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Martedì, 20 Novembre 2018

Migranti, resa dei conti nell'Ue

Non è ancora passata una settimana dallo sbarco dei migranti della nave "Aquarius" nel porto iberico di Valencia che già uno dei più importanti sindacati della polizia spagnola chiede al Governo di Madrid di mettere fuori legge le ong che portano in Europa gli immigrati irregolari

La proposta parte dall'Alternativa Sindical de Policia, secondo cui per il codice penale le associazioni non governative che portano gli immigrati nel Vecchio continente dovrebbero essere processati alla stregua degli scafisti. Inoltre l'Asp contesta l'utilizzo del termine "salvare" i migranti in mare, contestando che si tratta piuttosto di un trasporto e guardando con preoccupazione al milione di persone che sarebbe pronto a salpare dalle coste del Nordafrica.

I sindacalisti delle Forze dell'ordine chiedono invece che le operazioni di pattugliamento in mare siano affidate esclusivamente alle navi della marina militare, della polizia o della guardia costiera. Per gli equipaggi e per i responsabili delle ong, invece, esigono l'introduzione di pene severe, appellandosi all'articolo 318 bis del codice penale spagnolo, secondo cui, sia pur con l'eccezione per gli interventi umanitari, "tutte le persone o le organizzazioni che aiutano persone provenienti da Paesi terzi a entrare nel territorio dell'UE violando la legislazione di ingresso saranno gli autori di un reato contro i cittadini stranieri".

Angela Merkel, parlando al Museo della Storia di Berlino nella Giornata Mondiale dei Rifugiati. La leader tedesca ha ricordato che "si tratta di persone", sostenendo che bisogna "cercare di bloccare i traffici illegali e arrivare a una migrazione legale". E ancora: "Bisogna impegnarsi per le cose per cui vale la pena e io credo che la decisione presa quattro anni fa sia importante". E ha ricordato lo sforzo e l'impegno degli "sfollati interni tedeschi per formare la Repubblica", una "nostra responsabilità per il futuro".

Intanto, domenica a Bruxelles ci sarà un minivertice straordinario sul tema in vista del Consiglio Ue del 28 e 29 giugno. Al summit parteciperanno Italia, Francia, Germania, Spagna, Grecia, Bulgaria e Austria. Ci sarebbe Berlino dietro alla decisione della Commissione di convocare il mini-vertice. La richiesta di convocare un incontro informale - secondo quanto appreso dall'AGI a Bruxelles - sarebbe stata avanzata dalla Germania, dove è in corso uno scontro tra la cancelliera Angela Merkel e il suo ministro dell'Interno, Horst Seehofer, sulla possibilità di respingere alla frontiera i richiedenti asilo entrati nell'Ue da un altro Stato membro. Il mini-vertice infatti, dovrebbe essere dedicato in particolare alla questione dei movimenti secondari, ovvero gli spostamenti dei richiedenti asilo tra i vari stati della Ue.

La comunicazione urgente su carta intestata del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti spedita dal Centro di soccorso della Guardia costiera di Roma ai maltesi dimostra che il governo de La Valletta ha fatto come sempre orecchie da mercante rifiutando lo sbarco dei migranti. Lo stesso premier Joseph Muscat ha mentito dichiarando che «non risulta» una richiesta di approdo italiana.

Il documento in mano al Giornale dimostra il contrario. Il 10 giugno l'Mrcc, il centro di soccorso della Guardia costiera, invia il fax urgente alla controparte maltese. «Cari signori, vi informiamo che la motonave Aquarius ora all'interno delle acque di ricerca e soccorso di Malta è stata coinvolta il 9 giugno in sei casi di soccorso e ha a bordo circa 700 persone», si legge nelle prime righe. Roma fornisce l'esatta posizione dell'unità con tanto di latitudine e longitudine. E poi aggiunge, per sottolineare che La Valletta è il porto sicuro più vicino, che la nave delle Ong Sos Mediterranee ed Msf dista «64 miglia da Malta, 99 da Lampedusa e 121 dalle coste meridionali siciliane».

Gli italiani fanno presente ai maltesi che a bordo ci sono migranti in «cattive condizioni di salute oltre a donne e bambini». E «per la loro sicurezza» l'Italia chiede secondo «il capitolo 3 della convenzione di Amburgo» che impone la collaborazione fra Stati nel soccorso in mare di «sbarcarli a Malta».

Da La Valletta fanno i furbetti e neppure rispondono lasciando che l'ondata buonista si scagli contro il «fascista» Salvini, ministro dell'Interno che dice no all'attracco dell'Aquarius in Italia. E nessuno critica Malta. Il bello è che pure l'Ong che ha i suoi medici a bordo della nave in un comunicato del 12 giugno scrive: «Per Msf l'opzione migliore è sbarcare al più presto le persone soccorse nel porto sicuro più vicino, a Malta o in Italia».

Siamo di fronte ad una “catastrofe” migratoria “simile a quella del 2015” (…) “non possiamo aspettare”… l’elaborazione di una risposta comune da parte dell’Unione europea.

Sono queste le parole affermate dal Cancelliere austriaco Sebastian Kurz nell’incontro di oggi a Linz con il ministro-presidente della Baviera, Markus Soeder.

Il vertice tra Kurz, alla guida di un'alleanza di governo con l'estrema destra, e Soeder, esponente dei cristiano-sociali tedeschi, vede il sodalizio di due pensieri comuni sull’urgente questione della gestione dei migranti, soprattutto in questo periodo estivo. E’ notizia, infatti, di pochi giorni fa che sarebbero pronti a salpare dalla Libia circa 52mila migranti provenienti da Siria, Sudan, Palestina ed Eritrea.

Kurz sostiene di essere stato uno degli artefici della chiusura della cosiddetta rotta balcanica ai migranti all’inizio del 2016 quando era ministro austriaco degli Affari Esteri.

"Coloro che hanno aperto i confini nel 2015 sono responsabili del fatto che oggi esistono confini tra Austria e Baviera, tra Ungheria e Austria, tra Italia e Austria. La situazione potrebbe anche peggiorare", ha asserito riferendosi al crescente numero di migranti arrivato in Europa negli ultimi tre anni.

 

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