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Adesso la Corte dei Conti porta le agenzie di rating in tribunale: non valutò il patrimonio artistico

La Corte dei conti cita le tre maggiori agenzie di rating internazionali, S&P, Moody's e Fitch per il downgrade dell'Italia del 2011 e chiede danni per 234 miliardi di euro. E' quanto riportava, ieri sera l'edizione online del Financial Times, ripresa da alcuni giornali italiani.

Secondo quanto scrive il quotidiano britannico nell'atto di citazione che Standard & Poor ha detto di aver ricevuto, i magistrati contabili avrebbero sottolineato l'errore fatto dalle agenzie nel non tenere conto dell'"alto valore del patrimonio storico, culturale e artistico del nostro paese che universalmente riconosciuto rappresenta la base della sua forza economica".

L'azione della Corte dei Conti nei confronti delle agenzie di rating è stata aperta dal Procuratore Regionale del Lazio ed è solo "in fase istruttoria". E' quanto dice la Corte dei Conti in una nota, precisando che potrebbe finire tutto con un'archiviazione e che è del tutto "prematura" qualsiasi quantificazione di eventuali risarcimenti.
"Il valore del patrimonio storico, culturale, artistico e paesaggistico dell'Italia è indubbio e non può essere messo in discussione. A fronte di questa ricchezza emergono enormi potenzialità di crescita che dobbiamo saper valorizzare al meglio. Per questo ritengo fondamentale mettere l'industria culturale e turistica al centro delle nostre politiche". Lo dice il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Massimo Bray, commentando la notizia dell'inchiesta contabile della Corte dei Conti che chiede di considerare il patrimonio artistico e culturale del Paese come forza economica. "Ritengo sia strategico e vitale - aggiunge il ministro - tornare a considerare la cultura, declinata in tutte le sue manifestazioni - i monumenti, il paesaggio, i musei, le biblioteche e gli archivi, la musica e lo spettacolo - non soltanto come un bene da tutelare e valorizzare ma anche come una grande opportunità di sviluppo sociale ed economico. La scelta del governo di unire la governance dei beni culturali con il turismo è lungimirante e vincente".
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