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Martedì, 21 Maggio 2019

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Nasce a Roccapalumba la Sede di BCsicilia, l’Associazione che si occupa di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Il gruppo, che conta più di cinquanta iscritti, ha tenuto l’assemblea dei soci per l’elezione degli organi sociali. Presidente della sezione cittadina è stato scelto all’unanimità Giovanni Pravatà, Vicepresidente Giovanna Albanese, mentre Segretario sarà Saverio Di Sparti, Economo Anna Maria Modica e Responsabile della formazione Giuseppa Maria Marretta. All’incontro erano presenti Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale di BCsicilia e Rita la Monica Vicepresidente regionale di BCsicilia. Ricco e interessante il programma di attività per il 2018 predisposto dalla sezione locale di BCsicilia di Roccapalumba.  Per l’anno in corso prevede, tra le altre iniziative, lo studio e la valorizzazione dell’interessante complesso geologico della Rocca, con il coinvolgimento delle istituzioni universitarie, inoltre la ricerca e la documentazione dei siti archeologici presenti nel territorio di Roccapalumba, ancora lo studio delle piante autoctone del territorio utilizzate nella  medicina  tradizionale popolare e infine in programma una Rassegna del teatro amatoriale in collaborazione con la F.I.T.A.

Grande successo per Don Chisciotte di Marius Petipa con le musiche di Ludwig Minkus, in scena martedì 20 febbraio alle ore 20.30 per la stagione del Teatro Massimo, e in replica fino al 25 febbraio. Applauditissimi la coreografia originale di Petipa ripresa da Lienz Chang, il direttore Aleksej Baklan sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo, il Corpo di ballo del Teatro Massimo e in modo particolare i due artisti ospiti Leonid Sarafanov e Olesja Novikova. L’allestimento è dell’Opera di Tbilisi con scene e costumi di Vyacheslav Okunev. Lo spettacolo di ieri era dedicato alla memoria di Elisabetta Terabust, scomparsa da poco.

Tra il pubblico presente in sala vi era anche il coreografo francese Angelin Preljocaj, che dopo lo spettacolo si è congratulato con Lienz Chang, con i solisti e con il Corpo di ballo del Teatro Massimo.

Don Chisciotte è uno dei tanti frutti della collaborazione del geniale coreografo Marius Petipa con il compositore Ludwig Minkus: rappresentato per la prima volta nel 1869 al Teatro Bol’šoj di Mosca, conobbe poi una seconda versione nel 1871 per il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. La storia è ispirata ad alcuni capitoli del Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes: il “cavaliere dalla trista figura” e il suo scudiero Sancho Panza sono infatti testimoni della storia d’amore tra il giovane Basilio e la bella Kitri, alla quale il padre vorrebbe imporre un ricco sposo: i due innamorati tentano di fuggire insieme e nel secondo atto vengono ospitati in un campo di zingari, dove ritrovano Don Chisciotte. Dopo aver combattuto contro un mulino a vento, Don Chisciotte si addormenta e sogna di correre in soccorso della Regina delle Driadi; come ricompensa Cupido gli mostra la sua amata Dulcinea. All’alba il padre di Kitri riesce a raggiungere i due innamorati e riporta a casa la fanciulla; il terzo atto si apre con i preparativi per il matrimonio di Kitri e del suo ricco fidanzato: ma Basilio finge di uccidersi per la disperazione e ottiene così finalmente il consenso per le nozze. Il balletto si conclude quindi nel giubilo generale.

Nel ruolo di Kitri è Olesja Novikova, prima ballerina del Balletto Mariinskij di San Pietroburgo, vincitrice dell’International Vaganova-Prix Competition di San Pietroburgo nel 2002. È nata a San Pietroburgo dove si è diplomata all’Accademia Vaganova per poi entrare nel Balletto del Teatro Mariinskij nel 2002. Al Teatro Mariinskji ha interpretato tutti i grandi titoli del balletto classico.

Accanto a lei nel ruolo di Basilio Leonid Sarafanov, primo ballerino del Balletto del Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo. Nato a Kiev, si è diplomato alla Scuola Coreografica di Kiev, nel 2002 è entrato a far parte del Balletto Mariinskij di San Pietroburgo. Dal 2011 fa parte del Balletto del Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo. È stato vincitore di diversi Concorsi internazionali di balletto nel corso della sua carriera, tra i quali il Concorso Internazionale di danza “Rudolf Nureyev” (Budapest, 2000). Nel 2006 è stato insignito del premio “Benois de la danse” e del premio “Spirit of Dance” nella categoria "Star" dalla rivista Ballet, e nel 2010 del premio Teatrale Nazionale di Mosca nella categoria “Migliore ruolo maschile nel balletto”.

In scena insieme a loro Benedetto Oliva (Don Chisciotte), Giuseppe Rosignano (Sancho Panza), Monica Piazza (Dulcinea), Gaetano La Mantia (Lorenzo), Marcello Carini (Gamache), Riccardo Riccio (Espada), Francesca Davoli (Mercedes), Francesca Bellone e Jessica Tranchina (Due amiche di Kitri), Annalisa Bardo (Regina delle Driadi), Yuriko Nishihara (Cupido), Daniele Chiodo (Capo degli zingari), Gianluca Mascia (Zingaro) e Giorgia Leonardi (Zingara).

Repliche fino a domenica 25 febbraio; giovedì 22 e sabato 24 febbraio danzeranno Linda Messina (Kitri) e Alessandro Staiano (Basilio) con Fabio Correnti (Don Chisciotte), Emilio Barone (Sancho Panza), Diego Mulone (Espada), Giorgia Leonardi (Mercedes), Annalisa Bardo (Regina delle Driadi).

Biglietti da 85 a 14 euro. La biglietteria è aperta dal martedì alla domenica dalle ore 9.30 alle ore 18.00 e nei giorni di spettacolo a partire da un’ora prima e fino a mezz’ora dopo l’inizio.

Concluse le operazioni di monitoraggio del relitto della nave da sbarco HMS LST-429 nel Canale di Sicilia, la cui presenza era già nota alla Soprintendenza del Mare, a seguito di segnalazione di Pietro Faggioli e del compianto Andrea Ghisotti, fin dal 2007. Il team di studi composto dal centro subacqueo Blue Dolphins di Lampedusa, guidato da Alessandro Turri, e del centro subacqueo Ecosfera di Messina, guidato da Domenico Majolino.
Nel corso dei sopralluoghi è stato realizzato del materiale video-fotografico utile per la concreta identificazione del relitto e per la valutazione delle condizioni dello stesso. Tutto il materiale è stato consegnato alla Soprintendenza del Mare nell’ambito di una attenta e proficua collaborazione per la preservazione e divulgazione dei beni storici-culturali presenti nelle acque che furono teatro dei violenti scontri durante la seconda guerra mondiale.
La nave da sbarco LST-429, classe mk2, nasce per la Marina Americana presso i cantieri Bethlehem-Fairfield Shipyard Inc. di Baltimora nel 1942. Fu varata l’11 gennaio 1943 e non entrò mai in servizio per gli Stati Uniti in quanto subito trasferita alla Royal Navy Britannica. Il 3 Luglio 1943 affondò nelle acque internazionali del Canale di Sicilia, a causa di un incendio di causa imprecisata (fonti ufficiali).
Il relitto giace su un fondale di circa 38 m, avvolto da reti da pesca, e spezzato in due tronconi. Il troncone di poppa si trova in assetto di navigazione; le due eliche e i due timoni, caratteristici dei mezzi da sbarco, si sono mantenute integre così come la torretta. Alle spalle del ponte di comando sono ben visibili le due difese, ricoperte da fitte concrezioni biologiche. Il troncone prodiero giace parallelo a quello di poppa, capovolto, con la prua rivolta verso le eliche. All’interno sono identificabili i mezzi gommati parte del carico.
Alla spedizione hanno partecipato: Alessandro Turri, Domenico Majolino, Monica Tentori, Mauro Bombaci, Antonio De Carlo, Marco Ruello, Francesco Donato, MariaGiovanna Piro, Stefano Saleri, Giorgia Pelegalli.

Per il Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa: “Il monitoraggio del relitto della nave da sbarco della Seconda guera mondiale nel Canale di Sicilia, reso possibile grazie al contributo di volontari, dimostra ancora una volta la giustezza della scelta di questa Soprintendenza nel cercare un rapporto di collaborazione con le associazioni e le istituzioni private. Crediamo che essi rappresentano una grande risorsa per la ricerca, la conoscenza e la salvaguardia dei nostri beni culturali sommersi e un lavoro comune, nel rispetto dei reciproci ruoli, non può che rappresentare la via maestra per il futuro. Il nostro mare è uno straordinario forziere che ospita un patrimonio che va dalla preistoria fino ai nostri giorni e da solo l'ente pubblico, anche per le scarse disponibilità economiche, non può affontare: è quindi necessario e irrinunciabile attivare sinergie con altre realtà. E questo non ha solo un valore tecnico ma anche culturale. Salvaguardare la nostra memoria storica non è un compito demandato solo ad ufficio pubblico ma un impegno a cui ognuno di noi deve dare un piccolo contributo. E riteniamo che a partire da questo confronto con il passato che si può ricostruire una rete di solidarietà, tolleranza e speranza nel futuro”.

 

Nell’ambito del Progetto CE.R.CA.MI., promosso da Palermo Pillbox Finders e BCsicilia, è stata censita a Carini un’importante  postazione militare della Seconda guerra mondiale abilmente mimetizzata da abside medievale. Alla ricerca erano presenti Michelangelo Marino e Marcello Pecora per Palermo Pillbox Finders e il Presidente della Sede di BCsicilia di Isola delle Femmine, Agata Sandrone. La postazione militare rilevata faceva parte di un caposaldo di sbarramento a  protezione dell’importante incrocio stradale antistante che collegava la litoranea SS113 proveniente da Trapani con l’intercomunale di Torretta dalla quale era possibile attraversando un altro sbarramento, quello di Portella della Torretta, entrare a Palermo. La postazione militare, probabilmente affianca da un’altra struttura difensiva similare posta sul lato opposto della via ed oggi non più esistente, era dotata di una mitragliatrice pesante in grado di interdire la presenza di eventuali forze avversarie. Del caposaldo di sbarramento del quale la postazione faceva parte, sono rimaste le tracce di una trincea difensiva e di un piazzola ospitante presumibilmente un cannoncino con funzioni  anticarro.
La particolarità e la pregevolezza della postazione di Carini, sita in Via Trento, consiste nell’adozione di un  mascheramento da finta abside, ottimamente realizzato all’epoca dagli uomini del Genio militare del Regio Esercito e studiato sfruttando il contesto storico ed architettonico circostante dell’antico borgo siciliano. Per lo studio della postazione, si è fatto ampiamente  ricorso all’utilizzo del satellite, tecnologia indispensabile per studiare le finalità strategico militari delle postazioni militari della Seconda guerra mondiale presenti sul territorio siciliano.
Le associazioni hanno sollecitato il Comune di Carini per le necessarie azioni di tutela al fine di una adeguata salvaguardia e valorizzazione dell’interessante struttura.

Si è concluso il 31esimo Campionato Italiano Indoor Para-Archery di Palermo. Gli scontri hanno premiano nell’arco olimpico gli azzurri Fabio Tomasulo ed Elisabetta Mijno, nel compound la spuntano Paolo De Venuto e Giulia Pesci mentre nel W1 torna sul primo gradino del podio Nazionale Salvatore Demetrico. I titoli Visually Impaired vanno a Mattia Panariello e Giovanni Maria Vaccaro. 
ECCO TUTTI I  TITOLI ASSOLUTI – Nell’arco olimpico maschile Open vince il primo titolo assoluto in carriera Fabio Tomasulo del Gruppo Sportivo Paralimpico della difesa, in finale la vittoria decisiva arriva per 6-4 sul campione del mondo mixed team in carica Stefano Travisani delle Fiamme Azzurre. Terzo posto per un altro azzurro Roberto Airoldi che ha la meglio allo shoot 6-5 (10-9) sull’atleta di casa Giuseppe Arcieri (Dyamond Archery Palermo). In campo femminile per la settima volta in carriera sale sul tetto d’Italia l’iridata mixed team Elisabetta Mijno (Fiamme Azzurre) dopo la vittoria in finale per 6-0 su Vincenza Petrilli (Aida). Bronzo per Kymberly Scudera (Arco Club Gela) grazie al 6-4 ai danni di Francesca Morselli (Arcieri Aquila Bianca). Nel compound primo titolo italiano al maschile per Paolo De Venuto (Frecce Azzurre) che vince all’ultima sfida un match bellissimo (146-145) con Alberto Simonelli (Fiamme Azzurre) appena convocato nella Nazionale normodotati per i prossimi Mondiali Indoor di Yankton negli Stati Uniti. Il podio si completa con Matteo Bonacina (Arcieri Castiglione Olona) bravo a vincere la partita con il compagno di Nazionale Giampaolo Cancelli (Arcieri Torrevecchia) 145-142. Tra le donne continua il regno di Giulia Pesci (Arcieri Adivestra) che oggi vince il terzo titolo italiano assoluto di fila al termine di una finale ad altissimo coefficiente di difficoltà con Maria Andrea Virgilio della Dyamond Archery Palermo, la score conclusivo dice 145-138. Terzo posto per Santina Pertesana (Polisportiva Disabili Valcamonica) che batte Ileana Bastianello (Arcieri Scaligeri) 134-133. Nel W1 maschile torna sul primo gradino del podio dopo il successo del 2016 Salvatore Demetrico (Apple Club Camporotondo) con il successo in finale su Daniele Cassiani (Arcieri Fivizzano) 139-135. La medaglia di bronzo va al collo di Fabio Luca Azzolini (Arcieri Montale) dopo il 134-127 rifilato a Gabriele Ferrandi (Arcieri Ardivestra). Tra i Visually Impaired 1 il nuovo campione italiano è Matteo Panariello (Arcieri Livornesi) vincente nella sfida per l’oro con Barbara Contini (Arcieri San Bernardo) 6-2. La finale per il bronzo va invece a Giordano Cardellini (Sagitta Arcieri Pesarlo) per 6-0 su Silvano Pasquini (G.S. Non Vedenti Milano Onlus). Nella categoria Visually Impaired 2/3 il titolo italiano va a Giovanni Maria Vaccaro (Dyamond Archery Palermo), l’ultima ad arrendersi è Marina Capria del CUS Roma sconfitta in finale 6-2. Bronzo per Ivan Nesossi che batte Diego Chiapello in un match tutto firmato G.S. Non Vedenti Milano Onlus. Tra le squadre dell’arco olimpico maschile trionfa la società di casa, la Dyamond Archery Palermo grazie alle frecce di La Rosa, Genovese e Arcieri che in finale hanno la meglio sulla Compagnia Arcieri Ugo di Toscana (Bartoli, Condrò, Dolfi) con il risultato di 5-1. Bronzo all’ A.S.C.I.P (Giorgi, Mancini, Torella) vittoriosa 6-0 sugli Arcieri del Sud (Canaletti, Delmastro, Di Venosa).

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