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Domenica, 21 Luglio 2019

Si inaugura il 19 gennaio con una Turandot di Puccini ambientata in una immaginaria Cina del futuro la stagione 2019 del Teatro Massimo. A presentarla nella Sala Grande del Teatro Massimo il sovrintendente Francesco Giambrone, il direttore musicale Gabriele Ferro, il sindaco di Palermo e presidente della Fondazione Teatro Massimo Leoluca Orlando,  e Lucia Di Fatta, dirigente regionale al Turismo, in rappresentanza dell’assessore regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo Salvatore Pappalardo.

Una stagione che vedrà un’alternanza dei titoli del grande repertorio operistico, sinfonico e di danza con altri di ascolto più raro e che in alcuni casi rappresentano una prima assoluta, in uno stretto intreccio di tradizione, innovazione e curiosità. Dieci opere, 3 balletti, per un totale di 13 spettacoli nel cartellone di opere e balletti, con un totale di sei nuove produzioni; dieci concerti sinfonici e sei recital per la stagione concertistica. le coproduzioni coinvolgeranno teatri italiani (Bologna e Napoli), ed europei (Karlsruhe e Kiev), mentre in febbraio il Teatro Massimo si recherà in tournée in Oman.

Ecco quindi che per le opere accanto a Turandot diretta da Gabriele Ferro nella visione del regista Fabio Cherstich e dei videoartisti russi AES+F, Pagliacci, La traviata e Il barbiere di Siviglia vi saranno anche Winter Journey, prima assoluta di Ludovico Einaudi con la regia di Roberto Andò e il testo dello scrittore irlandese Colm Tóibín (Booker Prize), il musical My Fair Lady, mai eseguito al Teatro Massimo, e alcune opere che saranno per la prima volta al Teatro Massimo come Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi, La favorite di Donizetti (mai eseguita a Palermo nella versione francese), Idomeneo di Mozart (presente in stagione solo nel 1983 al Politeama) e Das Paradies und die Peri (Il paradiso e la Peri) di Schumann. In cartellone grandissimi interpreti e giovani artisti emergenti tra i più interessanti della scena internazionale (Sonia Ganassi, Lisette Oropesa, Carmela Remigio, Pierluigi Pizzi, Emanuela Buratto, Martin Muehle, Daniel Oren…)

Anche per quanto riguarda la danza il Corpo di ballo del Teatro Massimo proseguirà la strada intrapresa con successo nelle ultime stagioni presentando sia due spettacoli dedicati a coreografi del recente passato e del presente come Angelin Preljocaj, il collettivo Kor’sia, Micha van Hoecke e Carmen Suite di Alberto Alonso con Svetlana Zakharova, che un grande classico del balletto ottocentesco (Lo schiaccianoci natalizio con Jacopo Tissi nel ruolo del titolo), proseguendo il percorso intrapreso di eccezionale versatilità. Si conferma quindi la scelta di valorizzare il Corpo di ballo della Fondazione che negli ultimi anni ha ottenuto grandi successi e importanti risultati.

Filo rosso che unisce gli spettacoli è quello del viaggio: dall’esilio del principe Calaf e di suo padre Timur, che si ritrovano infine alla corte di Turandot, passando per il ritorno in patria dopo la guerra di Troia degli eroi omerici Ulisse e Idomeneo, al girovagare dei Pagliacci da un paese all’altro, al volo della Peri che cerca ovunque un tesoro prezioso che le consenta di essere riammessa in paradiso, al doloroso viaggio del protagonista di Winter Journey, in fuga dalla sua città natale straziata, fino al viaggio in un paese da favola di Schiaccianoci. Il viaggio si configura come percorso di crescita, spesso doloroso, una scoperta di un nuovo sé che comporta al tempo stesso la rinuncia a qualche elemento dell’io precedente.

La stagione sinfonica 2019 abbraccia un repertorio vasto ed eterogeneo, spaziando dalla musica barocca (La santa Rosalia di Bonaventura Aliotti) al Jazz e si segnala per un’attenta selezione di grandi direttori d’orchestra e per la collaborazione con altre realtà musicali del territorio, dal Brass Group al Conservatorio di Musica di Palermo. Da segnalare i tre concerti dedicati a Johannes Brahms, che in pochi giorni permetteranno di ascoltare alcune delle opere più significative del compositore, compreso il Requiem tedesco diretto dal direttore musicale Gabriele Ferro.

Una novità per la stagione 2019 sarà il ritorno dei concerti di canto, dedicati a sei grandissimi nomi della scena lirica internazionale: Mariella Devia, Nicola Alaimo, Jessica Pratt, Ian Bostridge, Anne Sofie von Otter e Waltraud Meier.

Anche nella stagione di Concerti è presente il tema del viaggio, con l’esilio di Santa Rosalia su Monte Pellegrino dell’oratorio di Bonaventura Aliotti, Alle vittime senza nome di Eötvös in ricordo di tutti coloro che sono morti in mare mentre tentavano di raggiungere l’Europa, Il viaggio d’inverno di Schubert.

Anche per la stagione 2019 il Teatro Massimo può contare sul sostegno dei privati: i partner Fondazione Sicilia, Sispi, Amap, Amg Energia, Omer, Volotea, con il recente ingresso di GNV e di Sicily by Car, ai quali si aggiunge il contributo prezioso di tutti i sostenitori Art Bonus (Tasca d’Almerita, Caffè Morettino, Sais Autolinee, Agostino Randazzo, Dell’Oglio, Filippone Assicurazione, Giuseppe Di Pasquale, Alessandra Giurintano Di Marco, Istituto Clinico Locorotondo, Annibale Berlingieri).

La stagione 2019 vedrà diverse coproduzioni internazionali, a partire dalla Turandot inaugurale, che vedrà altri tre teatri (Karlsruhe, Bologna e Kiev) unirsi al Teatro Massimo per produrre lo spettacolo, insieme al Lakhta Center di San Pietroburgo.

Da segnalare la tournée che, grazie all’impegno di Francesca Campagna, porterà di nuovo il Teatro Massimo in Oman, dopo il grande successo del 2016 con La fille du régiment nello storico allestimento con scene e costumi di Franco Zeffirelli. A febbraio Orchestra e Coro della Fondazione saranno invitati per la seconda volta alla Royal Opera House di Muscat per tre recite della Traviata che vedranno Placido Domingo impegnato dapprima in scena, nel ruolo di Germont, e sul podio come direttore in occasione dell’ultima recita.

Gli abbonati che rinnovano anche per il 2019 (a partire dal 9 ottobre e fino al 4 novembre) per la prima volta dopo tanti anni non dovranno pagare il diritto di prelazione sugli abbonamenti. Nuovi abbonamenti a partire dal 13 novembre, e tariffe particolarmente interessanti per chi sceglie la formula completa di abbonamento che comprende opere, balletti, concerti e recital.

Come già nelle stagioni passate, il Teatro Massimo continuerà a proporre le dirette streaming delle opere sul canale della WebTv. Continua anche la collaborazione con Artficial, che già l’anno scorso aveva realizzato i cloni per le singole opere e che quest’anno ha riprodotto il Teatro Massimo.

 

Con grande emozione e con grande onore accolgo Papa Francesco a Palermo, a nome di tutta la nostra comunità cittadina, dando a Lui il benvenuto e rivolgendo a Lui un filiale ringraziamento.

Oggi, anche grazie alla Sua presenza nella nostra città, Palermo festeggia.

Sì, Palermo festeggia anche se commemora la morte, l’uccisione per mano mafiosa di un parroco, del piccolo, grande Beato Pino Puglisi, e con lui di tanti uomini e donne che hanno dato la propria vita perché il nostro futuro fosse libero.

Oggi commemoriamo l’anniversario di una morte, che per don Pino Puglisi è stato tornare al Padre e rinascere alla vita eterna; oggi è per Palermo un giorno di festa, perché ricordiamo il Beato Pino Puglisi con la speranza - di più, con la certezza - che il suo martirio non è stato vano, che il tributo, che egli come tanti ha donato per liberare Palermo e la Sicilia è stato davvero un dono; un seme che ha dato, sta dando e darà i suoi frutti.

Venticinque anni sono passati da quel 15 settembre del 1993. Palermo era ancora ferita dalle stragi del 1992; Palermo cominciava a reagire a quelle stragi anche grazie alla forza datale dalle parole che Papa Giovanni Paolo II aveva pronunciato pochi mesi prima contro la mafia nella Valle dei Templi di Agrigento.

E Don Pino, 3P, era per una parte di Palermo segno e speranza di cambiamento e liberazione, ne era motore e testimonianza. E anche per questo, come lui stesso disse al suo assassino, “si aspettava” di morire e accolse la morte col sorriso sulle labbra.

Sapeva, Don Pino, che il cambiamento richiede tempo; sapeva che il suo martirio era e sarebbe stato parte di un lungo percorso di cambiamento del suo quartiere, della comunità ecclesiale, di tutta la città.

Venticinque anni sono passati dal quel martirio. Venticinque anni durante i quali quel seme è germogliato.

Palermo ha “nella sofferenza fatto ricorso all’olio della solidarietà”, ha scelto di rompere il silenzio del dolore e della violenza, senza aver paura della paura e senza trasformare dolore, violenza e paura in urlo di odio.

Oggi Papa Francesco incontra tanti frutti nati da quel seme di amore che Padre Puglisi ha gettato: dalla piccola, grande comunità di Brancaccio che ha continuato e continua l’impegno quotidiano di Don Pino, a tutta la comunità ecclesiale certamente, che ha trovato in Don Corrado non solo una guida, ma anche una fonte di forza e fiducia.

Papa Francesco incontra anche la città dell’accoglienza e della solidarietà, una città dove “non vi sono migranti”, dove tutti e ciascuno, ovunque siano nati e da dovunque provengano, sono e sono riconosciuti come persone, titolari di diritti umani; quella città che nel quotidiano fa proprio, quale che sia la religione professata, quali che siano la nazionalità o il colore della pelle, l’insegnamento evangelico “scomodo e impegnativo” che ci vuole portatori di speranza e di solidarietà.

Con migliaia di giovani e con Fratello Biagio e la sua Missione di Speranza e Carità che sono simboli di una città che riconosce l’unità e l’uguaglianza della comunità umana non solo di fronte a Dio, Papa Francesco incontra una città che “si sforza di agire in modo solidale piuttosto che parlare”.

Francesco incontra la città che incarna la potenza di quella splendida frase di Don Pino: “Se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto…”; quella città che rappresenta l’unione del nostro migliore passato con il nostro migliore futuro, le nostre radici e le nostre ali.

Palermo è oggi, anche grazie al seme di speranza lasciato da Padre Pino Puglisi e con lui dal Magistero del Cardinale Salvatore Pappalardo, una città in cammino; una città che a venticinque anni da quei giorni tristi e luttuosi, sta ritrovando la propria strada e che pur fra mille difficoltà e contraddizioni vuole porsi all’Italia e al mondo come modello possibile di comunità che accoglie e dialoga, perché riconosce che solo nell’accoglienza e nel dialogo può trovare liberazione, riscatto e sviluppo morale prima ancora che materiale.

Anche per questo, in sintonia con la intera comunità palermitana, abbiamo in questi mesi manifestato la speranza che il Beato Pino Puglisi possa diventare Patrono della nostra Città metropolitana, accanto ai Patroni delle singole città, copatrono della Città di Palermo accanto a Rosalia e a Benedetto il Moro, entrambi simboli di liberazione. Liberazione da ogni peste, liberazione da ogni schiavitù individuale e collettiva.

Oggi la presenza a Palermo di Papa Francesco rappresenta per noi motivo di speranza, stimolo a fare di più e meglio.

Benvenuto e Grazie Papa Francesco

Leoluca Orlando

Pomodori, aromi e tenerumi per una Palermo non solo tutto porto ma anche tutto orto. Questo week-end il centro storico di Palermo diventerà un grande orto urbano per insegnare a tutti, adulti e bambini, la cultura del verde e del mangiar sano! “Vogliamo immaginare – spiegano gli organizzatori - una Palermo a tutto orto oltre che tutto porto, dove arte e orto si incontrano dando vita a una città più verde e sostenibile a livello ambientale, economico e sociale”.

Alle piantine ci pensa “Piante & Passione”, divisione hobby del vivaio “Ecofaber” dedicata a chiunque ami coltivare un orto domestico, che da sempre sostiene e diffonde il concetto di orto urbano come strumento di sviluppo economico e aggregazione sociale. “Quando parliamo di prendersi cura di un orto in città, infatti, non parliamo soltanto di un'alternativa più economica (e sana!) alle verdure sui banchi dei supermercati, ma anche di un'occasione di incontro fra i cittadini che trovano nell'orto una passione da condividere insieme”, spiegano da “Piante & Passione”.

Il progetto, nato da un'idea di “Studio Agnello & Associati” per “Manifesta Collateral Event”, vuole lanciare un messaggio molto chiaro: coltiviamo i nostri balconi, le nostre terrazze, le aree inutilizzate della nostra città! È facile, costa poco e si rispetta l'ambiente! Un proposito, questo, che unisce “Piante & Passione” alla cooperativa “Orto Capovolto” nella realizzazione dell'orto urbano a Palermo.

Appuntamento in Piazza Croce dei Vespri a Palermo questo venerdì 14 settembre per il “verdurissage” e poi sabato 15 e domenica 16 settembre l’iniziativa dedicata all’orto urbano con laboratori didattici, giochi per bambini e attività alla scoperta dell'orto! Durante l'evento sarà possibile degustare gli ottimi vini della cantina “Feudo Ramaddini”.

Il programma dell'evento:

Programma:
Venerdì 14 settembre
ore 17.30 _ Verdurissage
Interverranno:
Sergio Marino, Vicesindaco e Assessore al Verde, Comune di Palermo
Massimo Castiglia, Presidente Prima Circoscrizione, Comune di Palermo
Maurizio Carta, Presidente della Scuola Politecnica UNIPA
Paolo Inglese, Direttore Simua UNIPA e Professore di Coltivazioni Arboree
Riccardo Agnello, Studio Agnello & Associati 
Angelica Agnello, Orto Capovolto 

Sabato 15 settembre
Ore 17.00/19.00_ Per fare un orto di vuole un seme
Laboratorio di OrtiCultura per bambini a cura di Orto Capovolto (età 4+)
Ore 19.00_ Verdure a suon di swing
Clandestina Lindy-Hop nell’orto, in collaborazione con SwingAge Palermo e Circ'Opificio

Domenica 16 settembre
Ore 11.00/13.00 _ Caccia agli ortaggi
Gioco alla scoperta dell’orto e dei suoi frutti a cura di Orto Capovolto(età 6+)
Ore 17.30 Va’ dove ti porta l’orto 
Dibattito “Mangiare sano e vivere bene” con:
dott.ssa Federica Barreca - Biologa nutrizionista, Orto Capovolto 
Maurizio Gallo, Responsabile Educazione alla Salute Asl 6 di Palermo
Daniele Giliberti, Vivi Sano Onlus, Il Parco della Salute 
Federica Messina, Negozio Leggero
Ore 19.00 L’orto raccolto 
Raccolta dei prodotti dell’orto e degustazione 

 

 

 

È stato sancito questa mattina il patto di Palermo con l’ambasciatore d’Italia in Giappone Giorgio Starace, la Sicilia diventa capitale dell’export verso il Giappone. A sugellare questo patto, i produttori delle eccellenze "food and beverage" del Made in Italy e del Made in Sicily con il consorzio Italy on the Table e il suo coordinatore Mario Stancampiano, il Sindaco Orlando e la presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio e Junya Honda, business development senior General manager di Monte Bussan, durante l’incontro con l’ambasciatore Starace. Per la visita ufficiale, una location di grande pregio storico, cornice di questo importante patto che servirà da volano per l’economia regionale, infatti, Villa Niscemi, mentre in mattinata si è tenuto l’incontro nella sede di Confcommercio.

“La Sicilia è uno dei posti più belli della terra – ha detto l’ambasciatore Giorgio Starace che è arrivato nella città siciliana a seguito dell’invito del Food Broker Mario Stancampiano – è il Paese con la terza economia mondiale e il quarto al mondo come potere d’acquisto. Esiste una infinita classe media che punta decisamente all’acquisto di prodotti esteri e del “made in Italy”.

La Sicilia può avere tante opportunità nel settore agroalimentare, dove da oggi i dazi non esistono più, ma anche nel settore dell’artigianato orafo e dei gioielli, del tessile e della moda. In particolare – ha aggiunto Starace - l’agroalimentare si coniuga perfettamente con la promozione del territorio e i giapponesi si stanno sempre più avvicinando con interesse a tutto ciò che è per esempio km.0. Tokyo ospita dal 21 al 23 settembre un grande salone del turismo mondiale che può essere una grande opportunità per i tour operators e gli operatori di settore siciliani, e per questa ragione ho scritto al presidente della Regione Nello Musumeci, ma penso anche all’appuntamento di marzo 2019 con il salone dell’agroalimentare di Tokyo, dove l’Italia ha un padiglione di 2.000 mq. e dove la Sicilia può avere uno spazio. Opportunità tutte che vanno colte perché possiamo essere davvero forti in un mercato che senza dazi sarà maggiormente competitivo. Insomma, sono prontissimo per organizzare un grande evento per la Sicilia, con operatori di settore, Regione, produttori e altri soggetti”. “Ricordo – ha proseguito Starace - che nel primo quadrimestre del 2018 export per 3 miliardi e 320 milioni di euro l’Italia si attesta ad un + 24,3%. Per la prima volta dal Dopoguerra l’Italia è il secondo esportatore in valore assoluto, siamo dietro solo alla Germania. Per affermarsi nel mercato giapponese bisogna agire con operazioni di raccordo con i giapponesi lavorando molto in sinergia. Le aziende italiane che esportano oggi in Giappone sono 14.921 e attivano 88.806 posti di lavoro dipendenti dalle varie attività”, ha concluso Starace.

“La presenza oggi a Palermo dell'ambasciatore d'Italia in Giappone – afferma il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando - è la conferma del rinnovato appeal internazionale della nostra città e della capacità di essere il luogo di incontro tra le istituzioni e i privati interessati a costruire percorsi di sviluppo e nuova economia. Ringrazio l'ambasciatore e i promotori dell'iniziativa per avere scelto Palermo per questo momento di contatto fra l'impresa siciliana e quella giapponese. Mentre anche sul fronte commerciale nel mondo si alzano sempre più muri, Palermo sceglie di andare nella direzione della costruzione di ponti per far incontrare i popoli, le imprese, le idee. Sono certo che da questo incontro nasceranno ottime opportunità tanto per gli imprenditori siciliani quanto per quelli giapponesi, che hanno capito quanto importante sia guardare lontano perché le nostre radici trovino nuove ali e sappiano costruire il futuro”.

“Il Giappone e il mercato dell’Est costituiscono una grande opportunità per i nostri imprenditori siciliani e palermitani – ha detto Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo -. La Sicilia è vero che sconta arretratezza infrastrutturale ed economica ma è terra di grandissima prospettiva e terra meravigliosa di bellezza ed operosità. Quest’anno Palermo è capitale della cultura ma abbiamo l’ambizione di far diventare Palermo capitale delle esportazioni siciliane in Giappone, per questo ringraziamo l’ambasciatore Starace che in questo giorno importante, in cui è stato siglato l’abbattimento progressivo dei dazi tra Unione europea e Giappone, si trova a Palermo. Confcommercio è al servizio delle imprese ed è pronta a sostenerle anche nell’export”, ha concluso Patrizia Di Dio.

E chiude gli interventi l’organizzatore dell’intero evento, il coordinatore del consorzio Italy on the table ed export manager Mario Stancampiano: “Le possibilità sono immense, veramente tante perché il fatto che i dazi vengano abbattuti darà un’opportunità, uno slancio ancora maggiore a quello che è l’export italiano verso il Giappone, visto che tra l’altro da pochissimo abbiamo superato la Francia che ci stava avanti. Loro hanno vinto il mondiale e noi abbiamo vinto l’export con l’agroalimentare e non solo”.

 

Sarà annunciata a settembre la nuova stagione del Teatro Massimo, che vedrà in scena dieci opere, tre produzioni di danza e comprenderà un fitto calendario di concerti.

Tra le anticipazioni della nuova stagione, l’opera di apertura, Turandot, ultimo incompiuto capolavoro di Puccini. Sul podio il direttore musicale del Teatro, Gabriele Ferro. Scene, video e costumi saranno curati dal collettivo di artisti russi AES+F, che in questi giorni in occasione di Manifesta 12 è già ospite del Teatro Massimo con l’installazione Mare Mediterraneum (in Sala Pompeiana fino al 19 settembre); la regia sarà di Fabio Cherstich. Si inaugura così un anno ricco di coproduzioni internazionali: si tratta infatti di un nuovo allestimento realizzato con Badisches Staatstheater Karlsruhe, Teatro Comunale di Bologna e Kyiv National Academic Operetta Theatre. La lettura di Turandot di AES+F e Cherstich colloca l’opera in una Cina del futuro, accompagnando lo spettatore in un viaggio nel tempo. Ad incarnare Turandot sarà Iréne Theorin, che torna a Palermo dopo la Brünnhilde di Götterdämmerung nel 2016; Mariangela Sicilia e Valeria Sepe si alterneranno nel ruolo di Liù; il tenore americano Brian Jagde sarà al debutto europeo come Calaf.

A seguire una delle prime opere della storia del melodramma, Il ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi, che avrà la prima esecuzione al Teatro Massimo. L’opera sarà presentata nella visione di William Kentridge, con marionette ad affiancare i cantanti; un allestimento che ha viaggiato in tutto il mondo e che arriva ora per la prima volta a Palermo.

A febbraio, in concomitanza con l’opera di Monteverdi, il Teatro Massimo si recherà per la seconda volta in tournée in Oman, dopo il grande successo ottenuto con La fille du régiment nel 2016: dal 7 al 10 febbraio l’Orchestra e il Coro saranno impegnati alla Royal Opera House di Muscat per La traviata che vedrà Placido Domingo interpretare il ruolo di Giorgio Germont in due delle tre recite, mentre nell’altra salirà sul podio per dirigere i complessi artistici del Teatro Massimo; allestimento della Los Angeles Opera con la regia di Marta Domingo.

Nella stagione vi saranno naturalmente le grandi opere del belcanto e del repertorio più amato, con nomi eccellenti di grandi cantanti, quali Sonia Ganassi e John Osborn, e Daniel Oren, direttore apprezzatissimo dal pubblico palermitano.

Debutto al Teatro Massimo per My Fair Lady, il fortunatissimo musical di Alan Jay Lerner e Frederick Loewe, diretto dall’inglese Wayne Marshall, che torna al Teatro Massimo dopo il grande successo dei due concerti del 2018, e con la regia di Paul Curran, che il pubblico palermitano ricorda per A Midsummer Night’s Dream di Britten. Si tratta di una coproduzione con il Teatro di San Carlo di Napoli.

Il Corpo di ballo del Teatro Massimo continuerà ad affrontare tanto il repertorio contemporaneo che quello classico, seguendo un percorso di eccezionale versatilità che ne ha segnato gli ultimi anni. Ultimo spettacolo di stagione sarà il grande classico natalizio del balletto romantico, Lo schiaccianoci di Čajkovskij.

All’interno della stagione di concerti si segnala il ritorno a Palermo di Omer Meir Wellber. Altro appuntamento importante quello con Roberto Abbado, che salirà sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo in primavera, mentre a novembre il compositore ungherese Péter Eötvös dirigerà la prima esecuzione palermitana di Alle vittime senza nome, scritta nel 2016 «in memoria dei tanti migranti saliti su barche sovraffollate nella speranza di raggiungere un mondo più felice e annegati in mare aperto prima di avvistare le coste italiane». A maggio tre serate saranno dedicate al Ciclo Brahms, con due concerti diretti dal direttore musicale del Teatro Gabriele Ferro e il terzo da Jader Bignamini.

Un’importante novità del 2018 sarà il ritorno della stagione dei concerti di canto, con sei grandi nomi della scena lirica internazionale: la prima sarà Mariella Devia, che torna al Teatro Massimo dopo la sublime recente Norma e l’annuncio dell’addio alle scene.

 

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