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Giovedì, 17 Agosto 2017

Presentato Cara Prof, un libro verità sulla scuola d'oggi

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Il volume Cara prof, di Silvana Palazzo, edito dal Cjc, e' stato presentato alla Filanda di Mendicino nel quadro delle iniziative del locale Circolo Pandosia. Introdotti dal presidente del sodalizio Tonino Catalano e con i saluti del sindaco Ugo Piscitelli, i lavori hanno registrato la prolusione critica di Assunta Morrone che ha analizzato questo libro a più voci, le tante voci della scuola, intesa non solo come istituzione ma come luogo di incontro dei ragazzi e degli adulti. Per la didatta altro piano di lettura e' l'attenzione a cose apparentemente banali, che tali non sono, e non sono da sottovalutare per facilitare il percorso educativo e di comunicazione con i giovani. Dalle lettere e dai colloqui riportati nel testo si rilevano realtà adolescenziali complesse, e in tale senso la relatrice ha citato Recalcati quando ne definisce la crisi odierna come quella dell'era di Telemaco, dell'attesa del padre, della mancanza di genitorialita', e la prof può riempire tale vuoto. L'Autrice, da parte sua, ha raccontato la propria indagine maieutica sul campo in scuole superiori cosentine raccogliendo le dirette testimonianze di ragazzi e ragazze su mafia, legalità, politica, sessualità... Trasferendo tali confessioni in un'inchiesta/verità che è una fotografia cruda e senza veli su aspetti privati e segreti dei veri attori della scuola, gli studenti. Un'esperienza di didattica attiva, ha proseguito la Palazzo citando Dewey, estendibile da Cosenza ad altri contesti scolastici e comunque già di per se' con una valenza che trascende e supera l'ambito locale. Francesca Reda, assessore alla cultura, ha affermato di essersi in qualche modo riconosciuta nel lavoro, ripensando alla propria esperienza di adolescente fra i banchi, ai momenti di incomprensione con il mondo degli adulti, alla rabbia per le imposizioni subite, al ricorrente disincanto, ai dubbi, le perplessità, lo spirito di ribellione. Nel concludere, Giuseppe Greco, giudice presso il Tribunale di Cosenza nonche' prefatore dello stesso testo prodotto all'interno delle attività del Centro di Ricerca e Documentazione sul fenomeno mafioso e criminale dell'Unical, ha individuato nel rapporto educativo il tema centrale della ricerca. E se Rousseau teorizza un modello di adulto da porre come esempio, altri pedagogisti ne contestano la divisione rigida dei ruoli e l'esistenza di un modello predefinito. In effetti, per Greco, il rapporto dovrebbe essere frontale, dialettico, individualizzato per creare un vincolo su cui poter costruire la crescita e su cui poter sviluppare l'educazione. Se non fosse così basterebbe dialogare tramite computer ma mancherebbe quell'elemento fondamentale del rapporto educativo che è l'ascolto, che non è un fatto formale. Un po' come nel processo dove il principio e' il diretto contraddittorio fra le parti anche se nella pratica non sempre è così. E se per il magistrato non è proponibile un modello preordinato, perfetto, impeccabile anche l'artigiano, quando verifica in corso d'opera un errore progettuale, modifica, non distrugge quanto fatto. Come l'architetto a cui è chiesto di realizzare abitazioni vitali, accoglienti, non museificate. Al pari di quei giudici che adattano il diritto e la giurisprudenza, i precedenti, al caso concreto. Decidendo spesso in modo tormentato, senza appiattimenti. Nel caso dell'insegnamento, analogamente, non si tratta di ripetere pedissequamente il programma, e' semmai importante fornire agli allievi gli strumenti di conoscenza utili a capire la materia. La lettura di per se' non basta, e' ruminazione. L'assimilazione e'assorbimento lento, come una sostanza che viene assunta, perché è basilare che si attui il meccanismo biologico dell'assunzione. In conclusione dal dibattito e' emerso che dal libro Cara prof provengono degli stimoli alla riflessione verso una relazione umana non meccanica fra allievo e docente, e per una scuola dove studenti e studentesse siano soggetti dinamici del rapporto stesso.

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