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Domenica, 17 Febbraio 2019

Al Teatro Bracco ce penza Mammà

La commedia era molto attesa a Napoli e il maestro Giacomo Izzo ha dato il meglio di se, il testo si dice fosse stato scritto da Gaetano Di Maio appositamente per lui !” così ha riferito Salvatore Sperindeo direttore organizzativo del Teatro Bracco di Napoli. Lo stesso ha poi continuato :  ” la pièce è fra le più belle commedie della tradizione napoletana dove si ride e si piange, come nelle tragedie greche, è proprio della napoletanità avere un defunto che aiuta i vivi dall’aldilà, vuoi per dare i numeri per il gioco del lotto che per aiutare chi è rimasto su questa terra. Nello spettacolo la mamma defunta in giovane età altro non è che la stessa coscienza della protagonista Margherita”.

Caterina De Santis, la direttrice artistica del Bracco, ha scelto un carnet popolare per festeggiare nella stagione 2018-2019 i venti anni di continui successi del teatro. Nei giorni scorsi è andato in scena il lavoro teatrale “Ce penza Mammà”,  le cui repliche continueranno fino al 3 marzo, con interpreti  straordinari: Corrado Taranto, Daniela Cenciotti , Salvatore Esposito e Giacomo Rizzo nel personaggio di Bernardino, che ha curato anche la regia,  applauditissimo in tanti successi del passato, a partire da quello interpretato negli anni Novanta accanto alla grande Luisa Conte e, successivamente, in scena con Rosalia Maggio. Per questa edizione il maestro Rizzo è stato  affiancato da Caterina De Santis, insieme da tre stagioni, nella storica sala della Pignasecca.

Questa la trama. Dopo la morte di una mamma poco più che ventenne, i suoi quattro figli sono lasciati alle cure della maggiore, Margherita, con la quale ogni notte ci parla e le dice cosa dover fare. Geppino è pieno di debiti fino al collo, motivo dei continui litigi con la moglie Giannina e l'invadente  suocera Rachele. Bernardino, il figlio “nu poc abbunat”, non può rischiare di essere chiuso in un ospizio. La casa è un viavai di personaggi bizzarri e indiscreti come la pettegola vicina di casa Titina e il fioraio ipocondriaco, il quale elencando i tanti possibili modi di scomparire dalla faccia della terra, ripetendo fino alla noia:” cosa siamo sulla faccia della terra”,  si lamentava per i telegiornali definiti  “teleguai”. Ma il fantasma di mammà sembra tornare dal passato e materializzarsi in Lauretta, figlia illegittima di Geppino, che a mammà è “tale e quale”, “due gocce d'acqua!”, la quale viene assunta da Margherita come cameriera per farla stare vicino al padre. Da quando compare in casa insieme al fidanzato Agostino, idraulico pronto ad intervenire pur di stare vicino alla sua ragazza,  creerà alla famiglia non poche difficoltà. Grandguignol  finale, l’apparizione di Armando Pastore, fidanzato in gioventù di Margherita, diventato prete. I consigli di mammà a questo punto pesano: “Margherita non ti sposare, pensa alla famiglia !”.

Margherita sarà il capro espiatorio per cercare di risolvere i problemi di tutti; ma alla fine dei suoi tanti sacrifici, verrà svelata un amara verità.

 Una storia di profondi sentimenti umani, che, come ha detto lo stesso Izzo a chiusura del sipario di “Ce penza Mammà” : ”è uno spettacolo che fa pensare”. Il maestro, rivolgendosi al pubblico della prima ha così continuato:” ci sono morti che non muoiono mai e che non crescono più, i morti vedono, sentono e sanno tutto”, quasi un epilogo al suo personaggio terrorizzato che lo spirito della mamma possa apparire da un momento all’altro. Izzo, dopo aver presentato gli interpreti insieme a Caterina De Santis, ha concluso: “ la prima viene meglio” suscitando un fiume di risate e di applausi nella sala gremita.

Ma lo spettacolo non si svolge solo sul palcoscenico, in sala tanti si erano procurata una bottiglietta d’acqua per attenuare l’arsura delle attese risate; bouquet di fiori spuntavano sotto le poltroncine in attesa di essere consegnati nei camerini; un medico si preoccupava di essere richiamato in ospedale poiché aveva dato la reperibilità. Lo spettatore più giovane della prima è stato Lorenzo, di appena tre mesi, nipote del Direttore di Scena, che nel suo carrozzino sembra aver molto gradito lo spettacolo.

 

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