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Domenica, 21 Luglio 2019

Nove ricette provenienti da quattro province, uno show cooking dove il filo conduttore sarà la cucina contadina che rispetta la tradizione, la genuinità e la biodiversità. Venerdì 15 marzo, l’istituto alberghiero Danilo Dolci di Partinico ospita la tappa siciliana del Festival Agrichef, promosso dalla Cia e dall’associazione Turismo Verde con il patrocinio del Comune. Un contest riservato agli agriturismi che, in questa occasione, coinvolgerà anche gli studenti dell’istituto, chiamati a contribuire per la realizzazione dei piatti.

I cuochi degli agriturismi in gara prepareranno dal vivo il piatto e lo presenteranno a una giuria. La pietanza dovrà rispettare una serie di canoni e la giuria farà una valutazione complessiva basata su alcuni requisiti fondamentali come aspetto e composizione, bontà, stagionalità delle materie prime utilizzate, rispetto delle tradizioni contadine, uso di prodotti locali, specialmente presidi Slow Food, Dop e Igp, la presentazione dell’agriturismo e del suo territorio. Ai piatti saranno abbinati dei vini siciliani ed è anche previsto un buffet che sarà preparato dagli studenti dell’alberghiero.

Al termine, la giuria proporrà l’agrichef che andrà a rappresentare la Sicilia all’evento nazionale che si terrà in primavera all’istituto alberghiero di Amatrice. La giuria sarà composta da Patrizia Roccamatisi (dirigente scolastico dell’istituto Dolci), Maurizio De Luca (sindaco Partinico), Rosa Giovanna Castagna (presidente regionale della Cia), Antonino Cossentino (presidente della Cia Sicilia Occidentale), gli chef Natale Giunta e Totò Mazzola, Maria Antonietta Pioppo (giornalista e unica Master Sommelier in Sicilia), Roberto Guarino (esperto di food marketing), Antonino Ciccio (vicepresidente dell'Associazione Simenza).

Questi invece gli agriturismi che vi prenderanno parte: Fattoria di Grenne di Ficarra (Me), Santa Margherita di Gioiosa Marea (Me), Bergi di Castelbuono (Pa), Al Poggetto di Santa Cristina Gela (Pa), Il Pescheto di Partinico (Pa), Villa Splendore di Cerda (Pa), Tudia di Resuttano (Cl), Sanacore di Guarrato (Tp) e Maltese di Marsala (Tp).

L’agrichef selezionato avrà in premio una fornitura di speciali formati di pasta Poiatti per il suo agriturismo. “Non si tratta di una competizione vera e propria, ma di un incontro tra le aziende, una possibilità per confrontarsi e per far conoscere i nostri valori rurali ai ragazzi della scuola”, spiega Daniela Di Garbo, responsabile di Turismo Verde per le province di Palermo e Trapani che ha coordinato l’iniziativa con il docente Giuseppe Bruno.

“Per i ragazzi – dice Antonino Cossentino, presidente della Cia Sicilia Occidentale – sarà una straordinaria occasione per stimolare la propria fantasia e provare un approccio diverso alla cucina, magari meno ingessato e più fantasioso. In Sicilia abbiamo circa 500 strutture agrituristiche, c’è un grosso indotto tra personale di cucina e di sala. Da questo incontro speriamo possa nascere una collaborazione che porti i ragazzi a fare degli stage nelle aziende agrituristiche, dove c’è un tipo di cucina diversa dalla ristorazione di massa e che esalta i prodotti locali”.

Ma chi è l’Agrichef? Secondo la definizione coniata dalla Cia che ne ha depositato il marchio, è un cuoco/cuoca di comprovata abilità ed esperienza che esercita il suo mestiere all'interno della cucina dell'agriturismo, impegnandosi a trasformare principalmente produzioni agricole aziendali, o di prossimità, nel rispetto della stagionalità e dei saperi contadini, e utilizzando nella realizzazione dei piatti ingredienti legati alla tutela della biodiversità. L'agrichef è un cuoco, ma al tempo stesso è il produttore agricolo che ha messo assieme i segreti della produzione, quelli delle tradizioni e della cultura contadina, la sensibilità per l'ambiente, la valorizzazione del territorio, il restauro di edifici rurali, il recupero di ricette tramandate nel tempo e il rapporto umano che instaura con il suo commensale. Gli agriturismi e gli agrichef tramandano così tradizioni e divulgano l'importanza della salvaguardia della biodiversità, anche attraverso la realizzazione di piatti con ricette di tutte le regioni d'Italia. Insomma, un mestiere nuovo che si ispira ad antiche tradizioni.

Turismo Verde è un'associazione dedicata alla valorizzazione e alla promozione dell'agriturismo e delle molteplici attività ad esso connesse, oltre al turismo rurale in Italia. 

Per i prossimi sabati, il 2 e il 9 marzo, il Teatro Massimo resterà aperto fino alle ore 20.00 per le visite guidate e – compatibilmente con le condizioni metereologiche – anche per la visita in terrazza ad un prezzo promozionale. L'offerta serale, a partire dalle ore 18.00,  prevede la visita guidata comprensiva della Terrazza al prezzo speciale di 15 € e di 8 € per gli iscritti Under35. L’iniziativa proseguirà anche per alcuni sabati dei prossimi mesi, compatibilmente con la programmazione del Teatro.

Visite guidate: tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.00 (ultimo ingresso alle 17.30)

sabato 2 e sabato 9 marzo fino alle 20.00, ultimo ingresso alle 19.10. Ultimo ingresso per la visita della terrazza alle 18.30 (compatibilmente con le condizioni meteo).

disponibili in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco

Biglietti per la visita guidata

Intero: 8 € - Ridotto: 5 € (meno di 25 anni)

Ingresso gratuito per bambini con meno di sei anni

Visita della Terrazza: 20 €

prezzo speciale dalle ore 18.00 alle 20.00 di sabato 2 marzo e di sabato 9 marzo:

15 € intero - 8 € per i possessori di Card Under35

Da mercoledì scorso a Palermo, nel quartiere Bonagia,  esiste Largo Vincenzo Sansone (al posto di Largo della Lontra), un piazzale dedicato al segretario della Camera del Lavoro di Villabate ucciso il 13 febbraio del 1947. Sansone, sindacalista della gente povera, aveva 37 anni. Fu ucciso a colpi di lupara.  
Continua il percorso delle “vie dei diritti” portato avanti della Cgil e dell'amministrazione comunale, l'intitolazione di 19 strade di Palermo, tutte all'interno dello stesso quartiere,  dedicate  ai sindacalisti uccisi dalla mafia. Alla cerimonia sono intervenuti il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo, la nipote Giuseppina Sansone, il sindaco di Villabate Vincenzo Oliveri e e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. 
“Sansone difendeva i braccianti  dal controllo e dallo sfruttamento dei padroni, dalla pratica dei bassi salari e da chi approfittava della gente povera – ha detto il segretario generale della Cgil  Palermo Enzo Campo – L'abbiamo ricordato per la prima volta tre anni fa a Villabate, dopo 69 anni dalla morte, e di questo abbiamo chiesto scusa alla famiglia. Sansone,  come tutti colore che hanno lottato per la libertà  e per il lavoro, alla testa di quel movimento contadino e sindacale al quale partecipavano migliaia di braccianti, è stato un costruttore della nostra Costituzione. In più Sansone, che era un insegnante di Lettere, ha messo la sua cultura a disposizione del  popolo, con la formazione di una delle prime cooperative agricole che ha fatto sì che i lavoratori non venissero sfruttati. Oggi il suo ricordo e la memoria che onoriamo sono importanti per le lotte future”. 
"Mio zio  fu l'unico in paese, con la gente che camminava scalza,  ad avere chiesto gli aiuti del piano Marshall. Stava arrivando a Villabate una vettura carica di  viveri e vestiario ma i mafiosi si opposero  e per questo l'hanno ucciso, cinque giorni prima che festeggiasse i suoi 38 anni – ha ricordato l'unica nipote di Sansone, Giuseppina Sansone -  Era giovanissimo e per sua madre fu un enorme dolore. Sansone fu minacciato e allontanato. Lui  che era un profondo altruista, aveva solo un paio di pantaloni e andava in giro con i pantaloni bucati indosso. E' morto da martire, ha dato la sua vita e la sua gioventù per il bene degli altri, non per il suo tornaconto. Dopo 70 anni il dolore è ancora vivo”. “Siamo grati alla Cgil e al Comune che hanno voluto ricordare a Palermo un uomo nato a Villabate, e per metà di Misilmeri,  che da oggi è cittadino palermitano – ha detto il sindaco di Villabate Vincenzo Oliveri -   Sansone è stato un uomo che ha dato la vita per una grande causa, il suo è stato un atto d'amore per la gente bisognosa. Presto anche a Misilmeri intitoleremo una strada in suo onore”.  
 
SCHEDA - Vincenzo “Nunzio” Sansone, segretario della Camera del Lavoro di Villabate fu freddato a colpi di lupara dalla mafia mentre percorreva il tratto tra Villabate e il borgo di Portella di Mare. Era il  13 febbraio del 1947. Insegnante di lettere, sempre vicino agli ultimi per aver conosciuto in gioventù la fatica e gli stenti, voleva riscattare le masse operaie e contadine dalla loro miseria. Militante comunista impegnato nella lotta per la riforma agraria, fondatore e segretario della locale Camera del lavoro, organizzava i lavoratori della campagna per la raccolta dei mandarini. Aveva provato a fondare una delle prime cooperative agricole. Alla mafia, abituata ai modi ossequiosi della gente di campagna dava un grande fastidio il successo che Sansone riscuoteva tra la gente.
Una delle ipotesi fu che avesse pestato i piedi a qualche proprietario terriero. La Camera del Lavoro di Villabate  presto diventò il luogo di riferimento dove la gente poteva trovare una risposta ai propri bisogni. In quegli anni di guerre, coi bambini che camminavano scalzi per strada, Sansone chiese con una lettera gli aiuti del Piano Marshall, viveri, vestiario e soldi per i familiari dei morti in guerra. Quando arrivarono i vagoni carichi di beni, quelli che comandavano in paese pretesero di impossessarsi della roba. Sansone, che lottava solo e sempre per il bene degli altri, fu minacciato e allontanato.  Vincenzo Sansone aveva un solo completo, che indossava in estate e in inverno. Quando si consumò, coprì lo strappo con uno scialle. E andava  coperto con lo scialle della nonna. Ha dedicato  la sua vita ai poveri e agli orfani.

Martedì mattina, il Sindaco Leoluca Orlando ha partecipato alla cerimonia di consegna del progetto esecutivo di una grande piazza a Brancaccio, intitolata al Beato Padre Pino Puglisi e a Papa Francesco da parte del Centro Padre Nostro. 

Il progetto esecutivo della piazza si chiama Agorà, ha l’obiettivo di riqualificare il contesto urbano del quartiere ed è già stato depositato presso gli uffici competenti del Comune di Palermo per i pareri necessari.  

I costi della realizzazione del progetto esecutivo sono stati sostenuti dal Centro di Accoglienza Padre Nostro e dalla Fondazione Giovanni Paolo II di Fiesole.  

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il fratello di Don Pino Puglisi, Franco Puglisi, il parroco Don Maurizio Francoforte, il presidente del Centro Padre Nostro, Maurizio Artale, il presidente di Circoscrizione, Mario Greco e i consiglieri comunali, Francesco Bertolino e Sandro Terrani.

L’opera sorgerà nei terreni che si trovano nel quartiere di Brancaccio, tra via Brancaccio e via Francesca Paola Pennino e sarà costituita da uno spazio di circa 15 mila metri quadrati e che collegherà la nuova chiesa in costruzione, attraverso un percorso inframezzato da punti di interesse e aggregazione, zone di sosta e aree libere per la socializzazione. Nello specifico la piazza si caratterizza per la presenza di un corso d’acqua, una cavea e un piccolo padiglione.

Il Sindaco ha sottolineato che l’opera “conferma il cammino di rigenerazione del quartiere di Brancaccio e dell’intera città in ricordo del Beato Padre Pino Puglisi”. ”Agorà  – ha detto Orlando – è un grande spazio pubblico ma allo stesso tempo un accesso alla nuova chiesa del quartiere e si accosta al progetto in via di definizione per la realizzazione di un asilo nido. Si tratta, quindi, di due interventi di grande importanza  per Brancaccio,  che sicuramente servono come attenzione per i governi, nazionale e regionale per considerare l’importanza strategica di questa rinascita di Brancaccio, simbolo e stimolo per la rinascita dell’intera città”.

 “Per noi del Centro di Accoglienza Padre Nostro – ha detto il Presidente del Centro di Accoglienza Padre Nostro, Maurizio Artale -  questa piazza, più di ogni altra cosa, deve incarnare la presenza sul territorio e il senso dello Stato e di tutte le istituzioni che lo compongono I pellegrini, che vengono a visitare i luoghi del Beato Giuseppe Puglisi, dovranno vedere che Brancaccio vuole fortemente diventare un quartiere modello di innovazione formale e di sostenibilità ambientale. Ma la piazza è, soprattutto, uno spazio che deve avere la capacità di rappresentarci, ricordando a tutti che esiste qualcosa che è più della somma delle parti, quel bene comune, per cui ha un senso lo stare insieme. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la visione che, 25 anni fa, il Beato Giuseppe Puglisi ha avuto della sua comunità e del suo quartiere.  Entro l’inizio del nuovo anno doneremo al Comune di Palermo il progetto dell’Asilo Nido, che andrà ad ampliare i servizi di questa circoscrizione”.

Il Presidente della II Circoscrizione, Mario Greco, ha ringraziato gli intervenuti, offrendo le competenze del Consiglio "a queste due opere, che rappresenteranno uno sviluppo di Brancaccio sino ad oggi inimmaginabile".

Infine, il Parroco di Brancaccio, don Maurizio Francoforte, ha benedetto gli intervenuti, ribadendo il suo forte desiderio che la piazza si realizzi e ricordando che "il progetto dell’agorà e quello dell’asilo  nido sono già stati benedetti da Papa Francesco durante la sua visita nella casa del Beato Giuseppe Puglisi il 15 Settembre 2018".

E' stato presentato ieri mattina il volume "Villa Niscemi", commissionato dal Comune di Palermo alla casa editrice 40Due e a cura di Massimiliano Marafon Pecoraro, con le foto di Alberto Forte. I dettagli del libro sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa che si è svolta alla presenza, tra gli altri, del sindaco Leoluca Orlando e dell'autore dell'opera, nell'omonima dimora settecentesca, originariamente appartenuta ai Valguarnera e successivamente diventata sede di rappresentanza del Comune di Palermo. 

"Questo volume celebra una straordinaria villa con una straordinaria storia - ha dichiarato il sindaco - che si intreccia indissolubilmente con la storia di una famiglia e della città di Palermo. L'Amministrazione comunale la comprò in un periodo in cui accanto all'impegno forte per il contrasto alla mafia vi era quello per tutelare e valorizzare le bellezze della nostra città".

Grande soddisfazione è stata espressa dall'autore del libro, Massimiliano Marafon Pecoraro, che ha ringraziato "il Comune di Palermo e il sindaco Orlando per la sensibilità avuta nel supportare questa iniziativa, importante anello di promozione della cultura della nostra Città". 

Punto di partenza di tutto il lavoro è stato un precedente volume del 2004, unico testo monografico di una esigua bibliografia. Si è, infatti, rilevata l’assenza di alcuni documenti citati, e in parte trascritti nel testo del 2004, fra le carte dell’Archivio Niscemi, nella loro corretta collocazione all’Archivio di Stato, forse spostati proprio per la consultazione e riposti in altri faldoni. Per esigenze editoriali, purtroppo, non è stato possibile effettuare una catalogazione ragionata degli oggetti d’arte conservati all’interno della villa. È stato possibile, invece, grazie al reperimento dei notai della famiglia committente dal XVIII al XX secolo, oltre a ricostruirne la storia dalle origini ad oggi, pubblicare informazioni inedite riguardo alle dimore urbane abitate dai Principi di Niscemi. 

Nel volume, infine, nella sezione dedicata agli apparati, accanto a un ricco regesto documentario, sono state inserite le varianti alla pianta del piano nobile, al fine di facilitare la comprensione degli ampliamenti degli spazi abitativi negli anni, gentilmente concesse da Roberto Griffo. 

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