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Giovedì, 25 Febbraio 2021

Una maggioranza a sostegno e la scelta tra esecutivo tecnico o politico...

Potrebbero durare un paio di giorni e in seguito l'ex presidente della Bce potrebbe avere contatti con le forze sociali ad un tavolo di concertazione, una volta formato l'esecutivo. Due fronti aperti, tra loro collegati: la composizione di una maggioranza a sostegno e la scelta tra esecutivo tecnico o politico (o a squadra mista, sul modello Ciampi). Dipenderà dai temi e dalle proposte che porteranno sul tavolo i partiti, che preferiscono comunque (al momento) la versione tecnico-politica. Per il premier incaricato un programma dettato dalle emergenze del Paese, la sfida è il rilancio dell'economia e l'uscita dalla pandemia Covid.

È il giorno delle consultazioni di Mario Draghi. L’ex presidente della Banca centrale europea è salito ieri al Quirinale e ha ricevuto dal capo dello Stato l'incarico formale per la formazione del nuovo governo. Come da prassi, il presidente incaricato ha accettato «con riserva», preannunciando un giro di consultazioni con le forze politiche per valutare se potrà formare un governo tecnico o politico e, soprattutto, per capire se riuscirà ad avere i numeri per la fiducia in Parlamento. Il sostegno al governo non è scontato: il Movimento 5 Stelle è diviso, anche se al termine del vertice con Pd e Leu è stato stabilito di mantenere una linea politica unitaria, e anche nel centrodestra emergono linee diverse- Giorgia Meloni propende per l’astensione, Berlusconi è possibilista, Salvini continua a chiedere elezioni pur non escludendo un appoggio a Draghi. Intanto inizia il toto-ministri: avanza l’ipotesi che restino nell’esecutivo guidato da Mario Draghi i ministri uscenti Lamorgese, Boccia e Franceschini. E potrebbe esserci un posto da ministro degli Esteri o da vicepremier anche per Giuseppe Conte.

Agenda e sostanza cominciano a prendere forma sul tavolo di Mario Draghi dopo che Forza Italia ha definitivamente sciolto la riserva, dichiarando apertamente il proprio sostegno. Mentre Luigi Di Maio ha invitato i parlamentari cinquestelle a mostrare maturità: "Oggi si aprono le consultazioni del premier incaricato Mario Draghi, secondo la strada tracciata dal capo dello Stato Sergio Mattarella, che ringrazio. In questa fragile cornice, il MoVimento 5 Stelle ha, a mio avviso, il dovere di partecipare, ascoltare e di assumere poi una posizione sulla base di quello che i parlamentari decideranno. Siamo la prima forza politica in Parlamento e il rispetto istituzionale viene prima di tutto". Così in una nota il ministro Luigi Di Maio.

Indipendentemente dall'esito dei colloqui, da cui ovviamente dipenderà la scelta di sciogliere la riserva, si possono spulciare i suoi interventi per cercare di capire quelle che potrebbero essere le scelte di merito. Nel tempo abbiamo appreso i pilastri di "Super Mario", su tutti il debito buono. L'espressione, usata nel suo discorso inaugurale del Meeting di Rimini dell'agosto 2020, si riferisce agli investimenti nel capitale umano, nelle infrastrutture e nella ricerca. Una totale differenza da quello "cattivo" che invece viene usato per finalità improduttive. 

C'è dunque da aspettarsi che - a differenza del Conte bis - l'utilizzo dei bonus e gli scostamenti di bilancio finiscano nella lente di ingrandimento e della parsimonia di un eventuale esecutivo guidato da Draghi. "I sussidi finiranno e se nel frattempo non si è fatto niente resterà la mancanza di qualificazione professionale, che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuro", è la sua posizione.

il nuovo governo dovrà puntare lo sguardo "al futuro delle giovani generazioni e al rafforzamento della coesione sociale". Infatti principalmente da loro dovrà essere ripagato l'indebitamento creato durante la pandemia e quello europeo per finanziare il fondo del Next generation Eu: "È nostro dovere far sì che abbiano tutti gli strumenti per farlo".

Particolare focus per le piccole e medie imprese italiane, che "in molti settori" si trovano "sull'orlo del precipizio in termini di solvibilità". Le pmi svolgono un ruolo cruciale nel contributo all'occupazione e nella distribuzione geografica, ma non va trascurato l'asse delle grandi aziende: "Possono avere più successo nel farsi sentire dai governanti e i loro problemi possono suscitare maggiore preoccupazione pubblica e politica".

Due centri di potere, in particolar modo, guardano con grande interesse a Draghi: Bruxelles e Washington. L’Unione Europea, secondo Tpi, vede nell’ex governatore Bce la personalità adatta ad evitare che un flop dell'Italia faccia di fatto tramontare le prospettive di successo del Recovery Fund. Ed è probabile che le cancellerie europee e la Commissione abbiano di fatto bocciato “Giuseppi” proprio per il piano “insufficiente e lacunoso” presentato dai giallorossi: “il piano italiano era molto criticato nei palazzi del potere internazionale: il governo uscente veniva ritenuto non in grado di gestire adeguatamente tutti quei soldi”. 

Leader come Angela Merkel e Emmanuel Macron hanno da tempo relegato Conte in seconda fila; Ursula von der Leyen di recente ha scatenato il “falco” Valdis Dombrovskis contro le strategie giallorosse. Il difficile tentativo di accreditare in senso europeista l’operazione “responsabili” e il suo fallimento hanno sbriciolato la residua utilità di Conte per l'establishment comunitario.

Draghi è una figura in grado di ottenere forti consensi anche nella nuova amministrazione americana. In primo luogo, è tra le figure maggiormente tenute d’occhio dall’establishment a stelle e strisce sin dai tempi della Bce.

Gianni Cuperlo, presidente della Fondazione Pd e membro della Direzione Nazionale del partito, in un'intervista rilasciata a La Stampa, annuncia la fiducia ma a determinate condizioni: "La nostra parte siamo pronti a farla nella chiarezza di una vocazione europeista e di un'ampia maggioranza in Parlamento per la quale siamo impegnati". Qualora, però, tutto questo non accadesse, afferma che la via maestra sono le elezioni: "Se poi questo scenario si rivelasse impossibile la strada più logica diverrebbe quella di un governo a termine per portare il paese al voto entro l'estate. Un esito che non abbiamo voluto né cercato ma che gli eventi potrebbero determinare".

Il centrodestra appare unito sulla via dell'astensione, anche loro per arrivare al voto prima dell'estate. La Lega di Matteo Salvini si è dichiarata disponibile ad ascoltare il presidente del Consiglio ma allo stesso tempo predilige le elezioni. Più soft Forza Italia dove ci sono state delle dichiarazioni, a titolo personale, in favore di un possibile esecutivo Draghi ma una vera linea di partito ancora deve essere espressa. La posizione più netta è quella di Fratelli d'Italia: un secco "no" che, però, in nome dell'unità del centrodestra si dichiara pronto a non votare contrariamente ma ad astenersi.

Ma Silvio Berlusconi in persona al termine di una riunione in videoconferenza con il vicepresidente azzurro Antonio Tajani e le capigruppo Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini: "La scelta del Presidente della Repubblica di conferire a Mario Draghi l'incarico di formare il nuovo governo va nella direzione che abbiamo indicato da settimane: quella di una personalità di alto profilo istituzionale attorno alla quale si possa tentare di realizzare l'unità sostanziale delle migliori energie del Paese". Il Cavaliere sottolinea tuttavia anche l'importanza di preservare la coalizione di centrodestra: "Ci siamo confrontati e continueremo a confrontarci con i leader del centrodestra, convinti dell'importanza di preservare un'alleanza essenziale per il futuro del Paese".

 

fonti il giornale/ inside over / corriere / Repubblica

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