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Venerdì, 03 Aprile 2020

Crescono i timori per il virus cinese

L ’Organizzazione mondiale della sanità dichiara che non si può ancora parlare di ‘emergenza globale’, ma intanto sono stati confermati in Francia i primi due casi, uno a Bordeaux e l’altro vicino a Parigi. “Probabilmente ne avremo altri”, ha detto il ministro della Sanità francese, Agnes Buzyn. 

Intanto, continua a contagiare anche fuori dai confini cinesi. È stato confermato un secondo caso negli Stati Uniti. Si tratta di una 60enne di Chicago, tornata il 13 gennaio da Wuhan. 

La donna è “in condizioni stabili”. A livello nazionale, oltre 2.000 viaggiatori di ritorno negli Usa sono stati sottoposti a screening negli aeroporti americani e 63 pazienti in 22 Stati sono sotto controllo; finora 11 sono risultati negativi al virus. Aumentano, nel frattempo, i contagi in Corea del Sud, Giappone e Singapore. L’ambasciata d’Italia a Pechino ha reso noto che non risultano al momento casi di coronavirus tra gli italiani a Wuhan. 

La Cina si ‘blinda’ contro il diffondersi del nuovo coronavirus 2019-nCoV, che nel Paese del Dragone ha raggiunto la soglia delle circa 900 persone contagiate e 26 morti, il più giovane un 36enne ricoverato all’inizio del mese dopo aver avuto la febbre per tre giorni. Segnalate le prime vittime fuori dalla provincia di Hubei, il cui capoluogo Wuhan è l’epicentro da cui è partito il focolaio. 

Mentre in città iniziano a mancare maschere e dispositivi medici, è stata avviata in tempi record la costruzione di un nuovo ospedale da mille posti letto dedicato alla cura della malattia. La struttura prefabbricata, il cui completamento è previsto per il 3 febbraio, è modellata sull’ospedale Xiaotangshan di Pechino, realizzato nel 2003 per l’emergenza Sars: i lavori, partiti da zero, erano durati appena sei giorni. E in tempi record potrebbe essere pronto per i primi test sull’uomo anche un vaccino: meno di tre mesi, rispetto ai 20 mesi che furono necessari per arrivare a un vaccino sperimentale per la Sars.

E Pechino è corsa ai ripari per cercare di arginare i flussi massicci di questi giorni in vista del capodanno cinese, che cade sabato 25, una delle festività tradizionali più sentite. Il governo ha ordinato a tutte le agenzie di viaggio e agli operatori del settore di sospendere le vendite di tour nazionali e internazionali. Inoltre, ha bloccato i trasporti di almeno 13 città della Cina centrale, dove vivono almeno 36 milioni di persone.

Chiuse numerosissime sale, in quello che di solito è uno dei periodi migliori per il botteghino, che l’anno scorso ha generato oltre 800 milioni di dollari in biglietti venduti.Il virus

La sezione Juyongguan della Grande Muraglia, quella più vicina a Pechino, le tombe dei Ming e la foresta della pagoda Yinshan Talin sono stati temporaneamente chiusi, come già avvenuto per la Città proibita. Anche Disneyland a Shanghai, una delle maggiori destinazioni turistiche, ha annunciato lo stop fino a data da destinarsi. Annullate migliaia di prenotazioni nei ristoranti, mentre McDonald’s ha annunciato la sospensione delle attività in cinque città della provincia di Hubei. 

Intanto Ivana Jelinic Presidente Nazionale della FIAVEST parlando con il Corriere Del Sud ci dichiara : “Anche a noi operatori è stato confermato il totale fermo dei viaggi verso la Cina, dalla Cina ed anche di spostamenti interni alla Cina. Coloro i quali avevano programmato un viaggio di piacere in Cina, possono chiedere alle agenzie un cambio di destinazione senza costi aggiuntivi. Tante le mete curiose dal Senegal al Perù, dal Nicaragua al Ruanda. Poi c’è la grande opportunità di vedere un’Italia diversa e sempre bella. No al fai da te, spesso non si pensa a stipulare una polizza sanitaria. Sul fronte dell’asse Cina – Italia, nel 2019 abbiamo avuto 3 milioni di turisti cinesi. Il mercato turistico cinese è in forte crescita sulla Sicilia ma anche Umbria, Marche, Puglia, Veneto e Trentino”.  
“Ora anche a noi operatori turistici è giunta la conferma ufficiale che tutti i viaggi da e per la Cina sono stati fermati ed anche gli spostamenti interni. Cosa possono fare quelle persone, quei turisti italiani che avevano programmato un viaggio di piacere, magari un viaggio di nozze o qualsiasi altro percorso turistico verso la Cina? Possono tutti loro, tranquillamente e semplicemente chiedere senza costi aggiuntivi, agli operatori turistici, alle agenzie di viaggio, un cambio di destinazione, non bisogna allarmarsi.  Per quanto riguarda destinazioni alternative, ci possono essere molti altri Paesi in questo momento attenzionati, anche mete diverse, di tendenza. Ad esempio tra le mete curiose, un poco fuori dal circuito di viaggi di massa possiamo segnalare il Senegal, il Nicaragua che sta venendo fuori bene grazie anche ad una certa stabilità politica degli ultimi tempi sta andando bene il Sud Africa o ancora l’emergente Ruanda, ma anche il Perù, il Cile, il Canada. Poi c’è sempre anche la nostra bella ed amata Italia con le zone interne dell’Appennino, borghi meravigliosi da scoprire e riscoprire ma anche quelle di costa che complice un clima non eccessivamente freddo, stanno offrendo colori e paesaggi fuori stagione davvero da non perdere.  Gli italiani invece che sono già in Cina per turismo devono attenersi alle indicazioni delle autorità”. Lo ha dichiarato Ivana Jelinic, Presidente Nazionale della FIAVET, la Federazione Italiana delle Agenzie di Viaggio e delle Imprese del Turismo.  

“Spesso accade che chi decide di non avvalersi di operatori turistici – ha proseguito Jelinic – non pensa a stipulare una polizza sanitaria con cattive sorprese soprattutto quando si va all’estero. In Cina, ad esempio non tutta la sanità è gratuita. Dunque sconsigliamo vivamente i viaggi fai da te ed inoltre è particolarmente conveniente affidarsi operatori turistici per tanti motivi come ad esempio la necessità di cambiare un volo all’ultimo momento”.

“I nostri dati ufficiali dicono che ben 3 milioni di turisti cinesi hanno visitato l’Italia nel 2019 – ha concluso Jelinic – e si tratta di un mercato in crescita.  E pur non essendoci voli diretti c’è la Sicilia che è meta sempre più frequentata dai turisti cinesi. La Sicilia è tra le mete turistiche più gettonate da molti turisti orientali. Da quando il presidente cinese Xi Jinping ha visitato Palermo, la Sicilia è stata inserita in molti itinerari turistici, per questo vi è una grande affluenza. I cinesi preferiscono le città d’arte e sono comunque in cima sempre Roma, Milano, Firenze, Venezia ma stanno scoprendo anche altro dell’Italia. Lo scorso semestre ha avuto un ottimo dato la Sicilia che sarà per il prossimo futuro una delle destinazioni di maggiore interesse sul mercato cinese e ci sono anche l’Umbria, le Marche, la Puglia, il Veneto e il Trentino che stanno iniziando ad attrarre sempre maggiori flussi”. Il Presidente è in stretto e costante contatto con le autorità cinesi ed italiane. Ivana Jelinic è su Roma, anche domani ci saranno riunioni importanti e dunque disponibile ad incontrare la stampa per fornire tutte le informazioni ritenute utili

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