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Sabato, 16 Gennaio 2021

A Taranto liceali dell'Archita dopo 50 anni...

Si è svolta il 13 ottobre, presso l'aula magna 'A. Moro' dell'attuale sede centrale del Liceo classico Archita a Taranto una riunione di una folta rappresentanza di compagni di classe della 3a D, maturatisi nell'estate del 1967: un cinquantenario, quindi, che si è voluto festeggiare non solo con un ritrovarsi simbolicamente presso la propria scuola di provenienza, ma anche un evento che, lungi dall'essere solo commemorativo, ha inteso anche essere di stimolo alle autorità competenti per la soluzione dell'annoso problema del  ripristino e riutilizzo del Palazzo degli Uffici, storica ed indimenticata sede del liceo Archita.

Con i ragazzi del '67, era presente una delegazione di ragazzi della classe 5a C del '17, con relativi docenti, le prof.sse Bruni, Rochira, Villani e M.P. Dell'Aglio ed un ragazzo del '72, Giuseppe Mazzarino, giornalista e scrittore 'architino' doc, che ha narrato agli uni e agli altri, la storia del Ginnasio comunale Archita poi Regio Liceo Ginnasio Archita eccetera, eccetera..Il preside Pasquale Castellaneta, ospite dell'evento, ha introdotto l'evento, lodando l'iniziativa che ha messo a confronto generazioni lontane ma accomunate dallo stesso catalizzatore, l'Archita...

Un altro preside, Gennaro Esposito, egli stesso ragazzo del '67, ha condotto l'incontro, conclusosi con un ping pong fra studenti di ieri e studenti di oggi, con qualche intervento anche delle citate docenti  Lo spirito dell'Archita eterno, prima scuola di Taranto, aleggiava nell'incontro, insieme con quello del Palazzo degli Uffici, la grande incompiuta della città bimare,  sede storica del Liceo dal 1876 al 2013.

Con l'auspicio finale di poter festeggiare prossimi anniversari e confronti nella vera sede dell'Archita, Gianfranco Nitti, promotore dell'evento, ha consegnato al preside ed ai ragazzi del 1967 presenti un simpatico attestato di partecipazione, una pergamena contenente una breve strofa creata per l'occasione dal sensibile poeta e scrittore valtellinese, Carlo Pini:

                                                          

 

                                                                    LICEANDO

 

Riavvolgendo il filo dei ricordi

ho rivissuto ideali

che avevamo cuciti addosso.

Cinquant’anni dopo

mi emoziona rivederli

sotto rughe sorridenti.

 

 

I ragazzi del '67 hanno poi concluso la giornata con una cena sociale in un noto locale cittadino.

 

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