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Mercoledì, 24 Febbraio 2021

Eletto il presidente provinciale CIA

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Antonino Cossentino, imprenditore agricolo viticoltore di Partinico, è il nuovo presidente della delegazione provinciale di Palermo della Confederazione Italiana Agricoltori. E’ stato eletto questa mattina a Villa Lampedusa, a Palermo, nel corso della sesta assemblea elettiva provinciale sul tema “Più agricoltura per nutrire il mondo: più reddito per gli agricoltori”. Per la prima volta, nella provincia di Palermo il presidente è stato scelto tra gli imprenditori agricoli associati e non più tra i funzionari della Confederazione come avveniva in passato. I due vicepresidenti eletti – anche loro imprenditori agricoli - sono Salvino Nasello, allevatore madonita di Gangi, e Giuseppe Di Leonardo, produttore di carciofi nel comprensorio di Cerda, mentre Antonio Terrasi è stato confermato nella carica di direttore provinciale. All’assemblea sono intervenuti il candidato unico alla presidenza nazionale della prossima assemblea elettiva del 28 febbraio a Roma, Dino Scanavino, la candidata unica alla presidenza regionale Sicilia, Rosa Giovanna Castagna, il direttore regionale Francesco Costanzo, Carmelo Travaglia, ex direttore della delegazione, e il deputato Pd dell’Assemblea regionale siciliana Davide Faraone.

Questa elezione segna quindi una svolta nella gestione della Confederazione. “Dall’orgoglio del proprio ruolo sociale ed economico – ha detto Cossentino - deve ripartire la forza dell’impresa agricola, messa a dura prova dalla crisi economica, dalle inefficienze e speculazioni sui mercati Il salto necessario è tradurre questa consapevolezza in opportunità di reddito. Vogliamo un’agricoltura che conservi la sua missione principale di produrre alimenti sicuri, un’agricoltura competitiva e capace di valorizzare la multifunzionalità. Un’agricoltura che produca reddito per gli agricoltori e le loro famiglie, che crei occupazione e offra prospettive alle nuove generazioni. Un’agricoltura comunque diversificata e legata al territorio”.

“L’agricoltura – ha aggiunto Scanavino, anch’egli imprenditore agricolo - è un settore strategico per lo sviluppo del nostro Paese. La crisi economica e finanziaria in Italia ha reso evidente l’esaurimento del modello di crescita basato sul binomio industrializzazione-spesa pubblica. Il valore dell’agricoltura non si misura solo come componente del pil. La presenza diffusa delle imprese sul territorio, l’indotto generato e il contributo alla salvaguardia dell’ambiente sono componenti essenziali per la crescita del Paese e della qualità della vita”.

 

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