eletti i cui operati hanno peggiorato non di poco la situazione economica di imprese e famiglie.
Nessuno, temo e prevedo, pagherà per tutto questo. Né professionalmente, né politicamente, tantomeno economicamente (i costi di questa sceneggiata voluta da Bruti Liberati e da Ilda Boccassini sono stati altissimi e sono sul groppone dei contribuenti). Così come non arriveranno le scuse dei direttori di La Repubblica e del Fatto Quotidiano, di Santoro e Floris (tanto per citare i più conosciuti), professori di giornalismo e maestri di verità che hanno guidato la più colossale macchina del fango messa in piedi contro un singolo uomo, che è riuscito a sopravvivere in questi anni solo in forza del suo coraggio e dei suoi mezzi.

 

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