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Lunedì, 25 Settembre 2017

Corea del Nord lancia missile intercontinentale verso il Giappone

"Tutte le nazioni devono dimostrare alla Corea del Nord che perseguire armi nucleari, come stanno facendo, ha delle conseguenze. I paesi che ospitano lavoratori nordcoreani, forniscono aiuti economici o militari alla Corea del Nord o non attuano pienamente le risoluzioni del Consiglio di sicurezza stanno aiutando e proteggendo un regime pericoloso", ha quindi affermato il segretario di stato.

Seul e Washington hanno confermato che quello lanciato ieri dalla Corea del Nord era un missile balistico intercontinentale. "Gli Stati Uniti condannano decisamente il lancio, da parte della Corea del Nord", ha dichiarato il segretario di stato Rex Tillerson, sottolineando che tale test "costituisce una nuova escalation della minaccia nei confronti degli Stati Uniti, dei nostri alleati e partner, della regione e del mondo". Ed ha aggiunto che serve "una azione globale per fermare una minaccia globale", anticipando una discussione degli ultimi sviluppi al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite..

Intanto si apprende che Stati Uniti e Corea del Sud hanno lanciato missili nel Mar orientale, in risposta al test di Pyongyang, come hanno reso noto gli stati maggiori riuniti citati dall'agenzia Yonhap.

La Corea del Nord ha fatto sapere che il nuovo modello di missile testato martedì può caricare una testata nucleare di grandi dimensioni. La rivendicazione è stata riportata dall’agenzia di stampa nord-coreana Korean Central News Agency, che ha affermato che il Paese non intende entrare in negoziati con gli Stati Uniti fino a quando Washington non metterà fine all’atteggiamento ostile nei confronti di Pyongyang. Secondo il regime, il missile è anche in grado di rientrare intatto nell’atmosfera. L’effetto provocato dal lancio è stato salutato con soddisfazione dal leader nord-coreano, Kim Jong-un. "Con un largo sorriso sul volto", scrive l’agenzia nord-coreana, Kim "ha detto a funzionari, scienziati e tecnici che gli Stati Uniti saranno contrariati dal 'pacco regalo' per il Giorno dell’Indipendenza".

E' un'altra pesante violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e costituisce una pericolosa escalation della situazione": e' la "ferma condanna" del segretario generale dell'Onu Antonio Guterres. "La leadership di Pyongyang deve evitare altre azioni provocatorie e rispettare i propri obblighi internazionali", ha avvertito, sottolineando l'importanza che "la comunità internazionale sia unita per affrontare questa sfida".

Gli Usa, che ritengono si tratti di un probabile missile balistico intercontinentale a due stadi e cioè a lunga gittata, hanno chiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu.

Il premier giapponese Shinzo Abe ha dichiarato che "il lancio odierno del missile mostra chiaramente come la minaccia di Pyongyang diventi sempre più pericolosa".  Il comando centrale della difesa a Seul ha reso noto che il missile ha volato per 930 chilometri dalla base di Banghyun, nella provincia a nord di Pyongyang, e che ulteriori dettagli, come altitudine e velocità, sono in fase di verifica. Il portavoce del comando sudcoreano ha detto che l'esercito rimane in stato di allerta per far fronte a ulteriori provocazioni della Corea del Nord. L'ultima prova segue il lancio di molteplici missili superficie-aria avvenuta dalla base orientale di Wonsan il mese scorso. In tale occasione la distanza coperta dai missili era stata di 200 chilometri, a dimostrazione delle capacità di colpire unità navali.

Frustrato poi dall'apparente riluttanza di Pechino ad intervenire sulla Corea del Nord, Trump in una telefonata avuta ieri con il presidente cinese Xi Jimping, ha chiarito che gli Usa sono pronti ad agire da soli per fare pressioni contro il programma nucleare militare di Pyongyang. 

Per il vice ministro degli esteri russo Serghei Ryabkov l''ultimo test missilistico della Corea del Nord suscita "preoccupazione" e fornisce "nuovi argomenti a chi cerca pretesti per una nuova escalation delle tensioni". "Ci pare ovvio che non ci sono alternative a una soluzione diplomatica, un piano a tappe, se non vogliamo scivolare verso una situazione incontrollabile e potenzialmente catastrofica", ha aggiunto.

Mosca e Pechino rilanciano "l'iniziativa congiunta" sul 'doppio congelamento' - l'attività missilistica nucleare della Corea del Nord e le esercitazioni massicce degli Stati Uniti e della repubblica Coreana - e chiedono a tutte le nazioni coinvolte di mostrare "moderazione e rinunciare alle provocazioni e alla retorica bellica".

Intanto "C'è stato un malinteso", ha detto oggi il cancelliere austriaco Christian Kern, "Non stiamo dispiegando blindati al Brennero e posso sottolineare ancora una volta che la cooperazione con l'Italia è veramente buona. In questo momento non ci sono indicazioni secondo cui le autorità italiane non hanno il controllo della situazione al confine".

Cosi l'esercito austriaco fa dietrofront: Vienna non schiererà più - come aveva minacciato ieri - i carri armati al Brennero per evitare che i migranti attraversino il confine dall'Italia verso l'Austria.

Da Palazzo Chigi arriva la soddisfazione per la decisione di Vienna. "La collaborazione tra le forze di polizia produce ottimi frutti e si basa sul rispetto da entrambe le parti delle regole europee, senza alcun bisogno di truppe o mezzi militari da schierare alla frontiera", spiegano alcune fonti, aggiungendo che questa mattina il premier italiano, Paolo Gentiloni, aveva sentito al telefono Kern.

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