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Giovedì, 15 Aprile 2021

Quando il coraggio prevale sulla paura. Studenti crotonesi riflettono sul film "La Masseria delle Allodole" proiettato alla biblioteca Frassati

Crotone - 

Il coraggio e la paura sono due sentimenti entrambi molto forti che a seconda dell'individuo, l'uno prevale sull'altro: quando il coraggio prevale sulla paura, l 'uomo vince; invece quando a prevalere è la paura, l'uomo si blocca e perde la sua sfida con la vita e con se stesso. È tipico della società di oggi lasciarsi sopraffare e non andare avanti senza affrontare l'ignoto, la nostra paura più grande; ma colei che è riuscita a combattere e a vincere le paure dell'ignoto è stata "la donna" che durante il XX secolo fu maltrattata, perseguitata e uccisa dalla "sanguinaria" Turchia e dalla "belva"nazista. Anche se costretta a duri lavori è stata sempre ottimista e forte senza mai arrendersi, andando sempre avanti, ma soprattutto coraggiosa, sopportando anche la dura prova della vita, di vedere i propri cari torturati e poi uccisi. La donna ha sempre dimostrato sin dall'antichità la sua forza di volontà, la sua tenacia, la sua determinazione nell'affrontare i drammi della vita, come Madre Teresa di Calcutta che visse in prima persona il dolore e la sofferenza delle persone ormai rassegnate al loro destino; oppure Eleanor Roosevelt che combatté per i diritti umani. Il coraggio, però, non si rivede solamente nelle persone importanti, ma anche e soprattutto nelle mamme che ci hanno dato la vita, ci hanno dato l'indispensabile per la nostra felicità e in alcuni momenti ci dicono sempre "Sii forte e coraggioso e non farti sopraffare dagli avvenimenti negativi: nella vita bisogna affrontare le situazioni con coraggio e determinazione". Dovremmo prendere esempio da queste donne forti e tenaci: sono loro che fanno la storia, anzi, sono loro la storia, scritta dalla loro tenacia e dal loro spirito coraggioso.

 

Giuseppe Spinosa

I.C.Vittorio Alfieri III f


"La lezione più importante che la storia ci insegna è che l'uomo non impara molto dalle lezioni di storia."

Un'amara affermazione, specie se si considera che a scriverla è stato Aldous

Huxley, un famoso scrittore di...fantascienza.

Ma di fantascientifico sembra esserci ben poco o nulla.

'

Tranne il fatto che la stessa storia assomiglia a un romanzo surreale in cui l'uomo è il protagonista e la trama va avanti da migliaia di anni.                                ·

Alcuni capitoli sono andati persi, altri dimenticati, altri ancora troppo crudeli per essere letti.

Il genocidio armeno è uno di questi.

È il 1915. In tutta Europa imperversa la Grande Guerra e nessuno sa quanto durerà, ma soprattutto se riuscirà a vivere abbastanza da vedere con i propri occhi la sua fine.

Nel frattempo, nel cuore dell'Impero Ottomano, è appena iniziata una guerra silenziosa ancora più cruenta della Grande Guerra, contro un popolo giudicato inferiore, diverso.

Un impero potente ma che si stava sgretolando, un gigante d’l’argilla colpito per troppo tempo dai raggi del sole.

Un'unica colpa agli occhi dei turchi: gli armeni alleati del "grande. nemico", la Russia. Un'unica soluzione: lo sterminio.

Milioni di vite spezzate, migliaia di donne in marcia verso il deserto turco a morire per la fame e per la sete, sorti orribili ma inutili, o almeno fino a quando i turchi smetteranno di negare la realtà dei fatti.

"I turchi hanno sterminato tutti gli armeni e tutti sono stati zitti." disse Hitler per giustificare il genocidio ebreo.

 E ancora oggi il finale di questa storia non è stato scritto, di sicuro però questa volta non sarà un'arma o una bomba a fare la differenza ma…una penna.

 

Davide Pirillo

 I.C.Vittorio Alfieri III f



''si suol dire che l’ uomo coraggioso non ha paura. E falso! Essere

 

coraggioso signifìca saper dominare la paura e dove non c'è paura non c'è coraggio". Nei tempi recenti l'uguaglianza fra i sessi non è ancora ovvia, l'uomo viene definito "più forte"; per questo,ancora, la donna è considerata inferiore, in alcuni paesi è sottomessa, maltrattata, privata dei suoi diritti, e cosa più grave, della sua identità. Ma per i soldati tedeschi e turchi,davanti alla canna di una pistola diventavano tutti uguali, donne, uomini, bambini, anziani, non c'era distinzione, erano considerati inferiori,ed è così che venivano trattati, come bestie condotte da un intensa agonia al macello. La soluzione più ovvia e sbagliata è quella di dimenticare questi avvenimenti terribili e oltraggiosi come ad esempio il genocidio ebreo o quello armeno ...azioni compiute da uomini senza pietà e scrupoli, guidati dall' odio e dalla superbia che non sono nemmeno stati puniti dalla legge, negando la realtà e il loro modo di agire così subdolo ed egocentrico. Bisogna ricordare questi eventi perché così facendo potremmo creare un mondo senza odio, senzaguerre, senza sofferenze, dove i popoli si uniscono. Io sono convinta che un giorno le cose nel mondo cambieranno, forse ci sarà meno odio e meno sofferenza, forse con più impegno e meno sdegno riusciremo a raggiungere la meta.

 

Francesca Marllo

I.C. Vittorio Alfieri III f


Sabbia e terra

 

 

Sabbia e terra tra i piedi scalzi soltanto dolore

fra i cuori infranti.

 

 

 

Nel muto deserto una colonna avanza donne stanche

senza speranza.

 

 

Sopravvissuti all'orrore, ad una sorte atroce

con la paura dentro

 

 

di non aver più voce.

 

 

Per intonare un canto

 

 

e sopportare il cammino

 

 

verso un'unica meta

 

 

 

il cui nome è... destino


 

 

Erica Rende e Davide R. Pirillo

I.C. Vittorio Alfieri III F

 

 

- " Vuole denunciare qualcuno in particolare? 

-Il primo sono io, perché ho ucciso l'amore della mia vita." 

 

 

 

Questa è l'ultima frase del film, una frase con mille significati. Il soldato ha avuto un coraggio enorme, denunciandosi da solo. Il film , "La Masseria 

delle Allodole", mi ha trasmesso molte emozioni, commuovendo, non solo me, ma tutte le persone che l'hanno guardato. 

Forse non bisognerebbe cercare di rinchiudere tragedie così grandi, come il 

massacro degli Armeni, in un film, in una storia; si rischia sempre di dire 

troppo o troppo poco. Ti consente, anche, di conoscere realtà drammatiche non a tutti note.

Questo film, o romanzo, diventò una storia di speranza, di forza, coraggio

e di voglia di combattere: ''Per tutta la strada infame Shushanig rigirerà in bocca queste parole, e ne trarrà conforto. Non può vincere il male, se

il bene esiste: neghiamo questo presente, neghiamo che esista e tornerà la

voce di Sempad, in quella infinita di Dio."

Non potremmo mai capire il dolore che hanno provato tutte quelle donne, guardando con i loro occhi i propri figli e mariti uccisi e non poter far

niente.

Secondo me una cosa del genere è ingiusta.

Persone che sono morte senza un valido motivo e notare negli occhi dei

soldati l'indifferenza e la freddezza.... e soprattutto nelle donne un grande coraggio, nonostante ciò che era successo, di proseguire col dolore che rimarrà per sempre nel loro cuore.

"Essere donna è così affascinante. E' un'avventura che richiede un tale

coraggio, una sfida che non finisce mai."

Danila Bonfanti

 

I.C.Vittorio Alfieri III B


 

 

Spesso la parola "GENOCIDIO" viene associata alla razza ebrea, però nel corso della storia ci sono stati altri avvenimenti di sterminio.

Ancora oggi non sono riconosciuti da tutte le persone e alcuni popoli cercano di nascondere la verità.

Uno di questi è lo sterminio degli armeni avvenuto durante la

 

prima guerra mondiale;solo adesso se ne conosce l'esistenza grazie al libro e al film "LA MASSERIA DELLE ALLODOLE".

La figura femminile riveste un ruolo molto importante, infatti le

 

donne continuano ad andare avanti superando la fame e la stanchezza.

Alla fine la protagonista dona la propria vita per salvare i bambini,

 

ciò ci fa capire che le donne sono disposte a sacrificare se stesse per dare ai ragazzi un domani.

Fin dalla nascita, ogni individuo possiede alcuni diritti umani, tra

 

cui il diritto alla conservazione della vita, che non può essere calpestato né tanto meno violato.

Però l'uomo non impara mai dai i propri errori, ripetendoli ancora oggi, ai propri simili.

Questo film mi ha fatto riflettere, e ho capito che bisogna sempre

 

lottare e sperare in un domani migliore, perché la speranza è

 

l'ultima a morire.

 

 

Martina Caccavaro

 

 

I.C.Vittorio Alfieri classe III B


 

 

 

 

Se     si pensa alla parola coraggio, la prima cosa che ci viene in mente è una figura maschile; un uomo coraggioso che affronta pericoli. Anche nella storia i coraggiosi erano molto spesso uomini. E le donne? Si parla molto poco del coraggio delle donne in ambito storico.

Nel film "La Masseria delle Allodole" ci sono molti temi. Tra cui: la guerra, l'amore, ma soprattutto….il coraggio delle donne. Questo film mi ha molto commossa nel vedere alcune azioni compiute dalle protagoniste. Queste donne costrette a tutto; ma in questo "tutto" prevaleva sempre sulle altre emozioni e sentimenti…il coraggio. Il coraggio, una parola così piccola, ma piena di significato. Spesso si suol dire che l'uomo coraggioso non ha paura. Purtroppo non è così.

 

Essere coraggiosi significa dominare la paura e dove non c’è paura, non c’è coraggio.

 

Chiara Zingrone

III B I.C. Vittorio Alfieri

 


 

 

Nel periodo tra il 1914-18 si scatenò la persecuzione da parte del popolo turco nei confronti del popolo armeno. Questo argomento è ampiamente trattato nel film "La Masseria delle Allodole". Turchia 1915, in una cittadina vive la benestante famiglia armena degli Avakian. Nel giorno in cui vengono colpiti dal lutto per la morte del patriarca anche il generale Arkan, capo della guarnigione turca è presente alle esequie. E’ il segno di un rapporto, se non di amicizia di reciproco rispetto tra le due comunità. Ma i giovani turchi hanno già pronto un piano per creare la Grande Turchia in cui non ci sarà posto per i ricchi e "traditori" Armeni. Decidono di sterminare tutti gli uomini perché credono che possono essere gli unici capaci di portare avanti una rivolta, secondo loro rappresentano la forza della comunità armena e pensano che senza di loro non si possa andare avanti sottovalutando per l'ennesima volta la capacità e la forza delle donne. Il passo successivo è quello di portare tutte le donne nel deserto vicino Aleppo per sterminarle. A questo punto si percepisce l'argomento principale di questo film cioè il coraggio delle donne rappresentato dal gesto della giovane protagonista che farà di tutto per salvare la vita delle più piccole. Questo film ci ha insegnato che l'uomo non impara mai dai suoi errori, perché questo non è l'unico sterminio della storia, infatti successivamente ci sarà lo sterminio degli ebrei da parte dei tedeschi. Ci insegna anche che si pensa, tutt'oggi, che la forza portante della società sia l'uomo e che senza di lui non si possa andare avanti, però, secondo noi, non è così perché la donna ha le stesse capacità dell'uomo. Speriamo che l'uomo abbia imparato dai suoi errori e che non avvengano più stermini di massa come quelli già accaduti.

 

Elio Astorelli

 Joas Sorrentino

 I.C. Vittorio Alfieri III B


Sono passati 94 anni da quella tragedia; in quel periodo noi non esistevamo ancora, ma grazie alle varie fonti siamo riusciti a scoprire cose veramente orribili. Il tema del film che abbiamo visto e che emerge è "la guerra Turca-Armena". In queste immagini vediamo lo sfruttamento delle donne armene, del sangue versato di questa povera gente e di un amore proibito. Quando l'abbiamo visto siamo rimasti colpiti per le sue scene forti ma sopratutto ci ha fatto riflettere su quanto odio c'è nel mondo. Purtroppo ancora l'amore e la pace non regna sulla terra infatti alcuni anni dopo in Europa ci fu lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti e negli anni successivi in molte altre parti del mondo molte persone sono state uccise a causa di governi che volevano imporre la propria supremazia (Argentina, Spagna...). Oggi in molti paesi africani tante persone sono oppresse e fuggono dalla violenza e si rifugiano nei campi profughi e da lì con i cosi detti viaggi della speranza cercando di raggiungere i paesi più ricchi. Purtroppo finché non ci sarà rispetto per i diritti delle

 

persone non ci sarà giustizia e dove non c'è giustizia

non ci può essere pace.

 

I.C. Vittorio Alfieri



Camminiamo senza una meta, per il nulla o forse per il deserto. Attraversiamo paesaggi e paesi che non ci rivolgono lo sguardo. I nostri uomini sono stati uccisi, dobbiamo contare su noi stesse. Abbiamo coraggio, ma dobbiamo resistere. Siamo armeni, cosa c’è di male? I turchi ci vogliono togliere dalla loro terra, ma non abbiamo fatto nulla di sbagliato. Questo amore non può andare avanti, io sono un’armena, lui un turco, non può funzionare. Loro ci uccidono, senza pietà. Mi avevano offerto di andare con una famiglia ricca per aiutarli in casa, ma non potevo lasciarli da soli, i bambini, non sarebbero sopravvissuti, ho rifiutato, e di nuovo a camminare. Il caldo mi fa sudare, e i bambini hanno fame. Un giorno sono riuscita a recuperare un tozzo di pane, un semplice tozzo di pane, solo per i bambini, chi tira da una parte chi dall’altra, e il pane d’un tratto non c’è più, ne vogliono altro ma è finito, al contrario il prezzo che ho dovuto pagare è stato alto, ormai ho perso tutto. Una mia amica era incinta, ha partorito, ma il bambino era maschio, i turchi l’ hanno obbligata ad ucciderlo, ho visto il dolore di una madre che vede morire il proprio figlio tra le sue braccia, come si può arrivare a ciò, come si può non dare valore alla vita. Camminiamo senza fermarci, se lo facciamo ci uccidono, come è successo ad alcune di noi. Siamo state private dei nostri diritti. Un vecchio signore che abbiamo sempre accolto nella nostra casa ci ha tradite, ha svelato ai turchi dove eravamo rifugiate, ma adesso si sente in colpa, e vuole aiutarci. Ecco arriva la sera e vedo un carro con il vecchio mendicante. Sveglio i bambini e li porto al carro, ma devo sbrigarmi, perché i turchi arrivano, riesco in tempo a montare loro sul carro, quando un turco mi vede. Io canto per coprire il rumore dei bambini che scappano e loro mi dicono di smettere. Mi legano, dicono di volermi uccidere come le altre, poiché ho tentato di scappare, poi il soldato turco del quale sono innamorata anche lui sofferente per il mio destino, sguaina la spada, e d’un tratto sono morta. Sono felice per aver aiutato i bambini, ma loro, i turchi ancora smentiscono ciò che è stato,le atrocità e il genocidio che hanno commesso, però il mio innamorato si è pentito, ma non serve più a nulla, poiché tutto è finito. Sono una donna armena e sono morta per la libertà dei miei familiari, perché possano vivere ancora.

 

Davide Principe

III E, Anna Frank




Sono coraggiose le donne

Sono coraggiose e forti

A volte scelgono la solitudine

Crescono figli senza marito

Rinunciano a falsi amori

Anche se a volte sono omertose

Hanno il coraggio di non osare,

di non chiedere, di non supplicare

i loro padri ad essere presenti

e mantenere i propri figli.

Donne, più forte del dolore,

più forti della guerra,

più forti della morte.

Solo semplici donne

con tanta dignità.


Alessandro Pantisano

III E, Anna Frank




Donne cresciute con sogni,

sogni distrutti dalla realtà.

Dentro vittime,

fuori guerriere

Andare avanti affrontando la stanchezza,

andare avanti affrontando la sofferenza,

andare avanti dando speranza.

Una vita fatta di paura,

paura costante che ti distrugge

e ti dà forza ogni singolo giorno

Disposte a tutto,

mettere da parte la dignità

per salvare le proprie famiglie.

Ed ora che tutto è finito

La storia passa,

ma le ferite restano

e nessuno potrà cancellarle …


Martina Ferrucci

III E, Anna Frank

Genocidio,termine atroce,azioni atroci,sterminio di masse,di uomini,donne,gli "ARMENI"."La Masseria delle Allodole"rappresenta una testimonianza importante del popolo armeno e di tutto quello che hanno sofferto.La Masseria nel film ha diversi significati:è sinonimo di ricchezza armena,ma è anche un rifugio che purtroppo è stato vano. Il film si conclude con il sacrificio di Monique che si fa decapitare e poi bruciare per salvare i bambini che stavano scappando.Ciò ci fa capire che una donna,pur di salvare un proprio figlio,genitore...ecc,è disposta a tutto,anche ad essere uccisa.Il fulcro del film è la figura della donna,descritta forte e coraggiosa,orgogliosa e soprattutto con grande dignità. Vari sono stati i momenti in cui le donne hanno dato testimonianza del loro valore,soprattutto quando si stavano incamminando nel deserto,per la propria "indipendenza":le sono stati uccisi i figli,i mariti ed i parenti.Durante questo progetto di sterminio,gli uomini ed i bambini uccisi per indebolire il popolo armeno,mentre le donne venivano portate nel deserto per poi morire di fame,di sete e di freddo.Il film si conclude con una farsa,infatti,il processo di condanna per l'uccisione del popolo armeno non è stato riconosciuto.Già da tempo,la figura della donna, veniva ritenuta inutile. Ancora oggi ,purtroppo,le donne vengono considerate inferiori all'uomo e quindi come una figura meno importante e più debole.   

Federica Lucanto

III E, Anna Frank

La Masseria delle Allodole è un film fondato sul coraggio delle donne. Durante la prima guerra mondiale (1915) si è verificato un vero e proprio genocidio di massa. Questo genocidio riguardava la popolazione armena, che viveva in Turchia. Gli armeni venivano perseguitati; uomini e bambini uccisi, mentre le donne e le bambine venivano portate via perché considerate più deboli. Le donne venivano in un certo senso torturate e rese schiave, da quelli che le ospitavano nel loro Paese. Proprio per questo i Turchi non sopportavano che nel loro Paese vivesse la popolazione Armena; affermavano che in Turchia dovesse vivere soltanto la popolazione turca. Da qui nasce l’odio per gli armeni. Una volta uccisi gli uomini, le donne venivano trasferite in villaggi molto piccoli, per poi essere anche loro trucidate e bruciate vive. Nel film si percepiscono alcuni sentimenti e alcune sensazioni importanti: la dignità a soffrire e a morire, la forza e il coraggio di ogni singola donna. Il coraggio è l’ingrediente principale su cui è fondato l’intero film. Nel genocidio degli armeni, le donne hanno avuto la capacità di sopportare a lungo le torture che facevano loro i Turchi. Questo non è successo solo durante la prima guerra mondiale, ma in molte altre occasioni. Il genere femminile, rispetto a quello maschile, viene a volte sottovalutato; le donne possiedono quella forza e quel coraggio che nessun altro essere umano può avere. Basti pensare alla forza di mettere al mondo dei figli; a tutti i sacrifici che quotidianamente fanno; all’istinto materno; alla comprensione dei figli nei momenti difficili. Ognuno di noi ha bisogno di avere una figura femminile al proprio fianco, che lo sostenga e che lo indirizzi a fare le giuste scelte nella vita. Nella Masseria delle Allodole le donne ricoprono un ruolo importantissimo. Con il loro coraggio, incoraggiano le altre donne ad essere forti e ad andare avanti. In questo modo si danno forza le une con le altre. Sono stati uccisi tantissimi armeni in quel periodo. I pochi sopravvissuti (specialmente donne) possono ritenersi fortunati, perché con un pizzico di coraggio si possono raggiungere obiettivi nella vita che sembrano impossibili da realizzare.

Gaia Bari

III E, Anna Frank

           

Salve, mi chiamo Nubar e sono un armeno sopravvissuto al genocidio della mia razza e voglio raccontare la mia esperienza.E’ iniziato tutto quando è morto mio nonno, e ho scoperto che tra alcune settimane verrà in Turchia mio zio che vive in Italia.Provavo uno strano sentimento infatti ero triste per la morte di mio nonno ma, felice per mio zio… Erano passati alcuni giorni dal funerale di mio nonno e siamo andati a sistemare la casa dove starà mio zio: “La masseria delle allodole”.Lì abbiamo organizzato una festa. Durante questa festa mia sorella Monique era molto strana non ballava e spesso si guardava intorno come per assicurarsi che non ci fosse qualcuno, poi ad un certo punto non l’ho più vista. Dopo un po’ l’ho rivista ma, era triste. Dopo qualche giorno è arrivato il medico di famiglia e a detto a mia madre che stavano per arrivare dei soldati turchi i quali volevano che i membri maschi adulti della famiglia dovevano andare in questura. Allora mio padre e un amico di famiglia sono andati alla “Masseria delle allodole” a nascondersi e dopo pochi giorni li abbiamo raggiunti anche noi assieme a molte altre persone armene per rifugiarci dai turchi. In quel momento ero spaventato che i soldati ci avrebbero trovato ma, ero anche speranzoso che se ci avessero trovato non ci avrebbero fatto niente. Dopo qualche ora però arrivarono anche i soldati che fecero strage di tutti i maschi armeni a parte me: Moniquemi ha travestito da femmina… I soldati ci hanno fatto camminare per giorni verso il deserto. Ero stanco, molto stanco, inoltre non mangiavo da parecchio, però non mi potevo fermare altrimenti i soldati mi avrebbero ucciso. Durante questo tragitto sono morte molte signore che conoscevo alcune molto anziane… Nonostante i soldati ci hanno fatto camminare per molti giorni ci hanno dato veramente poco da mangiare. Ormai mangiavo qualsiasi cosa era commestibile, soprattutto insetti e lucertole. Dopo giorni di cammino siamo arrivati in una piccola città, dove ci hanno fatto riposare a lungo, durante il viaggio vedevo spesso alcune donne che andavano nelle tende dei soldati e dopo molte ore ne uscivano con del cibo. Quando eravamo nella città vidi anche Monique che era entrata in una tenda ma, poi mi addormentai. Al mattino lei era fuori dalla tenda con un po’ di pane che diede a me e alle altre bambine che erano mie amiche. Secondo me nella tenda le donne giocavano insieme ai soldati e se vincevano, ricevevano in premio il cibo. Dopo alcuni giorni che eravamo nella città fui svegliato nel cuore della notte da Monique che ci disse di seguirla: ci stava portando via, ma mentre ci stava facendo salire su un carretto mi è caduta la mela che mi aveva dato Monique ed io sono andato a prenderla, allora Monique dovette venire a recuperarmi per salvarmi, le guardie, la videro e la uccisero. Mi porterò per tutta la vita questo rimorso. Da ammirare è il coraggio di questa donnache si è sempre sacrificata per noi, infatti ci ha sempre dato da mangiare privandosene, ci ha sempre aiutato quando ne avevamo bisogno e ci ha sempre difeso fino a rimetterci la vita.


Mattia La Greca

III E, Anna Frank


Nel film che abbiamo visto, “La masseria delle allodole”, ci troviamo nel periodo storico in cui i turchi volevano eliminare gli armeni poiché avevano paura che potessero impossessarsi del loro territorio. Le donne in tutta questa situazione hanno un ruolo importantissimo.Prima di quel momento c’era sempre stato il capofamiglia, uomo, ad occuparsi di tutto, ma quando i turchi uccidevano ogni singolo uomo che incontravano, giovano, bambino, anziano, le donne dovevano prendere in mano la situazione e cercare di salvare quel che rimaneva della propria famiglia. Portate lontano dalla città, dopo aver camminato per giorni, tutte le donne stavano male e, se si fossero riposate anche solo per un minuto, sarebbero state uccise.Non avevano scelta, non avevano alternativa, dovevano solo seguire chi in realtà avrebbe dovuto proteggerle. Arrivate in un paese molto stanche, tutte dovevano riposare per terra, al freddo, all’aperto, senza cibo. Se solo desideravano un po’ di pane dovevano passare la notte con i soldati turchi, perdere la loro dignità e per non morire di fame facevano anche questo.Affrontare la morte e vederla con i propri occhi ogni singolo giorno solo perché non camminavano abbastanza velocemente o perché cantavano una canzone per rassicurarsi.Le donne hanno affrontato tutto questo, non solo nel film, hanno affrontato persone che sin dal primo momento volevano solo approfittare di loro, molte si sono salvate, sono uscite vive da situazioni tremende. Hanno lottato solo con le loro forze per sfamare bambini, confortare genitori e prendersi cura di loro quando dagli uomini venivano trattati come oggetti.

Roberta Vrenna

III E, Anna Frank

La Masseria delle Allodole è un film che si concentra principalmente su due tematiche importanti: il genocidio degli Armeni e il coraggio delle donne.Le donne hanno grande importanza, sono le protagoniste del film e dimostrano molto più coraggio di quello che dovrebbero dimostrare gli uomini in determinate situazioni.La figura della donna è sempre stata vista come figura debole, a volte considerata perfino incapace.Ma il film fa capire tutt’altro: loro nonostante siano state private dei loro mariti, dei loro padri, dei loro figli e perfino delle loro case hanno avuto la forza e il coraggio di continuare a lottare e di non arrendersi, per cercare di dare un’ identità al loro popolo e cercare di rivendicare i loro cari morti solo perché erano Armeni, perché avevano idee e religione diversi..Le donne sono state costrette a vivere in condizioni pietose, a dir poco scandalose, non veniva rispettata la loro igiene, non si cambiavano i vestiti e per poter bere o mangiare qualcosa in più erano costrette a prostituirsi ai soldati che le tenevano prigioniere.Una scena del film che mi ha particolarmente colpita, dove è evidente l coraggio delle donne, è quando una ragazza per salvare i suoi bambini e farli mettere in salvo, sacrifica la sua stessa vita, viene decapitata e bruciata..Mi è difficile pensare a tutto ciò che queste povere donne hanno dovuto subire; tra maltrattamenti, violenze, lutti..Io credo che esse siano da stimare enormemente, non solo perchè non è da tutti resistere così tanto ad una deportazione nel deserto, senza molta acqua e senza molto cibo, ma sono da stimare specialmente perché hanno avuto il coraggio di continuare a vivere a testa alta senza mai fermarsi alle prime difficoltà, continuare a vivere affinché tutto ciò in cui credevano si potesse realizzare.Il genocidio degli Armeni è stata una delle azioni più atroci che l’uomo abbia mai compiuto.

 Alessia Strigaro

III E, Anna Frank


Non avevo mai provato tanto dispiacere in vita mia, il nonno ci lasciò in inverno, quando la gente si copriva per riscaldare la propia pelle, io invece, volevo riscaldare il mio cuore,ormai distrutto dall'addio della persona a me più cara.Non avevo mai provato così tanto dolore è vero, ma poco tempo dopo provai qualcosa di più forte e triste che mi distrusse non solo fuori, ma anche dentro.Ero solo un piccolo armeno, incapace di reagire a tanta crudeltà, vedevo padri, zii, amici di famiglia, mariti e fratelli cadere su quelle deboli dita, di quelle povere donne che affrontavano il tutto con grande fatica.Piangevano, in silenzio, per non perdere la loro dignità, alcune volte si guardavano tra di loro, e in quelli sguardi trovavano la forza di andare avanti.Erano donne fragili, con la vita appesa ad un filo, stringevano i pugni e con quel pallore e quelle mani stanche, si asciugavano le lacrime che rugavano il loro volto e che avevano spento la vita sulle loro guance ormai pallide poichè afflitte da un destino crudele ed atroce.Erano donne, mogli di uomini e madri di bambini,che gli furono tolti in men che non si dica, poichè un battito d'ali aveva cancellato la loro felicità.Erano donne, quelle stesse donne che rassicuravano il giorno prima i loro mariti e che sorridevano nonostante la paura dirompeva nei loro cuori.Quelle stesse donne, le ritrovai in fila come disillusi,che tenevano per mano le loro bambine che litigavano per un pezzo di pane.Io unico maschio, travestito da donna riuscii a scampare alla morte.Ricordo ancora,quelle freddi notti,trascorse come cani randagi,abbandonati, e mai più ritrovati.Io e le mie sorelle avevamo fame ma Harmen non sempre trovava il pane,qualche volta i soldati, ospitavano le donne nelle loro tende, che uscivano da quelle quasi svestite, con un pezzo di pane in mano,che stringevano come se provassero vergogna.Molte volte, le donne, non parlavano, ma quei sovrumani silenzi,erano più numerosi di quei fucili, che terrorizzavano tutti noi.I gesti di quelle mani rugose,rappresentavano tutto il dolore che provavano, e quegli occhi lucidi,sembravano volessero chiedere aiuto,ma non lo facevano, poichè nessuno le avrebbe ascoltate e aiutate.In fila, giorno dopo giorno, il numero di quelle donne diminuiva,chi veniva uccisa,chi moriva da sola o chi si accasciava a terra, ormai troppo stanca aspettando quella morte,che sembrava meno crudele della loro vita. Si accasciavano a terra, aspettando che Dio le portasse con se, quello stesso Dio,diverso da quello Islamico,ma sempre Dio, eppure i Turchi, ci uccisero solo per questo.Quelle donne, che continuavano a camminare,senza pace,come un grande fuoco che un giorno o l'altro si sarebbe spento.Alcune volte,cantavano, per ritrovare l'armonia nei loro cuori, ma i Turchi non permettevano nemmeno quello.I turchi ci hanno privato di vivere, e anche chi si è salvato,come me, non vive più, perchè dentro di se, è già morto e loro, colpevoli,non ammettono le loro atrocità,hanno dimenticato tutto quel male che hanno fatto a noi, che al contrario loro, non riusciamo e non vogliamo dimenticare.

 Nicla Pollinzo

III E, Anna Frank

La volta scorsa al leggi-film insieme alla mia classe e alla mia professoressa abbiamo visto un film, la "Masseria delle Allodole" che si basava sulla persecuzione degli armeni da parte dei turchi per delle questioni politiche. Questo film fa riflettere molto sulla tenacia delle donne che con coraggio, anche se in minoranza riuscirono a salvarsi. Appena iniziata la persecuzione tutti i maschi armeni vennero massacrati e uccisi; per non poter in seguito procreare figli.Mentre le donne furono costrette a viaggiare per chilometri e chilometri, e sopportare frustate, aborti, lunghe giornate di sole, fame e sete. Una donna in particolare è riuscita, sebbene con sacrifici e con l'aiuto di due vecchi amici di famiglia, a salvare due bambine ancora piccole e poi sacrificandosi morendo al posto loro. Con la fine della persecuzione erano davvero tante le vittime soprattutto maschi, ma anche molte donne e bambini innocenti che furono uccisi per delle ragioni politiche e territoriali, bambini ancora piccoli uccisi brutalmente solo per un odio verso il diverso, verso un altra razza. A lottare in questa brutale battaglia tra turchi e armeni furono solo le donne che con paura, tristezza, fatica e dolore riuscirono a lottare per essere liberate da quel terrore che le circondava.

Nicola Sestiti

III E, Anna Frank

 

 

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