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Giovedì, 14 Dicembre 2017

Mostra fotografica del Arkadia organizzata dalla Ambasciata Greca

Arcadia Regione storica della Grecia meridionale. Unificata nel 7° sec. a.C., nel 5° sec. era nell’orbita di Sparta. Dopo la battaglia di Leuttra (371 a.C.), in cui i tebani posero fine all’egemonia spartana, si costituì una Lega arcadica, che tuttavia ebbe breve durata. Nel 276 l’A. cadde sotto l’egemonia macedone e, dopo la metà del secolo, passò in massima parte nella Lega achea.

Io provengo dalla regione di Peloponesso e specialmente dalla citta di Vitina e non poteva lasciarmi indiferente la mostra fotografica di Niko Mourkogianni che sara inaugurata mercoledi 28 giugno a piazza firenze a Roma 

«Et in Arcadia ego». Ancora oggi l’iscrizione riportata in alcuni famosi dipinti del XVII secolo, di cui il più famoso è quello del Guercino, è ancora oscura, misteriosa. Perché manca il verbo? Cosa farò “io” in Arcadia? Chi è “io”? Ma soprattutto: chi sta parlando? E perché proprio in Arcadia? Antonio Mancinelli Scrittore, caporedattore di Marie Claire scrive per Niko Mourkogianni e la sua mostra :  Questa regione dell’Antica Grecia, che occupava le alture al centro del Peloponneso, è divenuta nella cultura europea un simbolo, un’allegoria, un emblema di un luogo idealizzato dove regnano armonia, pace, comunione tra uomo e natura. L’artista fotografo Nikos Mourkogiannis si reca fisicamente in Arcadia e crea immagini che sono un inno a una semplicità di linguaggio come forma ipercontemporanea di pacifica contestazione a un sistema di segni - quello occidentale - che oggi conosce solo la dimensione dell’eccesso visivo. La semplicità dei suoi paesaggi, dei suoi ritratti e dei suoi still-life non è un nostalgico ritorno a una visione pastorale dell’esistenza, ma il superamento della complessità per approdare a una pulizia semantica e visibile di emozioni e visioni. Quella di Mourkogiannis è un’inquieta ricerca di una sintesi che vada oltre il diluvio di immagini – spesso inutili – da cui siamo inondati ogni giorno, per trovare il nucleo, il cuore, l’essenza di ciò che una foto può raccontare e raccontarci. La sua Arcadia geografica torna così a essere un’Arcadia mentale dove vige un’ecologia dei sentimenti. E quindi, sia un piatto con della frutta, sia il ritratto di una donna anziana, sia la foto di un albero, i suoi soggetti si trasformano in manifesti politici, nel senso etimologico della parola “politica”. Ci sono fotografi che ci aprono una finestra sul mondo e fotografi che ci mostrano se stessi riflessi come in uno specchio, In questo caso, l’immagine

finestra è segno di un’apertura all’interno di noi stessi, riflette la nostra interiorità mentre sembra ritrarre l’esistente. Non c’è compiacimento sterile di un passato onirico, ma la dichiarazione programmatica che “qui” e “ora” una terra dove tutto è nato – le leggi, la poesia, la religione, la filosofia – può essere un esempio di comportamento giusto e positivo. Così Nikos Mourkogiannis forse risolve il segreto che avvolge l’espressione «Et in Arcadia ego». L’Arcadia riguarda tutti, a cominciare da te che osservi queste immagini, a te che indichi te stesso come “io”. Dovresti regalarti un biglietto di sola andata per quel posto che chiami coscienza, etica, morale. E un semplice – mai semplicistico – concetto di bellezza. Quella è la tua, la nostra Arcadia. 

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