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Venerdì, 27 Maggio 2022

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La rivoluzione dell'Unione Europea

Si resta sbalorditi di fronte alla impudenza ormai senza limiti dei “signori” e delle “signore” che da Bruxelles e da Strasburgo comandano l’Europa: confusi e incapaci di fronte ai veri problemi che ci assillano (pandemia cinese, migranti, profughi, povertà in aumento, spopolamento mai visto prima per mancanza di nascite, violenze…), sanno partorire (29-XI-2021) solo la bella idea di cancellare il Natale insieme ai nomi cristiani come quello di Maria e ciò – dicono – per non urtare chi professa altre religioni o non ne professa nessuna!

Visto che il giorno dopo hanno fatto precipitosa marcia indietro e chiesto perfino scusa, la loro sembra essere stata un’azione sprovveduta come di “sciacqua-lattughe”, direi con parole colorate del nostro Sud. Infatti, tutti i giornali non hanno potuto che parlarne male; sul “Corriere” (30-XI-2021) con ironia e sarcasmo c’era scritto: “vietato offendere le donne che non si chiamano Maria!”; alcuni ne hanno riportato la notizia in prima pagina e con titoli in grande rilievo (1-XII-2021) come “Il Giornale”: “Vittoria, l’Europa torna cristiana” e “Libero”: “Retromarcia dell’Europa. Il Natale batte la Sinistra”; la super-laicista “Repubblica” (1-XII-2021), preoccupata, ha ammonito la sua Sinistra a “non regalare il Natale a Salvini e a Meloni”. La reazione, dunque, c’è stata, nonostante il neopaganesimo diffuso in gran parte della società moderna; ciò prova che il Natale è ancora sentito non solo per la corsa ai regali di folle agitate nei supermercati ma anche perché il suo stesso semplice nome evoca e provoca sentimenti “religiosi” che ci riportano al nostro essere persone: la fanciullezza, i nonni, le preghiere con la mamma, le “ciaramelle” pascoliane, il presepe, insomma a ciò che resta di un mondo magari immaginato più buono e perfino più bello che c’è nascosto in ognuno di noi e che riaffiora in occasioni precise. 

Attenzione: premesso che il mio giudizio vale il classico “zero-virgola”, mi permetto di dire, però, che è meglio non suonare le trombe trionfali dell’Aida per questa “piccola” vittoria del buon senso perché mi pare strano che persone diabolicamente intelligenti, come di sicuro sono lor signori che presiedono il sinedrio a Bruxelles e a Strasburgo, abbiano potuto commettere a cuor leggero uno strafalcione così marchiano. Penso, quindi, che non di errore si sia trattato ma di un normale sondaggio per misurare quanto di residuo cristiano e ordinato resta ancora nel nostro popolo dopo l’accelerata corruzione avvenuta in mezzo secolo dal “1968” in poi; ma potrebbe essere anche il consueto stratagemma dei “tre passi avanti e uno/due indietro”: quando, infatti, la Rivoluzione incontra un ostacolo imprevisto lungo la sua marcia di distruzione dei valori tradizionali e cristiani, allora è costretta a segnare il passo, a fare una “retromarcia” magari apparente e, talora, a recitare la parte della vittima, ma è per prepararsi meglio con azioni future più efficaci nella speranza di schiacciare finalmente il Cristianesimo cancellando la sua e nostra Storia.

Resto, comunque, perplesso nel valutare un atto che molti hanno giudicato come un autentico autogol. Tenuto conto che, avvicinandosi il Natale, ci sono sempre alcuni cialtroni, servitori più o meno consapevoli di quelle “massonerie” (anni fa perfino un prete non celebrò messa in una scuola cattolica per non “urtare sensibilità diverse”!), che lo vorrebbero abolire o trasformare in “festa della luce” ma che, poi, perdono regolarmente la partita, mi chiedo perché ogni anno ci riprovano e tornano all’attacco. Quale che sia la risposta alla mia domanda, una cosa mi sembra certa: gli intellettuali pensanti, che dall’alto della “piramide” presiedono a queste manovre ormai non più oscure, odiano la Religione cattolica, la sua Dottrina, il Cristianesimo, la sua e nostra Storia e, se potessero, ci chiuderebbero anche le chiese; troppo buono “Avvenire” (30-XI-2021) che, a proposito della sparata contro il Natale da parte dell’Unione Europea scrive “Intenzioni buone, effetti discutibili”; no, gli “effetti” sono cattivi perché anche le “intenzioni” sono cattive, e c’è poco o niente da discutere. Questi signori, poi, all’odio ideologico aggiungono anche lo strapotere di una enorme quantità di denaro con cui comprano tutta la propaganda che vogliono (tv, pubblicità, giornali, film, case editrici…) tanto da ammaestrare a loro immagine e somiglianza la cosiddetta opinione pubblica che conta. Così molti sprovveduti, talvolta anche bravi frequentatori di chiese, sono indotti a rinnegare le loro radici e la loro identità di cristiani e di italiani, a spogliarsi “nudi” e ridursi a “niente” credendo in tal modo di facilitare il “dialogo” – ecco la parola magica! – con gli altri e magari accattivarsene la benevolenza; occorre, però, dire che molti di questi “altri” – soprattutto se islamici – si rifiuteranno, giustamente secondo me, di dialogare col “niente” che la cultura dell’Occidente gli offre: disordine morale civile e fisico, droga, sfascio della famiglia, odio della maternità e della vita, movida notturna, discoteca, alcool, volgarità, negazione della propria storia… C’è da aspettarsi da parte loro solo indifferenza e disprezzo se non, forse, qualcosa di peggio. Se qualcuno in Europa pensa di corrompere l’Islam cangiando il Buon Natale in buone feste o abolire il nomi cristiani di Maria, Giovanni, Giuseppe... o mettere gli asterischi (che buffonata!) ai vocaboli per non definire il sesso delle persone, come sembra vogliano fare i soloni di Bruxelles, vuol dire che non conosce l’Islam; se poi, tra i buoni fratelli battezzati, si pensa di convertirlo alla nostra fede, magari invitando con applauso gli imam nelle chiese, ricordo che non ci riuscì neppure uno più grande di noi, Francesco d’Assisi, che per tal motivo era partito con la Crociata.

Ad ogni modo, godiamoci questa “vittoria” piccola ma  significativa pensando, però, che quelli di Bruxelles, lautamente stipendiati, appena possibile torneranno all’attacco e imponendo  perfino multe e sanzioni ai nostri Governi se non si piegheranno ai loro voleri, come sta capitando a Polonia e Ungheria e non per i filo-spinati ai loro confini: certo non era questa l’Europa preconizzata – anni 40/50 – dai “padri” De Gasperi, Adenauer e Schumann, guarda caso, tutti e tre cattolici dichiarati!

Concludo ricordando a chi in passato a scuola –  io ero insegnante – voleva trasformare il Natale in festa della luce magari da celebrarsi in Gennaio, che già un po’ prima di lui la liturgia cattolica parlava proprio di Luce: così in una  “lezione” della Notte di Natale si cantava in latino e gregoriano Populus enim qui ambulabat in tenebris vidit lucem magnam / habitantibus in regione umbrae mortis lux horta est eis (il popolo che brancolava nelle tenebre vide una grande luce, agli abitanti nella regione dell’ombra di morte è sorta la luce); e ancora, nell’ “Introito” della “Seconda Messa all’Aurora” del 25 Dicembre si leggeva Lux fulgebit hodie super nos quia natus est nobis Dominus (la luce splenderà oggi su noi perché ci è nato il Signore)... Pertanto al collega professorino, saccente e “primo della classe”, o al preside o al consiglio di genitori e docenti post-sessantottini politicizzati, qualora venisse l’uzzolo della festa della luce, suggerisco di desistere e, semmai, di scendere a giocare coi fanti [lasciando] stare i santi perché rischiano la bocciatura come gli alunni negligenti che non hanno studiato: infatti arriverebbero in ritardo di secoli, anzi sarebbero fuori tempo massimo, per dirla in termini ciclistici perché la liturgia attinge da Isaia il quale parlava di LUCE e la riferiva  al Bambino di Betlemme, nientemeno, 740 anni avanti che Egli nascesse, un po’ prima degli “ignoranti” politici, professorini, presidi, etc. etc. che oggi vorrebbero abolire il Natale e il nome di Maria!

 

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