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Mercoledì, 22 Febbraio 2017

Le Pen: "L'Ue è un fallimento"

Marine Le Pen lancia la campagna elettorale in vista delle presidenziali..."La Francia è un atto d'amore e questo amore ha un nome: patriottismo. Voi avete il diritto di amare il vostro paese, è tempo di far rivivere il sentimento nazionale". Parte da Lione la sfida della leader del Front National per conquistare l'Eliseo. Una sfida che, inevitabilmente, dovrà passare attraverso l'uscita dall'euro e dalla Nata. Nei primi sei mesi del suo mandato come presidente, intende infatti convocare un referendum sull'uscita della Francia dall'Unione europea affinché "la parentesi europea" non diventi altro che "un brutto ricordo".

Le elezioni presidenziali francesi del 2017 si terranno il 23 aprile primo turno e il 7 maggio secondo turno. La Le Pen è in testa ai sondaggi e, con ottime probabilità, arriverà ai ballottaggi. La conquista dell'Eliseo, però, risulta più ardua, almeno secondo quanto attestano i sondaggisti francesi. 

Al centro dell'agenda c'è l'uscita dall'Unione europea e la rottura del giogo della moneta unica. "La recente attualità - ha spiegato durante l'appuntamento di Lione - ha dato una dimostrazione eclatante contro la destra del denaro, la sinistra del denaro. Io sono la candidata della Francia del popolo"

Una prova di forza dai toni marcatamente nazionalistici - quasi "un copia incolla" del padre Jean-Marie, commentano in tv - in cui ha invocato il patriottismo come rimedio a una globalizzazione senza regole di cui si pone come unico baluardo. Arringando la folla di militanti in estasi - bandito il vessillo europeo tra le migliaia di tricolori bleu-blanc-rouge - Le Pen ha sfoderato tutto l'armamentario frontista. A cominciare dall'attacco, durissimo, a quella stessa Ue a cui appena pochi giorni fa si è rifiutata di rimborsare i 300 mila euro che avrebbe dovuto restituire all'Europarlamento per aver remunerato un'assistente che in realtà lavorava a Parigi, nonché, il suo bodyguard, "L'Ue è un fallimento", ha tuonato la leader d'estrema destra in corsa per la poltrona più importante di Francia. Se eletta, promette l'avvio di un negoziato di sei mesi con Bruxelles per recuperare quattro sovranità: monetaria - col ritorno a una "valuta nazionale" - legislativa, territoriale e di bilancio.

Ma se l'esito delle trattative non dovesse soddisfarla si schiererà risolutamente a favore del 'Frexit' dopo aver indetto un referendum sull'uscita del suo Paese dall'Ue. Dal palco del Palais des Congr+s, Le Pen ha anche promesso l'uscita dal comando integrato della Nato e di iscrivere nella costituzione una soglia minima del 2% per l'esercito."In cinque anni voglio rimettere la Francia in ordine", ha avvertito la capofila del patriottismo d'Oltralpe che propone "144 impegni presidenziali" per cambiare la République. Con lei all'Eliseo "leggi e valori saranno soltanto francesi".

"Questa è casa nostra", Trump e Brexit "hanno indicato la via": davanti a oltre 3.500 militanti riuniti a Lione Marine Le Pen lancia la sua scalata all'Eliseo, nel primo comizio elettorale in vista delle presidenziali del 23 aprile e del 7 maggio. Dalla 'capitale dei Galli' - fondata dai Romani nel 47 A.C - la leader del Front National - condanna l'Europa, l'ultraliberismo, il fondamentalismo islamico. "Il risveglio dei popoli contro le oligarchie può diventare realtà", grida riferendosi all'uscita della Gran Bretagna dall'Ue e alle politiche di Trump.

Poi l'affondo contro "l'ultraliberismo economico e il fondamentalismo islamico", i "due totalitarismi che minacciano il nostro Paese". Stop all'immigrazione di massa, agli aiuti medici di Stato, abrogazione dello ius soli, precedenza ai francesi nell'accesso al lavoro sono tra i punti del suo programma. Ma Le Pen promette anche un bonus per le fasce più deboli bacchettando gli esperti che si interrogano su come finanziarlo.

Intanto "E' stato un errore, me ne rammarico profondamente e rivolgo le mie scuse ai francesi" per aver assunto moglie e figli: lo ha detto in conferenza stampa a Parigi Francois Fillon. Il candidato della destra si è detto vittima di "attacchi di una violenza inaudita", una cosa a "mia conoscenza mai vista nella storia della Quinta repubblica Repubblica". "Tutti i fatti evocati sono legali e trasparenti, non ho mai violato la legge", ha detto il candidato dei Républicains, travolto dalle accuse sugli impieghi fittizi alla moglie, a tre mesi dalle elezioni presidenziali di primavera.
 "Il suo lavoro era indispensabile".

In seguito allo scandalo Penelopegate, due terzi dei francesi, il 68%, vuole il ritiro del candidato della Destra, Francois Fillon, dalla campagna presidenziale del 2017: è quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'Istituto Ifop per Le Journal du Dimanche. Sempre secondo lo stesso studio, solo il 23% considera che Fillon sia "onesto", mentre il 77% dice il contrario. Il candidato dei Républicains aveva fatto della rettitudine e della trasparenza il suo marchio di fabbrica. Ma rispetto a novembre la sua credibilità in merito ha segnato un crollo di 27 punti. Fillon perde inoltre 16 punti sulla cosiddetta "statura presidenziale" e 15 punti sulla "capacità di riformare". "E' una vera catastrofe" commente Fréderic Dabi, vicedirettore generale dell'Ifop, citato dal Jdd.

Contro l' Europa a due velocita teorizzata da Angela Merkel   e contro l' idea di Marine Le Pen di far uscire la Francia dal UE e dal Euro, Draghi ha rivendicato la necessità di stare uniti. "Quando vi è la forte la tentazione di rivoltarsi conto i propri vicini o di cercare soluzioni nazionali bisogna stare uniti", ha detto all'Europarlamento ricordando che "il mercato unico non sopravviverebbe a continue svalutazioni". Sull'idea di spacchettare l'Ue, ventilata al vertice di Malta, invece, non è voluto entrare nel merito: "Il concetto non è ancora sviluppato, credo sia una visione appena abbozzata su cui a questo stadio non sono in grado di esprimere alcun commento". A chi ventilava un presunto trattamento di favore per il nostro paese nel programma di acquisti dei titoli di Stato, però, ha assicurato che, nella gestione del quantitative easing, la Banca cecntrale "non ha fatto nessuna disuguaglianza" nel trattamento dei singoli Paesi. Non solo. Nel suo intervento ha cercato di allontanare "misure protezionistiche" sulla falsa riga di quelle annunciate da Donald Trump negli Stati Uniti. Misure che la Bce guarda "con preoccupazione".

Nell'intervento al Comitato Affari economici e monetari del Parlamento Europeo, durante il quale ha confermato il programma del quantitative easing "fino a fine 2017 o oltre, se necessario", il presdiente della Bce Mario Draghi ha ricordato le tappe dell'integrazione europea, fra cui appunto la creazione dell'euro. Che, a suo dire, "ha rappresentato un notevole rafforzamento dell'impegno politico che ci ha tenuto insieme per sessant'anni". Anche se, ha ammesso, "oggi è facile sottovalutare questo impegno".

I rischi per la zona euro "rimangono al ribasso" e sono dovuti soprattutto a "fattori globali". "Se le previsioni di inflazione diventeranno meno favorevoli" o se le condizioni finanziarie dovessero peggiorare, ha aggiunto Draghi, il consiglio dei governatori della Bce "è pronto ad aumentare" il programma di quantitative easing "in termini di dimensioni o durata". "Anche se la situazione economica migliora non dobbiamo fermare i nostri sforzi per rendere più resistente" monetaria, ma soprattutto "possiamo e dobbiamo affrontare le persistenti fragilità a livello nazionale ed europeo". Durante l'intervento all'Europarlamento, Draghi ha quindi spiegato come "la resilienza mostrata dall'Eurozona nel 2016 nonostante una serie di choc negativi dimostra che siamo sulla strada giusta e indica anche che le riforme a livello nazionale ed europeo stanno dando risultati in termini di crescita economica".

   

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