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Giovedì, 02 Dicembre 2021

Mitsotakis a Parigi firma un accordo con Macron

Ankara è rimasta spiazzata l anno scorso dall'annuncio di Atene e Parigi sull'acquisto di 24 caccia Rafale e per 3 fregate Belharra e 3 corvette: la firma avrebbe anche il “via libera” di Washington, per stemperare la rabbia di Macron per l'accordo Aukus. Si salda l'asse euroatlantico nel Mediterraneo orientale andranno a rafforzare il suo dispositivo nell’Egeo. I primi caccia, sei «d’occasione», cioè già usati e praticamente regalati, potranno essere schierati in tempi brevi e sono la prima risposta «muscolare» se si ritornano le attività turche, legate soprattutto alla ricerca di gas e petrolio sui fondali contesi. Il riarmo della Grecia è affiancato anche dalla fine di 33 anni di embargo Usa sulla vendita di armi a Cipro.

Il premier greco è a Parigi dove ha chiuso una importante commessa, dopo cinque anni di trattative. Tra l'altro l'accordo prevede l'assistenza militare immediata della Francia alla Grecia – e viceversa – in caso di attacco di un Paese terzo, anche se questo Paese fa parte delle loro alleanze, come ad esempio la Turchia, che è membro della Nato

Dietro la stretta di mano da 5 miliardi di euro tra il Presidente francese e il Premier greco potrebbe esserci una nuova fase geopolitica, sia nel Mediterraneo orientale per le mire di Erdogan sul gas greco e cipriota, ma anche in Ue alla voce difesa europea. Macron e Mitsotakis trovano un accordo per 3 fregate Belh@rra e 3 corvette, come anticipato su queste colonne alcuni mesi fa: la Grecia così, dopo 24 caccia Rafale, potenzia anche la propria Marina acquisendo di fatto un alleato strategico in un fazzoletto di acque dove le minacce di Ankara non cessano. Il premier greco: “Abbiamo la stessa visione con Macron per lo sviluppo delle necessarie capacità di difesa e delle capacità di risposta autonoma dell'Europa alle sfide che deve affrontare”.

Come scrive Francesco De Palo nel suo odierno articolo, l’accordo franco-greco porterà in grembo significativi cambiamenti geopolitici nella regione: i rapporti di forza tra Grecia e Turchia non saranno più gli stessi. L'accordo tra Atene e Parigi avrebbe anche il “via libera” di Washington, per sopprimere la rabbia di Macron per l'accordo Aukus. L'accordo di alleanza strategica degli Stati Uniti con Australia e Gran Bretagna è stato il punto focale per la selezione delle fregate francesi da parte del governo greco, fanno sapere fonti diplomatiche.

Con questo accordo sottolinea Francesco De Palo,non si intende creare una concorrenza con altre relazioni, come quelle con gli Stati Uniti, ha precisato il premier greco Mitsotakis, “perché il rafforzamento delle Forze Armate elleniche rafforza la Nato”. Infatti entro una settimana, ha aggiunto, verrà siglato un altro accordo con gli Usa della durata di cinque anni. “Oggi Grecia e Francia stanno compiendo un primo audace passo verso l’autonomia strategica europea. Abbiamo la stessa visione con il presidente Macron per lo sviluppo delle necessarie capacità di difesa e delle capacità di risposta autonoma dell’Europa alle sfide che deve affrontare” ha aggiunto Mitsotakis.

Macron continua Francesco De Palo nel sua analisi geopolitica ha precisato che una missione diplomatica prenderà avvio domani per costruire una nuova relazione Francia-Usa. “La Grecia è in una regione molto travagliata – ha detto – ed è per questo che aiuteremo la Grecia nel perseguire i suoi interessi”. Appare chiaro che con questo cambio di passo Parigi vuole farsi soggetto primario nelle acque che vanno dalla Libia a Cipro, dove opera tra gli altri il colosso Total. E’ di fatto un avvicendamento nelle dinamiche strategiche dell’Egeo e del Mediterraneo orientale, poiché la Francia assume ora un ruolo con carattere ufficiale, nella realizzazione di una nuova era della cooperazione di difesa greco-francese e la Grecia potrà disporre di nuove fregate e dei caccia francesi Rafale che ne rivoluzionano “il parco” mezzi di Aeronautica e Marina.

Il perché del riarmo di Atene ha una ragione ben precisa la Turchia : come si ricorda l anno scorso erano state tensioni riguardo la Grecia e la Turchia entrambi membri della Nato, ai ferri corti sui giacimenti di idrocarburi nel Mediterraneo orientale: Ankara rivendica il diritto di sfruttare i giacimenti che Atene considera sotto la sua sovranità'. E le due parti non trovano l'accordo. L anno scorso Mitsotakis aveva accusato la Turchia di "minacciare" i confini orientali dell'Europa e di "mettere in pericolo" la sicurezza regionale. «Serve un dialogo, ma non quando avviene con la pistola alla testa».

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, l'anno scorso impegnato in un'offensiva a tutto campo nella regione, con operazioni in corso nel Nord della Siria, in Iraq e in Libia e ora anche nel Afghanistan. Il governo di Ankara aveva chiesto agli Stati Uniti di «recuperare la loro neutralità» nel conflitto a Cipro e annunciato che «non farà alcun passo indietro nel Mediterraneo orientale». In realtà la controffensiva di Washington e Parigi aveva dato i suoi effetti. La nave per le prospezioni alla ricerca di gas e petrolio, che era inviata dalla Turchia davanti alle coste cipriote, era stata ritirata.

 

 

 

 

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