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Emergenza rifugiati in Grecia, Italia, Serbia e Scopje

Il traghetto Eleftherios Venizelos è atteso oggi nel porto ateniese del Pireo con altri circa 2.500 rifugiati siriani provenineti
dall'isola Mitilene. Domenica scorsa lo stesso traghetto aveva trasferito al Pireo un totale di 2.466 rifugiati da Kos, Kalymnos,
Leros e Samos. Intanto, come riferisce l'edizione online del quotidiano To Vima, le autorità portuali e la Guardia Costiera hanno
adottato le misure necessarie per garantire che i profughi sbarchino in sicurezza dalla nave e che vengano poi trasferiti a bordo di autobus alla stazione ferroviaria di Larissis. Il cadavere di un uomo è stato recuperato da una motovedetta della Guardia costiera ellenica dopo che un barcone con a bordo 15 migranti si è rovesciato la scorsa notte nel tratto di mare antistante Mitilene, capoluogo dell'isola di Lesbos. Lo riferisce l'edizione online di Kathimerini. Finora sono state tratte in salvo otto persone mentre almeno altre sei risultano ancora disperse ed è tuttora in corso un'operazione di ricerca e soccorso da parte di unità della Guardia costiera e della Frontex.

Secondo la cancelliera tedesca Angela Merkel di fronte alla grave crisi migratoria "l’Europa si trova in una situazione che non è degna di se stessa, bisogna riconoscerlo, molto semplicemente": così si è espressa nel corso di un incontro pubblico, trasmesso in diretta streaming, con un gruppo di abitanti di Marxloh, sobborgo settentrionale della città mineraria di Duisburg, nel bacino della Ruhr, che ospita un’importante comunità di immigrati

Quanto ai richiedenti asilo, ricorda la Merkel, "dobbiamo rimandare a casa propria coloro che, in base a una forte probabilità, non hanno alcuna possibilità di conseguirlo".

"È difficile da farsi", ha ammesso, "ma Serbia, Albania e Kosovo non sono Paesi dove allo stato attuale regni la guerra civile". Quelli che invece all’asilo hanno diritto, ha proseguito, facendo in particolare l’esempio dei "siriani", vanno "ripartiti equamente in Europa". In tale ottica proprio oggi il governo di Berlino ha ufficializzato la decisione di sospendere l’espulsione dei richiedenti asilo originari della Siria verso gli Stati di primo ingresso sul territorio Ue.

"Un Paese come la Germania, più forte economicamente rispetto ad altri, deve accoglierne un numero maggiore", ha concesso il
cancelliere, "ma tre o quattro Paesi su ventotto non possono farsi carico da soli di un simile compito. Questa", ha sottolineato, "non è l’Unione che desideriamo"

Una situazione di fatto esplosiva a livello umanitario e demografico. Di fratto i profughi si spostano di Stato in Stato per raggiungere il nord Europa e anche l'Italia. Nei prossimi giorni 3mila persone al giorno, fra migranti e rifugiati, entreranno in Serbia dopo essere arrivati in Europa dalla Grecia e avere attraversato dalla Macedonia.
È l'avvertimento lanciato dall'Alto commissariato per i rifugiati, l'Unhcr. "Attualmente stimiamo che gli arrivi continueranno nei
prossimi giorni a un ritmo di 3mila persone al giorno", ha detto alla stampa la portavoce dell'Unhcr, Melissa Fleming, aggiungendo che l'agenzia sta lavorando con le autorità serbe per affrontare le necessità di almeno 10mila persone. I 28 Stati membri dell’Ue devono assicurare «un’equa distribuzione» dei richiedenti asilo, ha aggiunto la porrtavoce Onu nel corso di un briefing a Ginevra. "E onestamente - ha commentato - ritengo che con adeguate misure questo sia qualcosa a
cui l’Europa possa far fronte".

Secondo i dati diffusi oggi dal ministro dell'Interno, Mitko Cavkov, nella sola giornata di sabato a Gevgelija sono arrivati 8mila
profughi, equivalenti a un terzo della popolazione della località.
Dopo aver visitato la cittadina con il ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz, Cavkov ha sottolineato che il Paese riceve
risorse troppo limitate per accogliere tali quantità di persone "improvvisamente e senza strutture sicure". Intanto sono 2.093 le
persone entrate ieri illegalmente in Ungheria, in forte aumento rispetto agli ingressi dei giorni precedenti, compresi fra 1.000 e
1.500. Lo riferisce oggi la polizia ungherese. L'aumento si registra dopo che la Macedonia ha agevolato il percorso verso la Serbia di migliaia di migranti, perlopiù provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan. L'Ungheria ha in programma di terminare entro la fine del mese un muro di un metro e mezzo di altezza alla frontiera con la Serbia per ostacolare l'ingresso dei migranti nel Paese. È il primo Paese dell'Ue e dello spazio Schengen in cui arrivano i rifugiati, il cui obiettivo è di proseguire poi il viaggio verso altri Paesi come Germania, Svezia e Austria.

In Serbia e' sempre emergenza immigrati. Nelle ultime due settimane oltre 23 mila profughi sono entrati in Serbia, quasi 90 mila
dall'inizio dell'anno. Le autorità di Belgrado sono mobilitate per dare prima assistenza agli immigrati, e finora sono stati allestiti
quattro centri di accoglienza, due a sud (Presevo e Miratovac) e due a nord, al confine con l'Ungheria (Kanijia e Subotica), A breve e' prevista l'apertura di un ulteriore centro alle porte di Belgrado, lungo l'autostrada per l'aeroporto.

A migliaia continuano ad affluire nel Paese dopo la decisione della Macedonia di togliere il blocco alla frontiera con la Grecia. Una piccola parte decide di chiedere asilo alla Serbia, la gran parte di loro prosegue invece il viaggio verso l'Ungheria e da li' alla volta di Germania, Austria e altri Paesi Ue del nord Europa. Entrare in Ungheria tuttavia e' sempre più difficile dopo la decisione del governo di Viktor Orban di erigere una barriera metallica lungo tutti i 175 km della frontiera con la Serbia

Intanto da dove partono tutti quasi i disperati la Libia, "pace e stabilità non si possono imporre con le armi di un esercito occupante straniero. Questo scenario non esiste", sottolinea il ministro. "Noi lavoriamo per l'accordo tra i libici. Il semplice .Secondo la tv pubblica Rts, la notte scorsa a Belgrado sono giunti 70 autobus carichi di immigrati, entrati in Serbia dalla Macedonia, dopo che il governo di Skopje ha rivisto la decisione di chiudere la frontiera con la Grecia. Gli immigrati che entrano in Serbia o decidono di chiedere asilo alle autorita' del paese balcanico, una esigua minoranza, oppure nella stragrande maggioranza ottengono un permesso di 72 ore per lasciare la Serbia e raggiungere l'Ungheria, dove tuttavia devono
superare la barriera metallica che il governo di Bupapest ha deciso di erigere lungo i 175 km di confine con la Serbia

La Commissione Ue, intanto, colta alla sprovvista dalla reazione di Skopje, ha messo le mani avanti dicendo di dovere ancora esattamente stabilire i fatti, ricordando di avere già assegnato 90mila euro di aiuti alla Dall'Ungheria, Paese che fa parte della Ue, gli immigrati raggiungono poi Germania, Belgio, Francia Svezia e altri paesi europei del nord Europa. Attraverso la Serbia profughi e immigrati si spostano con autobus di linea, treni, taxi e altri mezzi di fortuna. I permessi di 72 ore possono essere rinnovati.

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